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Praga nei lunghi mesi del periodo Covid – raccolta personale

Il movimento apolitico Milion chvilek pro demokracii (milioni di attimi per la democrazia), il 25 marzo 2021 si propose all’opinione pubblica disegnando nella Piazza della Città Vecchia migliaia di croci disegnate con il gesso (25 mila secondo le fonti ufficiali) a ricordo delle vittime del covid.

Nei giorni seguenti, questo luogo fu meta di molte visite dei cittadini praghesi, che spontaneamente portarono candele e fiori, riportando i nomi dei deceduti a testimonianza del dolore per la perdita dei propri cari. Diversi articoli furono pubblicati sui quotidiani locali con foto molto toccanti.

Nella memoria dei cittadini praghesi resteranno le inconsuete immagini delle strade e delle piazze vuote del centro di Praga.

Le restrizioni agli spostamenti, l’impossibilità di viaggiare per motivi turistici, oltre alla naturale paura creata dalla situazione pandemica mondiale, hanno letteralmente svuotato il centro storico, creando un´atmosfera inusuale per questa città, e spesso molto malinconica.

Questa foto della primavera 2021 della Piazza San Venceslao senza persone, mezzi e attività commerciali si commenta da sola.

La zona alle spalle del cavallo si è riqualificata molto, per effetto dalla imponente ristrutturazione del Museo Nazionale Ceco, e per i giardini denominati Čelakovského sady che sono stati rivitalizzati piantando migliaia di fiori e piante.

Altre immagini del centro di Praga, raccolte in varie occasioni,

alcune con curiose statue artistiche.

Nel giorno di Pasqua feci la foto alla statua a movimento cinetico di Franz Kafka dell´artista David Černý, che si trova nei pressi del centro commerciale Quadrio, in via Spalena. Le varie situazioni che sono sorte a seguito delle restrizioni, dichiarazioni ufficiali e semiufficiali, lo sconcerto nell´applicare le regole imposte da questa situazione di emergenza, hanno ricordato spesso le “atmosfere kafkiane” di alcune opere di questo scrittore.

Il Ponte Carlo in una fredda domenica primaverile…..

Il Castello di Praga visto dal fiume Moldava.

Questa foto del cimitero ebraico di Praga pieno di piante verdi è inusuale.

I giocattoli nella Cecoslovacchia comunista – anni 70/80

Forse per nostalgia, ispirato da un tweet e da alcune immagini accessibili sul web, ho provato a fare memoria di alcuni giocattoli tipici dell’era socialista e che mi sono rimasti impressi.

In effetti, avendo avuto la possibilità di vivere sia la realtà italiana – allora più occidentalizzata – e la realtà cecoslovacca, le mode in auge erano talvolta diverse, ed i sogni dei bambini, pur essendo simili, erano condizionati dal contesto in cui si viveva.

Sul mercato cecoslovacco, accedevano in via preferenziale i giocattoli prodotti nell’area di influenza sovietica, per cui era frequente anche ritrovare scritte in cirillico.

Erano in generale a buon mercato, ma l’offerta era limitata. Nei Tuzex – i negozi dedicati ai prodotti occidentali nei quali si poteva acquistare in valuta o tramite dei certificati denominati bony – si trovavano anche i giocattoli che venivano commercializzati in Italia (in primis le Barbie della Mattel ed i prodotti della Lego).1.

  1. Hockey

Considerato da molti come lo sport nazionale, visti anche i successi raccolti a livello internazionale dalla squadra cecoslovacca, – l’hockey su ghiaggio, aveva un chiaro riscontro anche nei giochi che tipicamente si regalavano nel periodo natalizio o per i compleanni. Penso che ogni bambino avesse la sua “hokejka” (il bastone – o mazza – per l’hockey su ghiaccio), i rigidi inverni conciliavano lunghe partite sia sul ghiaccio, sia sui piazzali dove non sempre si utilizzavano i pattini. La “hokejka” del portiere aveva la parte passa più larga, ma non consentiva l’agilità delle mazze più snelle per il gioco su tutto il campo.

Il “puk”, il disco in gomma vulcanizzata normalmente nero, era ovviamente un corredo indispensabile, così come anche i caschi ed i parastinchi.

Ogni bambino cecoslovacco aveva i suoi pattini, non solo per l’hockey, ma anche per il pattinaggio artistico e di velocità. Gli inverni allora erano molto più rigidi e gli stagni si ghiacciavano per diverse settimane nei mesi invernali. Naturalmente, poi esistevano le piste da pattinaggio ed i campi da hockey su ghiaccio.

Terminata la stagione invernale, l’hockey si trasformava poi in florbal, utilizzando la pallina e talvolta si utilizzavano anche i pattini a rotelle (successivamente anche i pattini in line).

Oltre agli attrezzi sportivi che erano il sogno di ogni bambino, esistevano giochi da tavolo dedicati all’hockey su ghiaccio. Alcuni era bellissimi, ed ancora oggi vengono commercializzati. Ricordo pomeriggi interi di sfide tra amici.

In Italia avevamo giochi simili legati allo sport nazionale italiano: il calcio. Oltre al calcio da tavolo, all’indimenticabile calcio balilla, negli anni Ottanta era molto diffuso il subbuteo.

In ogni caso, il gioco del calcio era comunque diffuso anche in Cecoslovacchia (nel ´76 la Cecoslovacchia vinse i campionati Europei) per cui sia il calcio da tavolo, che i palloni da calcio, che le scarpe con i tacchetti, erano anch’essi tipici regali per i bambini di allora.

2. Igráček

L’equivalente dei Playmobil fu molto popolare tra i bambini cecoslovacchi. Le professioni dei pupazzi rispecchiavano gli usi e costumi di allora: lo spazzacamino (“kominík”), il poliziotto della VB, l’infermiera, il cuoco, e così via.

Ancora oggi vengono prodotti e sono commercializzati, la loro produzione e diffusione rinacque qualche anno fa sulla spinta nostalgica degli anni che furono.

3. Le costruzioni meccaniche Merkur (stavabnice Merkur)

Credo che sia quasi impossibile trovare un bambino di quegli anni che non abbia avuto in regalo la costruzione meccanica Merkur. Ancora oggi questo marchio si trova nei negozi di giocattoli. In Italia avevamo un gioco del tutto analogo: il Meccano. Quanti futuri ingegneri sono nati su queste costruzioni!

4. Le bambole e le carrozzine

Mentre scrivo questo articolo, mi sto rendendo conto che non sono così ferrato su quello che preferivano le bambine, tuttavia, non sbaglio se menziono le bambole (prevalentemente sotto forma di neonati) e gli accessori relativi (le carrozzine, gli abiti, le loro camerette, gli attrezzi da cucina). Diverse famiglie cucivano artigianalmente gli abitini per le bambole.

Si trovavano anche svariati peluche, e nella seconda metà degli anni Ottanta si diffusero i Moncicci, che in Italia erano arrivati un paio di anni prima. Già allora, mi affascinava enormemente la talpa “Krtek”, personaggio dei cartoni animati ideato da Zdeněk Miler, che fu commercializzato anche in Italia.

5. I cubetti per le costruzioni „simil-lego“

Lego, il marchio ampiamente diffuso in occidente, giungeva in Cecoslovacchia solo nei Tuzex ed era considerato un prodotto esclusivo e pertanto anche caro. Localmente, tuttavia, si diffusero vari giocattoli che avevano lo stesso principio, cubetti colorati, con i quali costruire case.

Ho ricordi di questi „simil-lego“, dove si potevano incastrare anche le finestre e le porte. La qualità, tuttavia, era più scadente rispetto al classico lego, questo lo ricordo bene.

Una curiosità, Lego ha uno dei pochi stabilimenti esterni alla Danimarca, paese di origine, proprio in Repubblica Ceca nella città di Kladno.

6. Il paracadutista e gli aeroplani azionati ad elica

Il paracadutista scagliato con la fionda in alto, che atterra con il paracadute rappresentato da un sacchetto di plastica, veniva proposto in vari colori.

Diverse tipologie di aeroplani molto semplici nella costruzione, si basavano su un meccanismo ad elica ed elastico, e potevano volare per qualche secondo. Si trattava di un tipico regalo per bambini. Non ricordo che in Italia fossero così diffusi, per cui mi meravigliava sempre trovarli esposti nei negozi praghesi.

In generale, i giocattoli e libri legati al tema delle conquiste dello spazio, avevano una diffusione molto più grande in Cecoslovacchia, rispetto a quanto eravamo abituati in Italia.

7. I giocattoli in legno ed i giocattoli meccanici

La lavorazione del legno è sempre stata molto tradizionale in Cecoslovacchia. Pertanto, un tipico regalo era rappresentato dalle costruzioni in legno nelle più svariate forme.

Erano molto diffusi anche i giocattoli meccanici (automobili in latta a carica, camion, tram, autobus,  ….), ma il sogno di ogni bambino erano i c.d. „angličáky“, i modelli di auto occidentali, dove il marchio più ambito era certamente Matchbox.

Nei miei viaggi dall’Italia, specie in età preadolescenziale, acquistavo diversi modelli per i migliori amici e spesso diventavano oggetto di scambi.

Mentre in Italia si erano diffuse le auto telecomandate, quelle locali prevedevano sempre il filo elettrico. Nelle mie aspettative di bambino, il filo che doveva restare collegato, rappresentava un limite inaccettabile ed evidentemente i miei cari l’avevano notato: non ricevetti mai in dono questi giocattoli.

Le automobiline maggiormente diffuse in Cecoslovacchia erano le Skoda.

Un mito assoluto che occorre riconoscere ancora oggi, in quanto continua ad essere un must dei bambini dei giorni nostri che vivono in Repubblica Ceca ed anche in Slovacchia, sono i camion Tatra in plastica: resistenti, praticamente indistruttibili e compagni di ore e ore di giochi.

8. Il modellismo

Nei negozi cecoslovacchi degli anni 70- 80 erano molto diffusi i modellini di aerei, carrarmati, navi spaziali, che i bambini si potevano costruire pazientemente a casa. Tuttavia, ricordo la carenza di colori di qualità, per cui dall’Italia, mi venivano continuamente domandati i colori speciali per il modellismo, denominati Humbrol che in Cecoslovacchia erano merce rara.

Bambini e ragazzi, avevano la passione per i trenini elettrici e per le piste per le automobili da corsa. Esatamente come i coetanei italiani che avevano la Polistil e le piste Carrera, anche in Cecoslovacchia, il desiderio di ogni maschietto era avere la propria “autodráha”.

9. La koloběžka – il monopattino

Il monopattino era posseduto da tutti i bambini cecoslovacchi, ricordo bene il Natale in cui mi fu regalato. Si metteva in cantina, a volte succedeva che venissero rubati i modelli più nuovi.

In Italia non ricordo una tale passione per i monopattini. In Italia negli anni Settanta Ottanta avevamo il mito della bicicletta da cross, con varie personalizzazioni tra cui le selle allungate, le gomme da fuori strada e le marce. Non ricordo di averne mai vista una in Cecoslovacchia.

10. Il cubo di Rubik

Negli anni Ottanta, sia in Cecoslovacchia che in Italia si diffuse questo cubo magico ideato dall’ungherese Rubik. La diffusione fu pressoché contemporanea nei due paesi, questo perché essendo stato ideato in un paese dell’area del patto di Varsavia, non rappresentava un potenziale strumento di propaganda del mondo Occidentale.

11. I francobolli

Ricordo bene che quasi tutti i bambini e ragazzi collezionavano francobolli. Si acquistavano presso le tabaccherie in pacchetti che contenevano francobolli dei paesi dell’area socialista. Da piccolo io ero appassionato dei francobolli dedicati allo spazio” mi affascinavano i colori e queste immagini che spesso ritraevano date particolari. I francobolli cecoslovacchi, in generale, sono sempre stati molto belli e pregiati. Ancora oggi esistono molti collezionisti. In Italia, tra i ragazzini, questo hobby era molto meno diffuso.

12. I videogiochi

Come bambino cresciuto a cavallo tra gli anni 70/80, ho vissuto l’arrivo dei videogiochi con grande entusiasmo. In Cecoslovacchia, la diffusione fu molto più limitata, sia perché le consolle di videogiochi erano merce rara, ed inoltre avevano costi proibitivi. Nello stesso periodo trovarono diffusione anche i videogiochi tascabili. In Cecoslovacchia si diffusero i giochi tascabili prodotti in Unione Sovietica dal titolo “jen počkej zajíci” (in italiano “aspetta coniglio”) che vedevano come protagonista un lupo, impegnato in varie attività ludiche.

Si accettano suggerimenti per migliorare questo articolo!

Praga presenta la statua di Maria Teresa d’Asburgo in localitá Hradčany

In occasione dell’anniversario dei 280 anni di nomina a sovrano dell’impero austro-ungarico, il comune di Praga 6, ha inaugurato in questi giorni la statua imponente dedicata alla regina Maria Teresa d´Austria nell’omonimo parco.

Realizzata dall’artista Jan Kovařík in collaborazione con l’architetto Jan Proksa, la statua é realizzata in polimeri speciali, pesa 7 tonnellate ed é alta 5 metri e mezzo.

L’immagine stilizzata é stata volutamente concepita per trasmettere all’osservatore la forte presenza della regina, che influenzó in modo rilevante lo scenario politico economico sociale del millesettecento, introducendo riforme illuminanti a favore della popolazione. Alcuni sostengono che abbia la forma di una pedina della scacchiera. Anche questo concetto lascia ampi spazi di interpretazione per il ruolo svolto dalla sovrana nell´ambito della politica europea.

I fratelli Kotek del Czech Institute of Informatics, Robotics and Cybernetics (CIIRC CTU) hanno realizzato una visualizzazione in 3D molto riuscita, che é visualizzabile al seguente cliccando qui.

Praga autunnale, pensierosa e senza turisti

Ponte Carlo, vista sul castello

Praga lascia sempre a bocca aperta, anche coloro che hanno la fortuna di viverci. Che poi potrebbe essere anche una sfortuna questo viverci, vista la malinconia che trasmette in certi momenti storici…..

La via Karlova

Passeggiando per le strette vie del centro, si ha la sensazione di essere osservati da mille occhi.

La torre con l’orologio astronomico sulla piazza della cittá vecchia

Chissá come era questa piazza 300-400 anni fa, con i mercanti di mezza Europa che transitavano in questi luoghi. Immagino ci fosse tanta miseria e sopravvivere era una guerra quasi quotidiana per la gran parte delle persone.

Piazza della cittá vecchia, vista verso la via Parizska

Passeggiare su questa piazza significa toccare la storia ed ogni angolo racchiude un ricordo storico.

Museo nazionale

Il museo nazionale, recentemente ristrutturato, ha una fontana che nelle ore serali mostra i colori della bandiera ceca. Come non essere orgogliosi di questo monumento nazionale.

Mustek e la via Melantrichova

Můstek é tra i primi posti al mondo per numero di passaggi di persone al giorno. Da Můstek, si arriva facilmente alla cittá vecchia passando per la via Melantrichova, in parte pedonale. Lungo il tragitto si incontra il mercato denominato Havelský trh, oggi piuttosto turistico, ma che ricorda il passato della cittá come luogo di mercati.

Vista sul teatro nazionale dal Ponte Carlo

Il teatro nazionale brilla decisamente, osservando il lungofiume dal Ponte Carlo. Verso fine dell”800 il teatro brució, ma fu ricostruito in tempi rapidi. I cechi sono fortemente legati alla vita teatrale e molte iniziative popolari furono sostenute storicamente dagli attori stessi, pur se non approvate dai regimi esistenti.

Piazza di Malastrana e la chiesa barocca di San Nicola

Repubblica Ceca – suggerimenti sui siti economico istituzionali

In questo post, condivido i principali siti cechi che suggerisco di seguire per avere informazioni attuali in materia economica.

Česka Spořitelna, gruppo Erste – analisi economiche e strategiche

Di gran lunga il sito piú interessante, a mio avviso, per focus periodici su investimenti, macreconomia ed analisi di settore. I report sono in ceco ed in inglese.

Český statistický úřad – Ufficio statistico ceco

L´ufficio statistico ceco pubblica informazioni mensili e trimestrali sull´andamento dell´economia. Nella pagina di apertura vengono forniti gli indici principali per avere un quadro immediato dello stato del paese. Nel sito sono poi presenti analisi di vario tipo in materia sociologica.

Patria.cz

Il sito con le informazioni globali piú attualizzate in materia di investimenti, cambi ed in generale di attualitá economiche.

Česká Národní banka – ČNB – la banca nazionale ceca

Come tutte le banche nazionali, la ČNB pubblica le informazioni quotidiane sul cambio ufficiale della corona ceca e sugli indicatori macroeconomici. Il sito contiene anche alcune interviste ed analisi strategiche.

Video e download – cittá di Praga

Parlare di Praga a volte é superfluo, la cittá magica lascia sempre a bocca aperta….

Uno dei numerosi video della cittá di Praga (copyright @prague.eu)

Sul seguente download si trova la mappa di Praga, in ottima definizione, che rappresenta un must per potersi orientare in cittá. Ulteriori informazioni operative sono a disposizione nel post di informazioni pratiche di Praga per potersi orientare.

Sempre dal sito Prague.eu, curato dal Ministero, trovo molto interessante la brochure per apprezzare i luoghi della cultura odierna a Praga.

Le informazioni principali sono sul seguente download:

Molto bello il video seguente che ci racconta Praga con immagini, parole e musica

copryright @prague.eu

I ragazzi di HONEST GUIDE hanno tantissimi video interessanti su YOU TUBE, e come dice il nome stesso, si sono dati come obbiettivo primario combattere le truffe disoneste perpetrate ai danni dei turisti. Sono molto bravi anche nei suggerimenti per godersi la cittá al meglio, senza spendere cifre enormi. Di seguito il loro video piú visualizzato.

Karel Hynek Mácha – il romanticismo boemo

Purtroppo non ho studi classici alle spalle, per cui mi avvicino alla letteratura ed alla poesia in modo poco organizzato, piú per voluto caso.

Recentemente mi é capitato di leggere in ceco i primi passaggi della poesia Máj (maggio) del poeta Mácha, e sará forse per il periodo dell´anno, o per questa strana sensibilitá che si porta dietro questo difficile periodo, che questi versi mi hanno emozionato.

Era la tarda sera – il primo maggio –
il seral maggio, tempo d’amor, quando
le colombe si chiamano tubando,
là dove intorno odora il pin selvaggio.
Bisbigliava d’amor la silenziosa
borraccina e mentia d’amore il duolo
l’albero in fior; cantava l’usignolo
alla rosa il suo amore e della rosa
per lui l’amore in un sospiro auliva.
Il lago terso tra gli arbusti ombrosi
suonava sordo di dolori ascosi
e tutto intorno lo stringea la riva:
i chiari soli d’altri mondi intanto
vagavan per l’azzurro come pianto
d’amore. E i loro mondi ammaliati
come al tempio salian dell’immortale
amore, incontro all’universo astrale,
fino a quando d’affetto fiammeggianti,
in scintille spegnentisi mutati,
s’incontravano come erranti amanti.
La bella faccia della luna piena,
chiara nel suo pallore e nel chiarore
pallida, s’infiammò di roseo ardore,
come amante che spia l’amante, appena
nell’acque la sua immagine riflessa
vide e languì d’amore per se stessa.
Sull’orizzonte un poco più lontano
l’ombra tenue splendea delle cascine,
fino a che ad abbracciarsi più vicine
si fecero e il crepuscolo pian piano
entro il suo oscuro grembo lo rinchiuse
ed il bosco con loro si confuse.
Più lungi ancora l´ombra si diffonde
delle montagne; alla betulla il pino
e la betulla al pino fa un inchino.
Corrono a gara nel ruscello l’onde.
In quest’ora d’amore un amor pieno
ribolle ad ogni creatura in seno.

(traduz. Ettore Lo Gatto 1950)

Per la veritá, in lingua ceca, questi versi hanno ovviamente un´altra sonoritá.

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Indagando nella storia di questo scrittore poeta, Karel Hynek Mácha, purtroppo morí giovanissimo, a soli 26 anni. Definito anche come poeta pessimistico, nell´intera sua opera piú importante – Máj – accanto ai temi romantici dell´amore e della passione pone la tragica storia di una famiglia (il bandito Vilém uccide il proprio avversario in amore -dell´amata Jarmila- che scopre poi essere il proprio padre, e viene condatto a morte).

Mácha pone le basi del ceco moderno e viene studiato in tutte le scuole locali.

Narrando questi eventi svolti nel mese di maggio, rafforza la tradizione del maggio mese dell´amore, molto sentita a queste latitudini (máj lásky čas).

Il lago Máchovo jezero, nel nord della Boemia, porta il nome in ricordo di questo artista.

A Praga, nei giardini di Petřín, esiste una statua in suo ricordo.

Praga ai tempi del Coronavirus

Si cammina come dei fantasmi, degli spiriti che nemmeno si vogliono guardare in faccia, ognuno assorto in un suo pensiero strano e incredulo – stammi lontano e non mi guardare – il respiro nella mascherina è pesante e affannoso.

A volte sembra che il tempo si sia fermato, al 12 marzo 2020, una beffarda storia di Kafka che si ripete continuamente e non trova fine.

Girando per le strade come un Hrabal senza birreria, in una delle sue frasi interminabili che girano e rimescolano, e ripartono dall’inizio.

Praga è surreale, in questo pomeriggio, che è sempre stato un giorno di festa, di turismo, di pomlázke e di uova colorate. Nulla di tutto questo, fatto salvo per i papaveri gialli in piazza San Venceslao.

Mentre le statue di Carlo IV e Jan Hus guardano il silenzio, dominato da San Venceslao sul cavallo, che nasconde la scritta „assieme ce la faremo“ sulla facciata appena ristrutturata del Museo nazionale, orgoglio di questa nazione e di questo popolo.

La piazza Staroměstské náměstí, con l’orologio astronomico di Mistr Hanuš, e la chiesa di Tyn sembra osservare il silenzio di tutte le attività commerciali inesorabilmente ferme e vuote – la via Pařižská che ricorda un post war dream.

Il ponte Carlo è vuoto, senza persona, sembrano appena passati gli Svedesi nella Guerra dei trent’anni, uno sguardo al Castello e alla cattedrale di San Vito dove sventola la bandiera ceca, la collina di Petřín si sta riempiendo di verde come ogni primavera, mentre dal lato opposto si vede una scritta “ce la faremo” sull´Hanavský pavilon, mentre dietro, il metronomo è fermo immobile sdraiato a sinistra… il tempo si è davvero fermato, quando riprenderà?

La Moldava mormora in sottofondo, l’atmosfera è cupa ed angosciante, grazie al cielo plumbeo di questa solitaria passeggiata che mi lascia tanto amaro in bocca e cupi pensieri praghesi.

Quando finirà tutto questo? E poi ci domanderemo … ma è potuto davvero succedere tutto questo?

Céčka – il fenomeno che travolse i teenagers cecoslovacchi negli anni Ottanta

Ricordo che nell’estate dei primi anni Ottanta, arrivato dall’Italia per trascorrere il periodo estivo dai nonni, ritrovai i coetanei cecoslovacchi travolti dalla mania dei céčka, le piccole lettere (inizialmente le C, ma poi si aggiunsero anche altre lettere) in plastica, di svariati colori, che si incastravano tra loro. Non potei che adattarmi al fenomeno, iniziando una spasmodica ricerca di questa merce che allora era rarissima.

La “montagna” di céčka – un must degli anni Ottanta

Concepiti ancora negli anni 60, come catenella alla moda da abbinare alle minigonne, dopo un periodo iniziale di insuccesso, divennero improvvisamente un fenomeno moda negli anni Ottanta.

Possedere i céčka, possederne tanti, addirittura catene di svariati metri che producevano un suono di plastica simile ad un fruscio, era diventato uno status symbol tra i teenagers. Divenne anche merce di scambio tra i ragazzi, ed alcune letterine e colori rari, avevano un valore ovviamente maggiore.

Le catene di céčka

Si trattò di un fenomeno che rimase limitato ad un breve periodo di un paio di anni ma paradossalmente, pur in presenza di una economia socialista, la mancanza di prodotto in presenza di una domanda elevata portò alla nascita di vari produttori artigianali

Lo stesso Michal David – cantante ancora oggi molto famoso – che inizió la carriera negli anni ´80, ha una delle sue hit denominata „Céčka“, canzone dalla musica e dal testo diretto, che raccontano della ricerca dei céčka di negozio in negozio, ma vanamente, nonostante la disponibilità di denaro – con lo scopo di rendere felice la ragazza.

La hit anni Ottanta “Céčka” del cantante ceco Michal David

Il video di Praga negli anni ´30 – Fitzpatrick / Czechoslovakia in Technicolor

Prendo spunto da una segnalazione su Facebook, per inserire questo splendido video degli anni ´30, che ci mostra una Praga a colori, piena di automobili, tram e persone.

Si tratta di un breve filmato realizzato da James A. FitzPatrick, che fu un noto produttore, scrittore, direttore e narratore noto negli USA dai primi anni ´30, come „The Voice of the Globe“ dal suo Fitzpatrick´s Traveltalks.

La Praga degli anni ´30

È davvero incredibile osservare Piazza San Venceslao piena di automobili e tram, il Ponte Carlo con i marciapiedi al lato e la strada per le auto, la chiesa di Tyn, il castello di Praga – soprattutto se si considera il fatto che nell’arco di breve tempo, la Seconda guerra mondiale avrebbe portato tanta tristezza e desolazione in una nazione, la Cecoslovacchia, che veniva annoverata tra quelle all´avanguardia nel mondo intero.