Il viso del noto scrittore Franz Kafka in movimento, nella piazza dietro al centro commerciale Quadrio, accanto al Magistrato di Praga, rappresenta ormai una meta obbligatoria dei turisti.
Al centro commerciale Quadrio si accede dalla via Spalena, in Praga 1, ma è possibile arrivare alla piazza anche direttamente dalla via Narodní (attraverso il sottopassaggio Charvátová), o attraverso la via Vladislavová.
Interamente concepita dall’architetto David Černý, la statua fu installata nel 2014, appartiene al gruppo finanziario CPI. Si tratta di un’opera a movimentazione cinetica.
Composta da quarantadue parti in movimento, interamente in metallo inossidabile, pesa complessivamente 39 quintali e raggiunge l´altezza di quasi 11 metri.
L’azienda che ha prodotto quest’opera è la ditta Deimos, specializzata in macchine e linee industriali. Una curiosità: nel corso della costruzione fu necessario alleggerire la statua di 15 quintali, poiché sotto la piazza sono presenti dei garage.
La statua richiede una manutenzione ogni due settimane, ed una revisione annua piú approfondita. I motori – complessivamente 21 – sono stati forniti da Siemens. Sono stati impiegati oltre un chilometro di cavi.
Il movimento programmato si ferma alle ore 22, per consentire il rispetto della quiete pubblica.
In realtà, la presenza dell´immagine di Kafka non é del tutto casuale: Franz Kafka lavorò nelle vicinanze di questa zona, nella via Narodní, importante centro imprenditoriale e culturale già agli inizi del novecento. Sono zone, dove aleggia lo spirito di questo importante scrittore che ha lasciato un’indelebile impronta nella letteratura mondiale, pur morendo giovane.
In occasione del weekend a cavallo del 27 e 28. ottobre si sono svolti importanti festeggiamenti per commemorare il centenario della nascita della Repubblica Cecoslovacca.
Pur non esistendo piú la Cecoslovacchia, a seguito della separazione tra Cechia e Slovacchia dal 1.1.1993, il 28 ottobre rappresenta una giornata di festa nazionale che in Repubblica Ceca si festeggia regolarmente. E´ curioso invece il fatto che in Slovacchia questa festa non venga osservata – in via eccezionale, quest´anno, la ricorrenza centenaria é stata fissata per il giorno 30 ottobre, che coincide con il giorno della dichiarazione di Martin (Martinská deklarace), dichiarazione in cui il popolo slovacco dichiaró la propria autonomia e indipendenza aderendo al nuovo stato cecoslovacco.
Gli eventi sono stati ovviamente numerosi. Ovunque si é ricordata la figura del primo presidente della repubblica, Tomáš Garrigue Masaryk. Masaryk, amato e riconosciuto ovunque, rappresenta – insieme a Václav Havel – la migliore espressione politica che il paese in cento anni abbia vissuto per i valori democratici e morali che ha saputo trasmettere alle future generazioni.
Praga é stata visitata dal presidente slovacco Kiska, dal premier slovacco Pellegrini, dal premier tedesco Merkel, dal presidente Macron. Accanto a questi nomi ecclatanti, sono state numerosissime le rappresentanze politiche degli stati europei e non solo.
Per l´occasione sono stati aperti al pubblico tutti i Ministeri e le istituzioni principali della cittá. Diversi concerti e spettacoli teatrali si sono tenuti per commemorare questi 100 anni.
Tra gli eventi mediatici piú interessanti, il videomapping trasmesso sul Museo Nazionale Ceco, in fondo a piazza San Venceslao dove in pochi minuti si ripercorre la storica cecoslovacca degli ultimi cento anni. Per l´occasione, il Museo nazionale é stato riaperto al pubblico dopo svariati anni di ristrutturazione. Si tratta di un gioiello ritrovato che domina la cittá di Praga. Un ulteriore video si trova al seguente link.
Praga, nel giorno di questa importante ricorrenza, ha vissuto anche la parata militare piú imponente degli ultimi trenta anni. I principali corpi militari hanno sfilato per la via Evropská a Praga 7, oltre ai mezzi tecnici ed a rappresentanzi militari di altri stati (tra cui l´Italia con il corpo dei bersaglieri).
Gli artisti musicali cechi hanno pubblicato la canzone con video “za 100 let” – tra 100 anni. In ogni angolo del paese si sono svolti eventi, rappresentazioni, spettacoli teatrali per questa ricorrenza.
Una curiositá, nel 1918, l´Italia fu il primo paese che riconobbe la Cecoslovacchia come stato autonomo a testimonianza delle ottime relazioni storiche esistenti tra i due paesi.
La statua in polistirolo – é questo il motivo per cui é semplicemente appesa – si trova nel sottopassaggio del palazzo di Lucerna nel centro di Praga, nelle zone limitrofe a Piazza San Venceslao e ritrae il cavallo morto su cui siede il patrono dello stato ceco, San Venceslao.
Installata dal 2000, secondo alcune fonti resterá appesa in tale loco, fin tanto che non verrá restaurata la monarchia costitutiva (secondo gli accordi che sarebbero stati sottoscritti con la proprietá di Lucerna).
Černý non ha mai commentato il motivo di questa opera, ma riscontriamo una espressione tipica delle produzioni di Černý, in quanto lascia contraddetti pur non fornendo un messaggio immediato e chiaro.
Alcune fonti sostengono che volesse criticare l´allora leader politico della destra democratica, poi divenuto presidente della repubblica Ceca, Vaclav Klaus. In generale, sembra contenere una chiara critica alla Cechia, in chiave moderna.
In origine, doveva essere installata presso la posta centrale in Praga 1, ma il direttore si oppose ritenendola “eccessiva”, a testimonianza del fatto che comunque non lascia indifferenti.
L´elegante quartiere residenziale a ridosso di Praga 1, il quartiere di Vinohrady, divenne territorio catastale di Praga solo nel 1922. Denominato Viničné hory (“montagne di vigneti”) dal 1788, fu un comune limitrofo a Praga per divesi lustri, divenendo sempre piú importante e popolato. Dal 1867 questa area prese il nome di Kralovské Vinohrady (“vigneti reali”), nome diffuso ancora oggi nella tradizione popolare.
Come spiega il nome, fin dal Medioevo questa collina era disseminata di vigneti a servizio della cittá di Praga e naturalmente a favore del re (da qui la denominazione “Královské” – reali – denominazione poi volutamente boicottata nel secondo dopoguerra da parte del regime, per motivi ideologici).
L´espansione demografica di fine del secolo diciannovesimo, e la graduale espansione urbanistica della cittá di Praga, hanno portato alla crescita di questo quartiere, oggi ritenuto uno dei piú interessanti e belli.
Nel quartiere non manca il verde, ad iniziare da Riegrový Sady, che rappresentano il polmone del quartiere sulla collina. Si tratta di un luogo cult per i cechi e non solo, dove passare interi pomeriggi guardando il panorama, sorseggiando una birra, oppure ascoltando qualche concerto improvvisato o programmato. Il parco di Riegr nasce nel XIX secolo, é supercurato dal comune e offre delle viste mozzafiato su Praga.
Le piazza principale del quartiere é Náměstí Míru, dove arriva la metro´ della linea A (si trova la scala mobile continua piú lunga di tutte le stazioni praghesi).
Al centro della piazza si trova la chiesa in stile neogotico di Santa Ludmila, e tra gli splendidi palazzi di fine ´800 e ´900 spiccano il teatro di Vinohrady ed il palazzo comunale di Vinohrady (Národní dům na Vinohradech).
La seconda piazza per importanza é quella di Jiřího z Poděbrad, dove al centro del parco si trova la chiesa del grande cuore del Signore (kostel Nejsvětějšího Srdce Páně), costruita tra le due guerre.
Vinohrady é un quartiere moderno, con zone di verde rilevanti e molto belle, quale il parco di Riegrový Sady, dal quale si puo´ godere di una splendida vista su Praga, e il parco di Havličkový sady (denominato anche Grébovka). Questi parchi, con la bella stagione sono letteralmente presi d´assalto dai praghesi.
Nella prima parte della via principale, denominata Vinohradská třída, si trova l´edificio della radio ceca (Český rozhlas). La radio ceca nella storia del ´900, nei vari momenti storici, ha assunto rilievo per cui esistono varie lapidi a commemorare determinati momenti storici.
Alla sinistra dell´entrata si trova una lapide a ricordo dei caduti della radio ceca nella seconda guerra mondiale. Esiste inoltre una seconda lapide che ricorda i nomi di tutte le persone morte a difesa della radio ceca nella seconda guerra mondiali.
E´ presente la lapide riportante la data del 5 maggio 1945 che indica la frase “ore 12:33, chiamiamo tutti i Cechi, segnale della rivolta della gente ceca”
Risale al 21 agosto 1948 la lapide che indica le ore 4:30, riportante la frase “siamo con voi, state con noi” segnale della trasmissione dell´agosto della radio ceca
Infine, esiste una lapide che riporta i nominativi dei morti davanti alla radio ceca nel corso del 1968 in sua difesa.
La torre delle trasmissioni di Žižkov dal 2001 é ornata di dieci statue di piccoli bambini a quattro zampe. Le dimensioni di questi „miminka“ (in ceco „piccoli bambini“) sono impressionanti: 350 cm di lungezza e 260 cm di altezza, il peso e´ attorno ad un quintale. Una caratteristica di tutte queste statue e´ che sono senza faccia, sostituita da un codice a barre.
Il progetto di David Černý denominato “Mininko” in realtá nasce giá negli anni 90, con la temporanea installazione di un bambino presso il museo di arte moderna di Chicago. Successivamente, la statua ha viaggiato in varie parti del mondo, finendo anche presso il centro ceco di Londra negli spazi dell´Ambasicata. Nel 2000 furono temporaneamente installati sulla torre di Žižkov, per poi essere installati in via definitiva (per una durata di almeno 20 anni) nel 2001. Nell´autunno del 2017 le statue sono state rimosse per una ristrutturazione.
Il significato di queste statue non é volutamente chiarito dallo scultore Černý, ma evidentemente la presenza del codice a barre lascia pensare ad una critica provocatoria alle modifiche genetiche, agli interventi di laboratorio sul DNA volti a preconfezionare degli uomini quasi perfetti, ma tutti uguali.
Dal 2008, si trovano anche tre miminka, ossia tre statue in bronzo di bambini analoghe all´isola di Kampa dove é possibile ammirare da vicino queste sculture.
Il demone dell´acqua (dolce), ha un´etimologia direttamente derivante dalla parola “voda”, che in lingua ceca significa acqua. Presente anche nella mitologia di altre culture slave, viene raffigurato spesso di colore verde, con capelli verdi e seduto sulle ruote di un mulino o sugli argini di un fiume.
Un folletto verde, dal cappello a tuba e una marsina gocciolante. Capace di vivere anche fuori dall´acqua, almeno fin tanto che la marsina aveva ancora delle goccie d´acqua.
Il Vodník (a volte denominato anche il barcaiolo) non ha sembianze mostruose, e secondo le leggende locali raccoglie le anime delle persone che annegano, in particolare bambini e giovani che decidono di fare il bagno imprudentemente.
Si dice che stia appostato nelle scure profonde acque del fiume e che abbia la capacitá di trasformarsi in persona ed animali (in particolare pesci), anche allo scopo di attirare le prede verso l´acqua e conservare la loro anime in piccole ampolle di cristallo. Le anime, si dice, servono per dargli la capacitá di sopravvivere durante il giorno.
A Praga, in Malá Strana, zona Kampa vicino al Ponte Carlo, esiste il canale Čertovka (che si dice dividesse la cittá vecchia dalla cittá nuova, seppure la parola “čert” in ceco voglia dire diavolo…) dove é presente una ruota di mulino storica e potrete trovare la statua del Vodník. Si tratta di una passeggiata romantica e pressoché obbligatoria, la “Venezia praghese” (in ceco Pražšké Benátky) non puó che stregare.
Praga magica, Praga capitale dell´esoterismo e dell´alchimia, Praga incrocio di varie culture e paese di confine.
Questa miscela di fattori ha da sempre contribuito a creare miti, leggende e racconti che spesso hanno trovato spazio anche nella letteratura.
Il Golem
Narra la leggenda, di origine ebraica, che il rabbino Rabbi Jehuda Low (o Loewú ben Bezalel – figura magica e mitologica, ma effettivamente vissuta dato che ha la tomba nel vecchio cimitero ebraico situato in Josefov – creó dall´argilla una figura, una sorta di statua, che veniva attivata tramite una pietra magica denominata “šém” e la rendeva viva per compiere lavori, ma priva di anima, parola e sentimenti.
Siamo nella Praga di fine XVI secolo, nel quartiere ebraico di Josefov, che era profondamente diverso da quanto possiamo vedere al giorno d´oggi, la comunitá ebraica non era affatto integrata ad altre comunitá, coma ad es. quella cattolica e vi sono diverse versioni che sostengono che il Golem fosse stato creato non solo per servire nei rituali religiosi in sinagoga, ma anche per proteggere gli ebrei dagli assalti dei cattolici.
Naturalmente, fu un rito magico e basato sul numero sette, che diede le origini al Golem.
Il Golem inizió a crescere di forza, diventando sempre meno controllabile, ed il rabbino Low, alla fine, fu costretto a riporlo nella soffitta della vecchia sinagoga, portandolo poi alla autodistruzione.
Una versione di questa leggenda spiega che la figlia del rabbino Low fosse molto malata, e che il Golem lo aiutava nell´assisterla. Un giorno, essendo chiamato agli obblighi religiosi, dimenticó di togliere la pietra che lo animava, ed il Golem, privo di istruzioni, inizió a demolire l´abitazione del rabbino e poi si recó per le strade distruggendo tutto. La figlia trovó la forza di recarsi presso la sinagoga per cercare il padre, e davanti a tale disastro, urló al Golem di fermarsi e prelevó la pietra. Essendo giorno di festa per la cultura ebraica, il Golem si trasformó in polvere. Il rabbino tornó quindi alla preghiera per terminare la cerimonia. Si dice che le polveri del Golem siano state nascoste nella soffitta della vecchia sinagoga (Sinagoga Staronova) esistente ancora oggi (si considera che sia la sinagoga piú vecchia del centro est Europa). Da allora l´accesso alla soffitta sarebbe stato vietato, anche se dei residui del Golem sembra non si sia trovata traccia. La figlia del rabbino Low guarí immediatamente.
Sinagova Staronova
La leggenda é corredata di vari dettagli e precisazioni che evidentemente sono sorti nel tempo, come ad esempio il fatto che il Golem avesse la scrittá “veritá” sulla fronte, e che per farlo terminare nell´attivitá distruttiva, si sia scritta la parola “morte”. Altre fonti sostengono che il Golem fosse talmente grande, che il rabbino non riuscisse piú a raggiungere la bocca del Golem e per riuscire a raggiungerlo per togliere la pietra, si narra gli abbia detto di allacciargli la scarpa, ma una volta che tolse la pietra, il Golem cadde direttamente sul rabbino e questi morí.
Sarebbe stato un sogno, invece, a portare il rabbino Low a crare il Golem. Si narra che alcune formule magighe, o forse preghiere, attivassero il Golem, assieme alla pietra magica. Il corpo del Golem si riscaldava, e man mano che si attivava, diventava sempre piú grande. Sarebbe stata la paura di non poter controllare piú la forza del mostro, quella che ha portato alla sua distruzione decretata dal suo genitore.
Diversi film sono stati dedicati alla figura del Golem, un robot antesignano.
M.U.K.L (můž určený k likvidaci) indica letteralmente l´uomo destinato all´eliminazione, una definizione che circolò nelle prigioni politiche cecoslovacche, presa direttamente dagli orrori del nazismo.
Sette statue in bronzo disseminate lungo una scalinata, sono l´opera realizzata dall´artista Olbram Zoubek, assieme agli architetti Zdenek Holzl e Jan Kerel, che mostra l´inquietante dissolversi dell´individuo – a memoria del progressivo annientamento dell´uomo generato da una dittatura. L´individuo però resiste con fierezza, anche se menomato nello spirito e fisicamente – resistendo in piedi.
Il monumento alle vittime del comunismo si trova a Praga, nella zona di Malá Strana, alla base della collina di Petřín dal 2002.
Ha l´obiettivo di ricordare ai posteri i prigionieri politici e le vittime del regime che ha governato la Cecoslovacchia dal 1948 al 1989.
Una fascia in bronzo, ed una stele alla base del monumento ripetono i numeri di queste persecuzioni: 205 486 persone condannate, 248 condanne capitali, 4 500 persone decedute nelle prigioni, 327 persone morte ai confini, 170 938 cittadini emigrati. (“Oběti komunismu 1948 – 1989: 205 486 odsouzeno – 248 popraveno – 4 500 zemřelo ve věznicích – 327 zahynulo na hranicích – 170 938 občanů emigrovalo”).
I MUKL erano tipicamente dei prigionieri politici, che erano ritenuti scomodi per il regime, e pertanto erano destinati a lavori umilianti e molto faticosi. Tipico il lavoro nelle miniere di uranio o di carbone. Vi sono molte testimonianze delle pessime condizioni in cui versavano questi individui, e delle difficoltà per comunicare con la loro famiglia e loro cari, fino ad arrivare ad un progressivo annientamento dell´individuo che lo portava all´oblio ed alla morte.
Questa opera é particolarmente suggestiva la notte: grazie dall´illuminazione, gli effetti luce colpiscono l´animo molto più che durante il giorno. Purtroppo, il monumento è stato bersaglio di vari atti vandalici nel recente passato.
La giornata della memoria delle vittime del comunismo si celebra il giorno 27 giugno di ogni anno, la data ricorda l´esecuzione di Milada Horáková, che avvenne il 27 giugno 1950.
La torre delle trasmissioni che domina Praga 3 non sfugge agli occhi di qualsiasi turista, specie se si osserva la cittá dalla zona di Hradčany (castello di Praga). La costruzione, concepita negli anni ´70, fu iniziata negli anni 80 e terminata nel 1991. L´architetto, Václav Aulický, volutamente volle dare un´immagine alla torre a forma di missile (in ceco “raketa”), slanciata verso l´alto, anche nell´intendo di non fare una costruzione invasiva della zona di Žižkov.
Alcune leggende metropolitane, narrano che in origine doveva impedire ai segnali satellitari di raggiungere Praga e pertanto fu approvata da parte del regime comunista. Si narra anche che quando fecero partire il segnale di prova a fine anni 80, nel quartiere di Žižkov si registró un aumento di aggressivitá nelle persone. Naturalmente, si tratta di leggende, che hanno origine anche nelle aspre critiche al periodo totalitario e che non hanno una conferma pratica.
Oggi, oltre a svolgere una importante funzione come ponte di trasmissioni, é una torre con visule a 360 gradi per vedere Praga accessibile ai visitatori, ed ha inoltre una room adibita a hotel esclusivo per dormire con la visuale sulla cittá. Inoltre é sede di alcuni programmi televisivi e ospita frequentemente mostre temporanee.
David Černý, il controverso scultore, dal 2000 ha inserito i bambini “miminko” che salgono e scendono la torre: statue gigantesche che rendono questo monumento forse piú umano.
Non é amata particolarmente dai praghesi, qualcuno sostiene abbia rovinato il panorama di Praga, altri la additano come una imposizione del vecchio regime. Per la costruzione si dovette cancellare un vecchio cimitero ebraico che era nella zona. Per tutti questi motivi, alcuni server turistici l´hanno definita come la seconda peggiore costruzione al mondo.
David Černý rappresenta una delle migliori espressione dell´arte moderna ceca, pur essendo capace di trasmettere emozioni forti ed a volte molto discusse se non pesantemente criticate. Praghese dalla nascita, ha studiato presso l´universitá artistico industriale, rappresenta l´artista boemo per eccezione. Frequentatore di birrerie nella zona di Mala Strana, spesso oggetto di forti critiche se non denucie, la fama di Černý ha valicato anche i confini cechi, poiché diverse opere sono esposte in giro per il mondo.
IL CARRO ARMATO ROSA – il carro armato IS (Iosif Stalin)-2 prodotto dall´Unione Sovietica nel 1943 fu utilizzato durante la seconda guerra mondiale e rappresentó uno dei simboli della vittoria dell´Unione Sovietica nei confronti dell´impero nazista.
Il carro armato numero 23, conosciuto anche come il tank di Smichov, fu esposto a lungo presso l´attuale Piazza Kinsky (prima Piazza dei tankisti sovietici) negli anni del dopoguerra a Praga, ed era considerato monumento nazionale.
Il carro divenne famoso, quando improvvisamente fu colorato di rosa….
Il 27 aprile 1991, Černý assieme ad alcune persone coloro´ il tank di rosa. Il giorno successivo lo scalpore fu enorme, al punto che anche l´ambasciata sovietiva avrebbe protestato. Černý fu arrestato sotto l´accusa di disturbo della quiete pubblica e successivamente liberato. Il tank fu dipinto nuovamente di verde, ma nel giro di qualche giorno, 15 neo parlamentari eletti, forti del loro status di immunitá, ridipinsero il tank di rosa per protestare dell´arresto di David Černy.
Il tank rosa si trova oggi presso il museo militare di Lešany (Týnec nad Sázavou) e non é piú un monumento nazionale.
Le vicende attorno al tank rosa, in realtá si sono protratte nel tempo. David Černý propose un nuovo monumento al posto del tank rosa che doveva essere solo una parte del tank, in quanto i tre quarti dovevano essere sepolti sotto terra.
Effettivamente questa idea fu realizzata nel 2001, ma fu fonte di ulteriori critiche anche da parte di politici cechi (tra cui l´allora premier ed oggi presidente Zeman) e non venne mai installato nella Piazza Kinsky. Oggi, questa opera si trova a Lázně Bohdalec. L´opera peraltro fu anche oggetto di ulteriori provocazioni politiche da parte di Černý, come nel 2008 in cui fu inserita una fascia bianca sul carroarmato e nuovamente situata nella Piazza Kinsky, per protestare contro il conflitto russo-georgiano. Un ulteriore curiositá, il tank originale, fu temporaneamente spostato a Praga sul fiume Moldava, dove resto´esposto per qualche mese nel 2011 nell´ambito della settimana della libertá.