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Turismo

Miminka Babies di David Černý a Praga

La torre delle trasmissioni di Žižkov dal 2001 é ornata di dieci statue di piccoli bambini a quattro zampe. Le dimensioni di questi „miminka“ (in ceco „piccoli bambini“) sono impressionanti: 350 cm di lungezza e 260 cm di altezza, il peso e´ attorno ad un quintale. Una caratteristica di tutte queste statue e´ che sono senza faccia, sostituita da un codice a barre.

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 Il progetto di David Černý denominato “Mininko” in realtá nasce giá negli anni 90, con la temporanea installazione di un bambino presso il museo di arte moderna  di Chicago. Successivamente, la statua ha viaggiato in varie parti del mondo, finendo anche presso il centro ceco di Londra negli spazi dell´Ambasicata. Nel 2000 furono temporaneamente installati sulla torre di Žižkov, per poi essere installati in via definitiva (per una durata di almeno 20 anni) nel 2001. Nell´autunno del 2017 le statue sono state rimosse per una ristrutturazione.

Il significato di queste statue non é volutamente chiarito dallo scultore Černý, ma evidentemente la presenza del codice a barre lascia pensare ad una critica provocatoria alle modifiche genetiche, agli interventi di laboratorio sul DNA volti a preconfezionare degli uomini quasi perfetti, ma tutti uguali.

Dal 2008, si trovano anche tre miminka, ossia tre statue in bronzo di bambini analoghe all´isola di Kampa dove é possibile ammirare da vicino queste sculture.

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Storia

Gli italiani a Praga – il PCI, i partigiani ed altre vicende del secondo dopoguerra.

L´Europa, dopo la devastante II guerra mondiale, fu sostanzialmente spartita in zone di influenza tra le potenze vincitrici, gettando le basi dei patti militari (Nato e Patto di Varsavia) ed economici che presero concretezza a partire dagli anni 50.

La fine della guerra, non rappresento´ tuttavia un periodo di calma per i singoli stati europei: nuovi equilibri politici esterni e situazioni interne alle soglie della guerra civile, proseguirono anche negli anni successivi al 45.

La Cecoslovacchia nel 1948 vide definitivamente l´ascesa del partito comunista filosovietico. Ebbe inizio il periodo di progressiva imposizione dei diktat di regime con una emarginazione a volte anche violenta degli oppositori, mentre l´Italia, tra tante contraddizioni e problematiche socio economiche, dopo aver decretato la fine della monarchia, lentamente si avviava verso una repubblica parlamentare, non in grado di accontentare tutte le parti politiche.

La fine della guerra, aveva infatti portato in Italia un periodo di instabilitá sociale tipico dei cambiamenti di regime – da una parte i dirigenti e impiegati del periodo fascista, che comunque ricoprivano ancora ruoli istituzionali importanti, dall´altra tante persone che avevano abbracciato gli ideali socialisti-comunisti, che negli anni della guerra avevano combattuto come partigiani e in generale come oppositori. Le aspettative delle persone, delle varie fazioni erano diverse, e la disorganizzazione post bellica aveva portato a regolamenti dei conti, scontri fisici e tensioni in diverse parti d´Italia che poi diventarono oggetto di omicidi, arresti, processi e polemiche politiche molto aspre.

Il Partito Comunista italiano ricopriva un ruolo molto importante, era saldamente il secondo partito politico italiano, era in grado di esprimere dirigenti e politici preparati, forte di un consenso di massa solido. L´Unione Sovietica aveva interesse a sostenere questi partiti, l´organizzazione internazionale comunista che riguardava tutti i  partiti comunisti anche occidentali, prevedeva scuole di formazione che riguardavano non solo coloro che sarebbero poi divenuti i leader di partito, ma anche una formazione delle semplici persone, una sorta di indotrinizzazione agli ideali socialisti e comunisti. Il PCI raggiunse i primi degli anni ´50 un accordo con il Partito Comunista Cecoslovacco per consentire l´espatrio di vari esponenti (che in alcuni casi erano stati reputati colpevoli dalla giustizia italiana) e di giovani leve, sul territorio cecoslovacco, utilizzando anche falsi nomi e documenti. Si parla di centinaia di persone che arrivarono sul territorio cecoslovacco, specie nei primi anni cinquanta.

Lo scopo, oltre al preservare queste persone e proteggerle anche dagli effetti di una giustizia che non veniva ritenuta oggettiva,  era quello di creare anche una adeguata rete di informazioni che in qualche modo potesse essere utile anche in Italia. Contemporaneamente, la Cecoslovacchia, e in particolare Praga, era considerata paese di confine e pertanto non estremamente distante fisicamente dall´Italia.

Molte persone furono recrutate per lavorare a RADIO PRAGA, la radio antagonista di Radio Europa Libera. Alcune lavorarono anche al progetto radio di Oggi in Italia, la radio di propaganda diretta al popolo italiano. Altre andarono a lavorare nelle fabbriche statali e presso le cooperative agricole, affrontando situazioni di vita difficili.

Gradualmente, gli italiani espatriati rientrarono per la maggior parte in Italia negli anni successivi, al mitigarsi degli effetti del dopo guerra e della ripresa economica. Tuttavia, é certo che vi siano diverse decine di persone che decisero di restare in Cecoslovacchia, principalmente per il fatto che nel frattempo avevano creato famiglie ed i legami con l´Italia si erano affievoliti. Una figura di rilievo che spesso viene citata, oltre al politico Francesco Moranino che ha abitato a Praga per diversi anni tra gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, é il personaggio di Giulio Paggio, che visse e morí a Praga nel 2008, la cui storia é contraddittoria e fonte di diverse interpretazioni politiche.

Esiste una discreta letteratura su questi avvenimenti, a volte di parte. Un celebre romanzo é “Uomini Ex” di Giuseppe Fiori, che narra le vicende di italiani emigrati in Cecoslovacchia. Massimo Recchioni, scrittore e politico, ha pubblica diversi libri narrando le storie umane e politiche di diversi personaggi. Lo scrittore Rocco Turi ha ripreso le storie di questi partigiani emigrati, nel suo libro “Storia segreta del PCI. Dai partigiani al caso Moro”.

 

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Il Vodník, demone dell´acqua – la leggenda

Il demone dell´acqua (dolce), ha un´etimologia direttamente derivante dalla parola “voda”, che in lingua ceca significa acqua. Presente anche nella mitologia di altre culture slave, viene raffigurato spesso di colore verde, con capelli verdi e seduto sulle ruote di un mulino o sugli argini di un fiume.

Un folletto verde, dal cappello a tuba e una marsina gocciolante. Capace di vivere anche fuori dall´acqua, almeno fin tanto che la marsina aveva ancora delle goccie d´acqua.

Celebre é l´immagine dell´autore ceco Josef Lada:

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Il Vodník (a volte denominato anche il barcaiolo) non ha sembianze mostruose, e secondo le leggende locali raccoglie le anime delle persone che annegano, in particolare bambini e giovani che decidono di fare il bagno imprudentemente.

Si dice che stia appostato nelle scure profonde acque del fiume e che abbia la capacitá di trasformarsi in persona ed animali (in particolare pesci), anche allo scopo di attirare le prede verso l´acqua e conservare la loro anime in piccole ampolle di cristallo. Le anime, si dice, servono per dargli la capacitá di sopravvivere durante il giorno.

Il poeta Karel Jaromír Erben nell´opera Kytice, ha dedicato una poesia alla figura del Vodník che ha ispirato il musicista Antonín Dvořák, poema sinfonico per orchestra, Op. 107, B. 195 (1896) (si veda il poema al seguente link denominato folletto delle acque).

A Praga, in Malá Strana, zona Kampa vicino al Ponte Carlo, esiste il canale Čertovka (che si dice dividesse la cittá vecchia dalla cittá nuova, seppure la parola “čert” in ceco voglia dire diavolo…) dove é presente una ruota di mulino storica e potrete trovare la statua del Vodník. Si tratta di una passeggiata romantica e pressoché obbligatoria, la “Venezia praghese” (in ceco Pražšké Benátky) non puó che stregare.

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Il Golem di Praga – la leggenda

Praga magica, Praga capitale dell´esoterismo e dell´alchimia, Praga incrocio di varie culture e paese di confine.
Questa miscela di fattori ha da sempre contribuito a creare miti, leggende e racconti che spesso hanno trovato spazio anche nella letteratura.
Il Golem
golem
Narra la leggenda, di origine ebraica, che il rabbino Rabbi Jehuda Low (o Loewú ben Bezalel – figura magica e mitologica, ma effettivamente vissuta dato che ha la tomba nel vecchio cimitero ebraico situato in Josefov – creó dall´argilla una figura, una sorta di statua, che veniva attivata tramite una pietra magica denominata “šém” e la rendeva viva per compiere lavori, ma priva di anima, parola e sentimenti.
Siamo nella Praga di fine XVI secolo, nel quartiere ebraico di Josefov, che era profondamente diverso da quanto possiamo vedere al giorno d´oggi, la comunitá ebraica non era affatto integrata ad altre comunitá, coma ad es. quella cattolica e vi sono diverse versioni che sostengono che il Golem fosse stato creato non solo per servire nei rituali religiosi in sinagoga, ma anche per proteggere gli ebrei dagli assalti dei cattolici.
Naturalmente, fu un rito magico e basato sul numero sette, che diede le origini al Golem.
Il Golem inizió a crescere di forza, diventando sempre meno controllabile, ed il rabbino Low, alla fine, fu costretto a riporlo nella soffitta della vecchia sinagoga, portandolo poi alla autodistruzione.
Una versione di questa leggenda spiega che la figlia del rabbino Low fosse molto malata, e che il Golem lo aiutava nell´assisterla. Un giorno, essendo chiamato agli obblighi religiosi, dimenticó di togliere la pietra che lo animava, ed il Golem, privo di istruzioni, inizió a demolire l´abitazione del rabbino e poi si recó per le strade distruggendo tutto. La figlia trovó la forza di recarsi presso la sinagoga per cercare il padre, e davanti a tale disastro, urló al Golem di fermarsi e prelevó la pietra. Essendo giorno di festa per la cultura ebraica, il Golem si trasformó in polvere. Il rabbino tornó quindi alla preghiera per terminare la cerimonia. Si dice che le polveri del Golem siano state nascoste nella soffitta della vecchia sinagoga (Sinagoga Staronova) esistente ancora oggi (si considera che sia la sinagoga piú vecchia del centro est Europa). Da allora l´accesso alla soffitta sarebbe stato vietato, anche se dei residui del Golem sembra non si sia trovata traccia. La figlia del rabbino Low guarí immediatamente.

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Sinagova Staronova

La leggenda é corredata di vari dettagli e precisazioni che evidentemente sono sorti nel tempo, come ad esempio il fatto che il Golem avesse la scrittá “veritá” sulla fronte, e che per farlo terminare nell´attivitá distruttiva, si sia scritta la parola “morte”. Altre fonti sostengono che il Golem fosse talmente grande, che il rabbino non riuscisse piú a raggiungere la bocca del Golem e per riuscire a raggiungerlo per togliere la pietra, si narra gli abbia detto di allacciargli la scarpa, ma una volta che tolse la pietra, il Golem  cadde direttamente sul rabbino e questi morí.
Sarebbe stato un sogno, invece, a portare il rabbino Low a crare il Golem. Si narra che alcune formule magighe, o forse preghiere, attivassero il Golem, assieme alla pietra magica. Il corpo del Golem si riscaldava, e man mano che si attivava, diventava sempre piú grande. Sarebbe stata la paura di non poter controllare piú la forza del mostro, quella che ha portato alla sua distruzione decretata dal suo genitore.
Diversi film sono stati dedicati alla figura del Golem, un robot antesignano.
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L´uomo destinato all´eliminazione – MUKL – Il Monumento alle vittime del Comunismo – Praga

M.U.K.L (můž určený k likvidaci) indica letteralmente l´uomo destinato all´eliminazione, una definizione che circolò nelle prigioni politiche cecoslovacche, presa direttamente dagli orrori del nazismo.

Sette statue in bronzo disseminate lungo una scalinata, sono l´opera realizzata dall´artista Olbram Zoubek, assieme agli architetti Zdenek Holzl e Jan Kerel, che mostra l´inquietante dissolversi dell´individuo – a memoria del progressivo annientamento dell´uomo generato da una dittatura. L´individuo però resiste con fierezza, anche se menomato nello spirito e fisicamente – resistendo in piedi.

Il monumento alle vittime del comunismo si trova a Praga, nella zona di Malá Strana, alla base della collina di Petřín dal 2002.

Ha l´obiettivo di ricordare ai posteri i prigionieri politici e le vittime del regime che ha governato la Cecoslovacchia dal 1948 al 1989.

Una fascia in bronzo, ed una stele alla base del monumento ripetono i numeri di queste persecuzioni: 205 486 persone condannate, 248 condanne capitali, 4 500 persone decedute nelle prigioni, 327 persone morte ai confini, 170 938 cittadini emigrati. (“Oběti komunismu 1948 – 1989: 205 486 odsouzeno – 248 popraveno – 4 500 zemřelo ve věznicích – 327 zahynulo na hranicích – 170 938 občanů emigrovalo”).

I MUKL erano tipicamente dei prigionieri politici, che erano ritenuti scomodi per il regime, e pertanto erano destinati a lavori umilianti e molto faticosi. Tipico il lavoro nelle miniere di uranio o di carbone. Vi sono molte testimonianze delle pessime condizioni in cui versavano questi individui, e delle difficoltà per comunicare con la loro famiglia e loro cari, fino ad arrivare ad un progressivo annientamento dell´individuo che lo portava all´oblio ed alla morte.

Questa opera é particolarmente suggestiva la notte: grazie dall´illuminazione, gli effetti luce colpiscono l´animo molto più che durante il giorno. Purtroppo, il monumento è stato bersaglio di vari atti vandalici nel recente passato.

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La giornata della memoria delle vittime del comunismo si celebra il giorno 27 giugno di ogni anno, la data ricorda l´esecuzione di Milada Horáková, che avvenne il 27 giugno 1950.

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Il “missile” di Praga 3 – la torre delle trasmissioni di Žižkov

La torre delle trasmissioni che domina Praga 3 non sfugge agli occhi di qualsiasi turista, specie se si osserva la cittá dalla zona di Hradčany (castello di Praga). La costruzione, concepita negli anni ´70, fu iniziata negli anni 80 e terminata nel 1991. L´architetto, Václav Aulický, volutamente volle dare un´immagine alla torre a forma di missile (in ceco “raketa”), slanciata verso l´alto, anche nell´intendo di non fare una costruzione invasiva della zona di Žižkov.

Alcune leggende metropolitane, narrano che in origine doveva impedire ai segnali satellitari di raggiungere Praga e pertanto fu approvata da parte del regime comunista. Si narra anche che quando fecero partire il segnale di prova a fine anni 80, nel quartiere di Žižkov si registró un aumento di aggressivitá nelle persone.  Naturalmente, si tratta di leggende, che hanno origine anche nelle aspre critiche al periodo totalitario e che non hanno una conferma pratica.

La torre, oggi, oltre a svolgere una importante funzione come ponte di trasmissioni, é una torre con visule a 360 gradi per vedere Praga accessibile ai visitatori, ha una room adibita a hotel esclusivo per dormire su Praga, é sede di alcuni programmi televisivi e ospita frequentemente mostre temporanee.

David Černý, il controverso scultore, dal 2000 ha inserito i bambini “miminko” che salgono e scendono la torre: statue gigantesche che rendono questo monumento forse piú umano.

Non é amata particolarmente dai cechi, qualcuno sostiene abbia rovinato il panorama di Praga, altri la additano come una imposizione del vecchio regime. Per la costruzione si dovette cancellare un vecchio cimitero ebreo che era nella zona. Per tutti questi motivi, alcuni server turistici l´hanno definita come la seconda peggiore costruzione al mondo.

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Storia Turismo

Il carro armato n.23 rosa di David Černý

David Černý rappresenta una delle migliori espressione dell´arte moderna ceca, pur essendo capace di trasmettere emozioni forti ed a volte molto discusse se non pesantemente criticate. Praghese dalla nascita, ha studiato presso l´universitá  artistico industriale, rappresenta l´artista boemo per eccezione. Frequentatore di birrerie nella zona di Mala Strana, spesso oggetto di forti critiche se non denucie, la fama di Černý ha valicato anche i confini cechi, poiché diverse opere sono esposte in giro per il mondo.

IL CARRO ARMATO ROSA – il carro armato IS (Iosif Stalin)-2 prodotto dall´Unione Sovietica nel 1943 fu utilizzato durante la seconda guerra mondiale e rappresentó  uno dei simboli della vittoria dell´Unione Sovietica nei confronti dell´impero nazista.

Il carro armato numero 23, conosciuto anche come il tank di Smichov, fu esposto a lungo presso l´attuale Piazza Kinsky (prima Piazza dei tankisti sovietici) negli anni del dopoguerra a Praga, ed era considerato monumento nazionale.

Il carro divenne famoso, quando improvvisamente fu colorato di rosa….

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Il 27 aprile 1991, Černý assieme ad alcune persone coloro´ il tank di rosa. Il giorno successivo lo scalpore fu enorme, al punto che anche l´ambasciata sovietiva avrebbe protestato. Černý fu arrestato sotto l´accusa di disturbo della quiete pubblica e successivamente liberato. Il tank fu dipinto nuovamente di verde, ma nel giro di qualche giorno, 15 neo parlamentari eletti, forti del loro status di immunitá, ridipinsero il tank di rosa per protestare dell´arresto di David Černy.

Il tank rosa si trova oggi presso il museo militare di Lešany (Týnec nad Sázavou) e non é piú un monumento nazionale.

 Le vicende attorno al tank rosa, in realtá si sono protratte nel tempo. David Černý propose un nuovo monumento al posto del tank rosa che doveva essere solo una parte del tank, in quanto i tre quarti dovevano essere sepolti sotto terra.

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Effettivamente questa idea fu realizzata nel 2001, ma fu fonte di ulteriori critiche anche da parte di politici cechi (tra cui l´allora premier ed oggi presidente Zeman) e non venne mai installato nella Piazza Kinsky. Oggi, questa opera si trova a Lázně Bohdalec. L´opera peraltro fu anche oggetto di ulteriori provocazioni politiche da parte di Černý, come nel 2008 in cui fu inserita una fascia bianca sul carroarmato e nuovamente situata nella Piazza Kinsky, per protestare contro il conflitto russo-georgiano. Un ulteriore curiositá, il tank originale, fu temporaneamente spostato a Praga sul fiume Moldava, dove resto´esposto per qualche mese nel 2011 nell´ambito della settimana della libertá.

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QUO VADIS- la trabant a 4 zampe di David Černý

David Černý rappresenta una delle migliori espressione dell´arte moderna ceca, pur essendo capace di trasmettere emozioni forti ed a volte molto discusse se non pesantemente criticate. Praghese dalla nascita, ha studiato presso l´universitá  artistico industriale, rappresenta l´artista boemo per eccezione. Frequentatore di birrerie nella zona di Mala Strana, spesso oggetto di forti critiche se non denucie, la fama di Černý ha valicato anche i confini cechi, poiché diverse opere sono esposte in giro per il mondo.

QUO  VADIS – Si tratta della prima opera di Černý e risale al 1991. Fabbricato in plastica, che ritrae la celebre auto Trabant (automobile prodotta nell´ex Germania dell´Est, simbolo associato alla caduta del muro di Berlino del 1989) a cui sono state aggiunte 4 gambe.

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Nel 1989 quattro mila tedeschi provenienti dalla Germiania dell´Est (DDR) occuparono il giardino dell´ambasciata federale tedesca (Germania dell´Ovest) di Praga in ricerca di asilo politico. Furono momenti storici importanti, prima della caduta del muro di Berlino ed il collasso di tutti i regimi socialisti avvenuto nei mesi successivi.

I tedeschi della DDR avevano principalmente le Trabant, un´auto con motore a due tempi e telaio in materiale plastico.

Opera esposta per la prima volta nel 1991 in piazza della cittá vecchia (Staroměské náměstí) ed inaugurata il giorno in cui le due valute tedesche di allora (i marchi) si unificarono. Oggi, l´originale si trova presso il Forum di storia moderna a Lipsia ed una copia in bronzo (in realtá solo dopo 10 anni l´opera fu ricoperta dal bronzo per mitigare l´azione del tempo) é  collocata nei  giardini dell´ambascita germanica di Mala Strana in Praga 1, dal 1991, in via Vlašská 19/118.

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Storia

Praga – le origini del nome

Le origini del nome Praga, in ceco “Praha”, non sono chiare e lasciano spazio a diverse interpretazioni.

La piú diffusa sostiene che il nome della cittá sia da far risalire alla principessa Libuše, che predisse la stellare gloria della cittá, guardando la collina di Vyšehrad. La principessa disse al popolo di costruire una cittá alla soglia della foresta, dove aveva visto un falegname che stava delineando la soglia di una casa (sarebbe nella zona di Malastrana). „Prah“ in ceco infatti significa soglia. Come ci si inchina entrando nella soglia di casa, cosí le persone si inchineranno alla grandezza della cittá di Praga – predisse la principessa.

L´origine del nome Praga, secondo alcune teorie, deriva invece dalla parola ceca „Pražit“ ossia „bruciare“. In merito a questa interpretazione esistono due tesi: una che intende „bruciata dal sole“ lasciando intendere l´origine di Praga su un monte sul quale batteva il sole (per alcuni Hradčany – dove si trova attualmente il castello di Praga), la seconda che intende un luogo che sarebbe stato bruciato dal fuoco, forse una foresta, per far posto alla cittá.

I „prahy“ nell´antichitá erano anche i legni messi di traverso su un fiume per formare un passaggio consentendo il transito sull´altra sponda. La cittá di Praha, potrebbe richiamare questo antico ricordo.

Poiche´ „Prah“ significa soglia in lingua ceca, richiama anche l´idea di confine, forse evidenziando una meta dei mercanti, di passaggio tra Ovest ed Est, oltre che tra Nord e Sud. Peraltro, in antico slavo, „pražnice“ erano delle sorte di anfore dove gli antichi agricoltori seccavano il grano e il posto dove poi si bruciava/cuoceva il grano era detto „Praga“. Vi sono anche sostenitori dell´idea che avrebbe origine dal polacco, dove Praha sarebbe una sorta di soglia all´arrivo a Varsavia, forse una via dei vecchi mercanti.

Alcune tesi sostengono che sia la soglia dell´inferno („Prah do pekla“), richiamando la forte vena esoterica e alchimistica che Praga racchiude in se, altre troverebbero l´origine ancora piú lontana – un mercante arabo, tale Ibrahim avrebbe parlato di Praga – forse anche definita come Faraga o Paraga prima dell´anno mille, descrivendo una cittadina costruita in pietra e calce.

Praga potrebbe derivare anche dal „Pareguv vrch“ oggi collina di Petřín.

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Gli SPOT pubblicitari girati a Praga ed in Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca, e in particolare Praga, é ben notea nel mondo della cinematografia internazionale, sia per il fatto di avere studi cinematografici attrezzati (Barandov), sia per i costi piú ridotti rispetto ad altri set, sia per la bellezza della cittá ed in generale del paese.

Sto cercando di raccogliere una indicazione degli spot di caratura internazionale girati a Praga e in Repubblica Ceca. E´ piuttosto difficile, per cui ogni segnalazione e´ graditissima!

Ecco le prime scoperte:

APPLE – Frankie´s Holiday

Frankenstein non é mai stato probabilmente un grande cantante, ma questo video natalizio della durata di 2 minuti emoziona molto.

APPLE ha deciso di girare questo video natalizio in Repubblica Ceca.

La piazza che si intravede e´ locata a Žatec, circa 80 km da Praga.

https://www.youtube.com/watch?v=aFPcsYGriEs

APPLE – Romeo & Juliet

In questo shot di 30 secondi promo per IPHONE 7, due bambini recitano Romeo e Giulietta.

Il castello e´di Libochovice, regione di Ustí nad Labema  nord della Boemia.

https://youtu.be/qStdSMad6TY

TOYOTA – nuova Yaris Hybrid „the musical city“

Toyota per lanciare la nuova auto ibrida ha cambiato i nomi delle vie nella cittá di Praga, creando un karaoke per gli autisti selezionati. Un video proprio divertente! Durata 2:38.

https://youtu.be/H21BzkhXgMY

Huawei  – „Dream it possible“

Il noto brand ha creato questa pubblicitá corporate sulla scia dello slogan make it possible, girando le scene a Praga. Racconta la storia di una bambina pianista che cresce e con sacrificio si afferma. Si dice che questo video voglia ripercorrere le origine di Huawei, brand partito da zero ed ora affermato a livello internazionale.

Il video dura 3:58.

https://www.youtube.com/watch?v=FtWJfcLEEv0

Coca Cola Zero – SKYFALL

Lo spot e´ interamente girato a Praga sulla scia dello slogan „Unlock The 007 in You“

https://youtu.be/hwpRFh0Jkhk

AEROPORTO DI PRAGA – la cena di natale

Questo video girato come promo dell´aeroporto di Praga presenta la sorpresa natalizia ai passeggeri!

Durata 4:16

https://youtu.be/wlY7tjE89uQ

AMNESTY INTERNATIONAL – i bambini soldato

Questo video ha lo scopo di sensibilizzare le persone per i bambini soldato. L´attrice e´ ceca, Barbora Milotova.

https://youtu.be/P2WhRdlG9Pg

COCA COLA

Il video e´ girato in Piazza della cittá vecchia con molte persone!

https://youtu.be/hf0PTST-ja8