Non capita tutti i giorni di poter ammirare i Gioielli della Corona di Boemia. Sono custoditi gelosamente nella Cattedrale di San Vito, dentro il Castello di Praga, e vengono mostrati al pubblico solo in occasioni davvero speciali. Nel settembre 2025, giorno in cui scrivo questo post, le porte sono aperte per una settimana e i visitatori possono finalmente lasciarsi incantare da uno dei tesori più preziosi della storia ceca.
Questa esposizione, fortemente voluta dall’attuale presidente in carica Petr Pavel, si dovrebbe ripetere nel prossimo futuro con cadenza annuale. Purtroppo questo non eviterà le abituali lunghe code e le ore di attesa, tuttavia, si tratta di uno spettacolo davvero unico.
Cosa comprende il tesoro
Il corredo comprende la Corona di San Venceslao (con tre cappucci, cuscino e custodia), lo scettro reale con custodia, la mela imperiale con custodia e il manto dell’incoronazione, oggi conservato in un deposito climatizzato delle Collezioni del Castello di Praga.
Questi simboli del potere regale sono stati usati nelle incoronazioni dei sovrani boemi, e ognuno di essi porta con sé un valore sia storico che religioso.
La leggenda dei sette custodi e la presunta maledizione
La camera blindata che custodisce i Gioielli, nella Cattedrale di San Vito, è il luogo più inaccessibile del Castello. La porta e la cassaforte sono protette da sette serrature: per aprirle devono riunirsi contemporaneamente i sette detentori delle chiavi, tra cui il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, l’Arcivescovo di Praga, i presidenti delle due Camere, la Metropolitana di San Vito e il Sindaco di Praga.
Questa tradizione risale al 1791, quando l’imperatore Leopoldo II restituì i gioielli da Vienna a Praga: da allora i cechi hanno voluto che la custodia fosse condivisa tra più autorità, per evitare che il tesoro finisse di nuovo lontano dalla città.
Secondo la leggenda, chiunque osi indossare la corona senza esserne legittimato troverà la morte entro un anno: un mito che ha contribuito ad alimentarne il fascino e il timore. Una storia che ha fatto tremare anche i potenti: secondo alcune cronache, il capo del protettorato nazista Reinhard Heydrich avrebbe osato posarla sulla propria testa… e pochi mesi dopo trovò la morte a Praga a seguito del noto attentato denominato Anthropoid nel 1942.
La Corona di San Venceslao
Il cimelio più famoso è la Corona di San Venceslao, realizzata in oro di altissima purezza (21–22 carati) e decorata con 91 pietre preziose (tra cui zaffiri, spinelli, rubini, smeraldi, tormaline e acquamarina) e 20 perle. Fu commissionata da Carlo IV nel 1346 per la propria incoronazione e dedicata a San Venceslao, patrono della Boemia. Ho dedicato un post a questo imperatore visionario che ha dato lustro alla città di Praga.
Con i suoi quasi due chili e mezzo di peso, 19 cm di altezza e di diametro, la corona impressiona ancora oggi per la sua bellezza. Carlo IV la fece più volte arricchire con nuove gemme durante la sua vita, dandole la forma definitiva che possiamo ammirare oggi.
Il tesoro nell’oscurità
Quest’anno (2025) la mostra si intitola “Il Tesoro nell’Oscurità” e si svolge nella Sala Vladislao dal 18 al 29 settembre. È un’occasione rara: di solito i Gioielli sono visibili solo poche volte nel corso del decennio. Per chi vuole approfittarne, conviene arrivare al mattino presto, preparandosi a code piuttosto lunghe. Non è consentito soffermarsi più del dovuto negli spazi dove sono esposti i cimeli principalmente per motivi di sicurezza, pertanto la visione durerà solo pochi minuti.
Vedere i Gioielli della Corona da vicino significa compiere un piccolo viaggio nel cuore della storia ceca. Non si tratta solo di oggetti preziosi, ma di simboli che raccontano il legame di questo paese con la sua identità e le sue tradizioni.
Allego la brochure ufficiale di questo evento che contiene molte informazioni aggiuntive anche di carattere storico. La potete scaricare al seguente link.
Se sarete a Praga nei giorni di apertura di questa esposizione, anche nel prossimo futuro dato che l’attuale presidente desidera che l’esposizioen si ripeta annulamente, vale davvero la pena affrontare la fila: è un privilegio raro poter dire di aver visto dal vivo la corona di Carlo IV.
Tra i numerosi parchi di Praga, Riegrovy sady occupa un posto speciale. Situato nel cuore di Vinohrady, nel distretto di Praga 2, questo parco rappresenta un punto d’incontro privilegiato per giovani, famiglie e chiunque cerchi un luogo di svago all’aperto, a pochi passi dal centro della città.
Avevo già accennato a questo parco in un altro articolo, dove avevo raccolto un suggerimento su 15 luoghi da visitare a Praga, tuttavia, penso meriti un post dedicato dato che affascina sempre tanto.
Il parco h 24
Questo parco praticamente vive a tutte le ore del giorno: fin dal mattino presto è meta di sportivi e persone che portano a passeggio i propri cani, durante il giorno si anima di giovani, che si sdraiano specie nel periodo estivo sui prati, studiano, si abboronzano oltre a incontrare altri giovani, suonando strumenti musicali, facendo sport o semplicemente volendo trascorrere del tempo assieme. Nel pomeriggio e verso sera, si animano le birrerie e i food track.
La vista su Praga è unica, di seguito alcune mie foto prese nel tempo.
Uno dei punti forti del parco è senza dubbio la grande birreria all’aperto – Park open air pub Riegrovy sady – che negli ultimi anni è diventata una vera istituzione della vita sociale praghese. Oltre a servire birra e cibo in un ambiente conviviale, la birreria ospita concerti, spettacoli e proiezioni di eventi sportivi, soprattutto durante i Mondiali e gli Europei di calcio. In quelle occasioni l’atmosfera si accende, e sembra di trovarsi in uno stadio a cielo aperto: cori, bandiere, sorrisi e tanta passione sportiva accompagnata dalla amata birra.
fonte: prague.eu
Anche per famiglie e sportivi
Non manca lo spazio per le famiglie: all’interno del parco si trova infatti un parco giochi ben attrezzato, pensato per i bambini più piccoli. Scivoli, altalene e strutture in legno permettono ai più giovani di divertirsi in sicurezza, mentre i genitori possono rilassarsi sapendo che i figli hanno un’area dedicata tutta per loro.
Riegrovy sady è anche un parco attivo e sportivo. Qui si trova la sede del movimento Sokol Vinohrady, storica associazione ceca dedicata alla ginnastica e allo sport che ha un edificio di entrata espressione del brutalismo architettonico, con un ristorante/pub piuttosto frequentato.
fonte: Sokol vinohrady
All’interno del complesso sono presenti piste di atletica, campi sportivi, una piscina da 25 metri e spazi per numerose altre discipline praticabili sia all’aperto che al coperto, nelle palestre. Non è raro vedere gruppi di atleti allenarsi al tramonto o bambini impegnati in attività sportive organizzate.
La storia
Il parco porta il nome di František Ladislav Rieger, politico e patriota ceco dell’Ottocento che ebbe un ruolo chiave nel Risorgimento nazionale ceco. La sua creazione risale alla fine del XIX secolo, quando la zona di Vinohrady — un tempo coperta da vigneti e orti — iniziò a trasformarsi in un quartiere residenziale elegante e dinamico. Proprio qui si trovava anche un famoso velodromo, luogo di gare ciclistiche e manifestazioni sportive, che fece di Riegrovy sady un centro di attrazione già all’inizio del Novecento.
Come arrivarci
Riegrovy sady è facilmente raggiungibile sia a piedi dal centro che con i mezzi pubblici (metro A – fermata Jiřího z Poděbrad oppure Náměstí Míru o tram lungo la via Vynohradská, alternativamente linea bus 135).
Anche la stazione centrale non è affatto distante. Negli anni recenti, dalla via Italská é stato aperto un sottopassaggio nei pressi della facoltà di economia (VŠE) che permette di passare sotto i binari della stazione ed arrivare direttamente in via Opletalova, in Praga 1, in pieno centro.
Impossibile dimenticare le tonnellate di caffè alla turca (turecká káva) che venivano consumate in Cecoslovacchia durante il regime e negli anni successivi alla rivoluzione di velluto. Oggi, il caffè alla turca è ormai una rarità nel centro di Praga, soppiantato dai caffè espresso o dai caffè americani. Tuttavia, la tradizione persiste nelle vecchie generazioni e nelle campagne, che considerano questo modo di preparare la bevanda come quello vero e originale, che fa sentire il gusto del caffè.
In questo post, oltre a scrivere di questa bevanda, accenno anche alle caffetterie praghesi, dove la nobiltá e la cultura si incontravano per gettare le basi della odierna repubblica Ceca.
Il caffè alla turca tipico
Modo di preparazione
Nella tazza si versa uno o due cucchiaini di caffè macinato e poi si annaffia con acqua calda. La vera capacitá sta nel sapere attendere, prendere il giusto tempo, affinchè i microgranuli di caffè si vadano a posare sul fondo della tazza.
Naturalmente, uno dei rischi principali è rappresentato dal mescolare con il cucchiaino la bevanda. L’entusiasmo non trattenuto nel bere potrebbe portare ad un effetto piuttosto problematico: il riempimento della bocca di fondi. Una sensazione pessima, come avere la sabbia in bocca.
Ricordo di aver visto bevande chiamate cappuccino con caffè alla turca, un vero schock per noi italiani. La mia fidanzata si mise addirittura a piangere nella prima visita a Praga quando ricevette questo speciale cappuccino. Era ovviamente italiana.
La tradizione
In Boemia, il caffè divenne bene di consumo durante il periodo dell’impero austroungarico, indicativamente nel XVIII secolo. Considerato inizialmente un medicinale, divenne gradualmente una bevanda molto diffusa, accompagnata da dolci e torte tipiche della pasticceria viennese (la famigerata torta sacher, per esempio).
Durante il periodo comunista, nei negozi di alimentari spesso mancavano alcuni alimenti pregiati (come la carne o la frutta), ma era sempre presente un macchinario per macinare direttamente i chicchi di caffè diffondendo nell’aria un buonissimo profumo. Non ricordo di aver visto mancare il caffè, tuttavia ho qualche dubbio sul livello qualitativo, con il senno del poi.
La miscela standard che costava 12 corone cecoslovacche
Le caffetterie di Praga
Alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, la vita da caffè a Praga fioriva, popolata di locali che fungevano da fulcro culturale, artistico e intellettuale. Alcune di queste caffetterie, rimaste intatte nel corso dei decenni, conservano ancora oggi un fascino irripetibile. Stanno gradualmente scomparendo, purtroppo.
Ne segnalo alcune che a mio avviso meritano una visita:
Slavia (Národní třída)
Fondata nel 1881 all’interno del palazzo Lažanských alla fine della via Národní, all’angolo con la via Národní e di fronte al teatro nazionale.
Tanti protagonisti della scena politica e culturale, da Bedřich Smetana a Václav Havel, si riunivano tra i suoi tavolini in marmo.
L’attuale ingresso su Národní třída e l’arredamento Art Déco risalgono agli anni Trenta.
Café Louvre (Národní třída)
Inaugurata nel 1902, è stata centro culturale e sociale di rilievo. Si trova al secondo piano, circa a metá di via Národní.
Qui aveva sede il primo salotto femminile di Praga e vi fu fondato il PEN Club ceco; tra gli ospiti anche Albert Einstein.
Chiusa durante il regime comunista come simbolo borghese, venne riaperta nei primi anni Novanta, conservando elementi storici. Non é solo caffetteria, ma anche un buon ristorante.
Kavárna Obecní dům (Náměstí Republiky)
Situata nell’edificio Art Nouveau dell’Obecní dům, costruito tra il 1905 e il 1911. Si trova accanto alla Torre delle polveri, all’inizio della via Celetná.
Conserva arredi originali: pannelli, pareti divisorie, booth in mogano con tappezzeria in pelle, e lampade restaurate disegnate da František Křižík.
Mánes (lungofiume Masarykovo nábřeží)
Caffè e ristorante in edificio funzionalista del 1930, costruito dal gruppo artistico Mánes.
Subito divenne punto di riferimento per pittori, attori, musicisti e poeti affini per visione e valori; oggi continua a essere un vivace centro dove sono esposte alcune opere di artisti a rotazione.
Ogni viaggiatore, prima o poi, se lo chiede: “Cosa posso portare a casa da Praga?”
Sopraffatti dai negozi di cianfrusaglie che troviamo in ogni luogo turistico, la ricerca dovrebbe essere orientata vero oggetti originali, autentici e belli, per portarci a casa un ricordo di una città indimenticabile.
In questo post, provo a fornire dei suggerimenti personalizzati, lungi dall’essere esaustivo.
Orari: nessuna fretta, anche la domenica si compra
Cominciamo da una rassicurazione: i negozi del centro storico sono aperti tutti i giorni, sabato e domenica inclusi. Di norma tra le 10:00 e le 18:00, ma in alta stagione (aprile–ottobre) molti restano aperti anche fino alle 20.
Nei quartieri residenziali e la periferia osservano invece orari più tradizionali, con chiusura domenicale. Potete stare tranquilli, comunque, dato che le “večerka” (shop aperti la sera) gestite solitamente da vietnamiti e cinesi hanno orari molto più ampi, a volte coprono anche le 24 ore.
I centri commerciali sono sempre aperti (solitamente 9-21).
Esistono alcune eccezioni introdotte dal 2016 con obblighi di chiusura per i negozi sopra i 200 metri quadrati in alcuni giorni di festa nazionale (non tutti le festività comportano la chiusura automatica, mi pare che questa cosa cambi di anno in anno)
Cristallo, porcellane e granati: classici che non tramontano
Il vero cristallo contiene almeno il 24% di piombo. Evitate le imitazioni o il cosiddetto “cristallo di Boheming” (versione made in China). Cercate pezzi lavorati a mano: più costosi, sì, ma unici.
Naturalmente dipende dalle disponibilità finanziarie, ma i cristalli di Moser sono davvero oggetti unici, così come gli oggetti venduti da Preciosa.
Moser, Na Příkopě 12 – Icona del cristallo ceco, elegante e di alta gamma.
Fin da piccolo io ho adorato gli animaletti in cristallo (li vendono anche da Swarosky per intenderci). Il cigno per me rappresenta sempre una immagine di Praga, dato che popolano le rive del fiume Vltava (Moldava). Nel periodo natalizio ero invece attratto dalle palline per l´albero di Natale, se ne trovano ancora oggi alcune davvero pregevoli e uniche nei vari mercatini di Natale.
Porcellane
Le porcellane ceche hanno una lunga tradizione, di epoca austro ungarica.
Tutti gli oggetti per la casa hanno la loro rappresentazione in porcellana, e il classico “cibulak” (servizio “cipolla” – tipicamente porcellana bianca con ornamenti blu) è un’icona onnipresente in tutte le vetrine praghesi.
Non sono uno specialista in materia di granati, ma noterete che a Praga ne vedete tantissimi di negozi che offrono il “český granát” nelle zone turistiche. Il fatto che siano tanti fa pensare che qualche fregatura possa essere dietro l’angolo. Pertanto occhio: il granato boemo originale è piccolo, di colore rosso intenso e spesso incastonato in gioielli artigianali. Fate attenzione alle truffe e chiedete sempre il certificato di autenticità.
Catena 100% ceca dove trovare di tutto: saponi naturali, giocattoli in legno, ceramiche rustiche, tessuti stampati a mano, oggetti decorativi stagionali. Il negozio più grande è in via Melantrichova, a due passi dalla Piazza della Città Vecchia. Sono presenti in vari luoghi di Praga, anche in alcuni centri commerciali.
Un vero gioiello per chi ama i prodotti naturali: cosmetici, oli, saponi, candele, profumatori e spezie. Tutto è realizzato con materie prime provenienti da coltivazioni biologiche. Il punto vendita nel centro di Praga è una tappa consigliatissima. Botanicus, Týn 1049/1, Staré Město – a due passi dalla Chiesa di Týn.
Botanicus ha la sede a circa 30 km da Praga, dove ha un proprio parco in stile medievale denominato “Centro dei mestieri” che nel periodo maggio – settembre è aperto al pubblico.
Si tratta di una escursione molto carina anche con i bambini (previa verifica degli orari di apertura, ovviamente), la moneta di baratto è il “groš”, la moneta medioevale in argento utilizzata nel centro europa.
Ho avuto modo di conoscere personalmente questi giovani imprenditori cechi che hanno voluto diversificarsi offrendo manufatti artigianali cechi. Sono davvero bravi e si distinguono per una offerta unica e personalizzata.
Trovate i negozi nelle vie principali di Praga, tra questi: Melantrichova 18, Karlova 21 e Karmelitská 26.
Uova dipinte
Le trovate tutto l’anno, ma sono legate alla tradizione pasquale. Nel periodo pasquale le trovate ovunque, in tutti i mercatini della città, al punto che mi sorgono spesso dubbi sulla loro originalità. Sono veri e propri gusci d’uovo svuotati e decorati a mano.
Curiosità e regali alternativi
Corallini di vetro
Produzione tipica della zona di Jablonec nad Nisou (la stessa da dove viene la ditta Preciosa), ma li trovate a Praga in vari mercatini e negozi.
Oggetti d’arte
Per chi ama regali artistici e design locale in zona centrale:
Galerie Díla – Alfa, Uhelný trh 11 – Piccolo spazio dove trovare quadri, ceramiche, sculture di artisti cechi contemporanei.
GALERIE & KAVÁRNY Art-n-Coffee, galleria di passaggio accanto alla České národní banky, Na Příkopě 860/24, Praga 1.
Giocattoli in legno e burattini
Tra le botteghe più caratteristiche del centro storico di Praga spiccano quelle dedicate ai giocattoli in legno e ai burattini artigianali. Questa tradizione, profondamente radicata nella cultura ceca, affonda le sue origini nel teatro di marionette dell’Ottocento, molto amato anche dal pubblico popolare. Passeggiando per Malá Strana o lungo Nerudova, è facile imbattersi in piccoli laboratori dove ogni pezzo viene intagliato e dipinto a mano. I burattini rappresentano spesso personaggi fiabeschi, animali, o figure tradizionali del folklore ceco, e sono un ricordo affascinante e autentico di Praga, capace di incantare adulti e bambini.
Mercati e mercatini
Mercatino di via Havelská
Mercatino storico a metà strada tra Piazza Venceslao e Piazza della Città Vecchia. Aperto tutti i giorni (indicativamente 10:00–18:00), con banchi che propongono miele, souvenir, oggetti artigianali, frutta, ecc..
Mercatini delle pulci
Pražská tržnice, Praga 7 – Enorme, caotico, in cambiamento perenne.
Bustehrad (fuori città) – Per chi ha l’auto e ama l’atmosfera da rigattiere, verificare i giorni di apertura sul web (https://www.antiksberatelsketrhy.cz/).
Suggerimento: cercate la parola “Vetešnictví” (rigattiere) o “Bleší trh” (mercatino delle pulci).
Molte librerie centrali hanno una sezione in italiano, con ottime guide e testi sulla città. Alcune sono specializzate, alcune hanno libri da antiquariato. Si rischia di perdersi per intere ore!
Chi ne ha, più ne metta…in generale consiglio di evitare tutte le merci dei negozi di souvenir turistici classici. Basta gettare uno sguardo in alcuni negozi del centro e si capisce a cosa sto accennando.
Segnalo alcuni prodotti che non mi sento di consigliare:
Le matrioske, dato che non hanno nulla a che vedere con la cultura ceca e sono veramente uno specchietto per le allodole.
I colbacchi, idem come sopra
A parte alcuni negozi ormai iconici (tipo l’Hard Rock Café in Malé náměstí) consiglio di evitare magliette, felpe e cappellini con la scritta Praga.
Mi rendo conto, tuttavia, che dipende anche dalle disponibilità finanziarie e di tempo, tuttavia, tra i negozi che vi ho indicato in precedenza si possono trovare davvero souvenir diversi e molto più tradizionali.
Praga è un mercato a cielo aperto, se si sa dove guardare. Tra cortili nascosti e mercatini colorati, tra profumi di miele e cristalli scintillanti, c’è un souvenir per ogni tipo di viaggiatore. L’importante è non accontentarsi del primo negozio e seguire l’istinto… e magari anche un po’ i miei consigli.
🛍️ I tuoi ricordi da Praga
Ogni viaggio a Praga è un’occasione per portare con sé un frammento della città. Dai cristalli di Boemia ai saponi naturali di Botanicus, dai burattini artigianali alle tavolette di cioccolato al rum: la capitale ceca offre un’ampia varietà di oggetti capaci di evocare emozioni anche a distanza di tempo.
Che si tratti di un acquisto fatto in centro storico o di una scoperta in un mercatino fuori dalle rotte più battute, un souvenir racconta sempre qualcosa di chi lo ha scelto.
Ti va di condividere anche il tuo ricordo? Lascia un commento qui sotto.
Visitando Praga è impossibile non notare un gigantesco metronomo collocato al di sopra del parco di Letná. I più fortunati possono vedere questa enorme asta in movimento, tuttavia, non sembra esserci una periodicitá data a questa movimentazione cinetica.
La storica di questo luogo e di questo monumento, merita di essere approfondita, dato che racchiude il ricordo di un’epoca passata e simboleggia la trasformazione.
La macchina del tempo
Il metronomo (in ceco kyvadlo) si chiama “Stroj času”, cioè “macchina del tempo”. Creato nel 1991 dallo scultore ceco Vratislav Karel Novák, rappresenta non solo un’installazione artistica, ma un vero e proprio simbolo del passaggio da un’epoca di oppressione a una nuova stagione di libertà e creatività.
Il Metronomo di Letná non è un orologio. Non misura il tempo con precisione, non batte i secondi regolarmente. Al contrario: il suo ritmo è irregolare, misterioso, a volte si ferma, a volte riprende a muoversi. Non è chiaro secondo quali logiche venga attivato, ma forse sta proprio lì il suo fascino. Non tanto una misura del tempo, quanto un monito visivo: il tempo passa, ma la memoria resta.
L’imponente scultura pesa sette tonnellate e fu installata in modo spettacolare, non con una gru ma calata dall’alto con un elicottero gigante. Un gesto teatrale per un’opera altrettanto scenografica.
La statua di Stalin
Nella posizione imponente dove si trova il metronomo, venne installato un colossale monumento a Stalin nel 1955.
Si trattó di una imponente scultura dello scultora Otakar Švec, alta 15 metri (e lunga 22), realizzata con 17.000 tonnellate di granito e un costo stratosferico per l’epoca: 140 milioni di corone, l’equivalente di 42.000 automobili. Una espressione del culto della personalità che caratterizzò il periodo staliniano, ma che negli anni successivi fu oggetto di una profonda revisione promossa dal successore Krushev.
Il periodo revisionistico comportò che negli anni successivi si decise la distruzione del monumento, cosa che avvenne nel 1962 con diverse tonnellate di dinamite che crearono molte macerie da smaltire. Si dice che la distruzione sia riuscita al terzo tentativo.
Ci vollero quasi trenta anni per ideare un nuovo monumento.
I cechi, con il loro umorismo sottile, soprannominarono il monumento “fronta na maso”, la “fila per la carne” data la staticità delle figure e la penuria di carne tipica degli anni Cinquanta.
Il metronomo oggi, un ponte sul passato
Oggi, il luogo sotto al Metronomo è tutt’altro che monumentale nel senso classico del termine. È un punto di ritrovo informale, uno spazio urbano riappropriato. Skater, pattinatori, ragazzi con la musica nello zaino e la vita davanti, si allenano qui ogni giorno. La vita notturna, specie nel periodo estivo, lo rende uno dei posti più frequentati da giovani.
Ma è anche uno dei migliori punti panoramici di Praga: da qui si gode una vista eccezionale sui ponti della città, sul fiume che scorre lento, sul Castello che si vede all’orizzonte. È un punto perfetto per riflettere su quanto le città cambino, eppure restino le stesse, testimoni immobili del passare del tempo e delle epoche.
Per i praghesi, la Matějská Pouť è una questione di cuore.
Da oltre quattro secoli, quando il gelo invernale inizia a sciogliersi, Praga si anima con i colori e i suoni della fiera che da semplice pellegrinaggio è diventata un’istituzione del divertimento.
Le attività spaziano da giostre tradizionali e autoscontri a moderne attrazioni adrenaliniche, il tutto accompagnato da stand gastronomici e dolciumi. Non mancano attrazioni anche per i più piccoli.
Nel 2025, la fiera celebra il suo 430º anniversario e segna il ritorno della leggendaria montagna russa “Cyklon”, alta 13 metri e con una lunghezza di 440 metri, che raggiunge una velocità di quasi 50 km orari. Le attrazioni presenti nell´area dedicata sono oltre 130, provenienti da vari paesi europei.
Considerata la prima fiera dell’anno a livello europeo, si svolge per la durata di circa due mesi, a partire metà febbraio fino a metà aprile. Ogni anno le date vengono modificate, dipendendo dai fine settimana e da altre festività, ma il periodo è più o meno sempre lo stesso.
Dove si svolge
La Matejska pout si svolge nell’areale denominato Výstaviště, presso il complesso fieristico del quartiere di Praga 7 Holešovice, a nord del centro città nella zona adiacente allo splendido parco di Stromovka. L’area è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: la linea C della metropolitana (fermata “Nádraží Holešovice”) e diverse linee di tram collegano efficacemente la zona al resto di Praga. Tuttavia, al momento in cui pubblico questo articolo, la zona fieristica è oggetto di una ampia ristrutturazione e anche la linea del tram non arriva proprio di fronte all’ingresso, come avviene normalmente, ma comunque la fermata si trova nei paraggi.
Origini Storiche
La Matějská Pouť è una delle fiere primaverili più antiche e rinomate d’Europa, con una storia che risale al 1595.
La tradizione iniziò come un pellegrinaggio religioso verso la chiesa di San Matteo (Kostel svatého Matěje) situata nella zona di Hanspaulka a Praga. I fedeli si recavano in questo luogo per celebrare la festa di San Matteo il 24 febbraio, data che segnava simbolicamente l’inizio della primavera. Nel tempo, accanto alle celebrazioni religiose, si svilupparono attività ludiche e mercati, trasformando gradualmente la festa in una fiera popolare.
A causa della crescente popolarità e dell’aumento del numero di visitatori, la fiera si spostò più volte. Dalla chiesa di San Matteo, si trasferì nelle vicinanze dell’attuale Vítězné náměstí (Piazza della Vittoria), nota anche come “Kulaťák”, dove oggi sorgono istituti universitari. Successivamente, negli anni ’60, la fiera trovò la sua sede attuale presso il complesso fieristico di Výstaviště Praha Holešovice, adiacente al parco Stromovka.
La passeggiata nel fine settimana
Che tu sia un amante delle emozioni forti o semplicemente in cerca di un pomeriggio spensierato, la Matějská Pouť è una tappa imperdibile per chi visita Praga in primavera.
Lasciatevi travolgere dai colori, dai rumori del luna park e dalla musica travolgente, dagli odori degli street food tipici, dalla gioia di grandi e piccini.
Nonostante le condizioni climatiche non ancora ottimali, la passeggiata per la fiera Matejska Pout rappresenta un ottimo diversivo nei weekend di fine inverno e inizio primavera, specie se il tempo è clemente.
Nel fine settimana, oltre al costo di ogni attrazione, si paga anche un biglietto di ingresso di 30 corone ceche per persona. Il biglietto é acquistabile on line sulle pagine del sito dedicato: https://www.matejskapout.cz/
In piazza Karlovo Náměstí n. 502/40, nel centro di Praga, sorge un edificio enigmatico e affascinante, il Faustův Dům, noto come la Casa di Faust. Questo luogo non è soltanto un esempio di architettura barocca, ma è soprattutto un simbolo di mistero, leggende e storie inquietanti che hanno affascinato generazioni di abitanti e visitatori della capitale ceca.
Con certezza si può affermare che hanno vissuto in questo posto diversi alchimisti e studiosi di scienze naturali, perfettamente ambientati nella Praga magica e occultista che ebbe il culmine nel XVI-XVII secolo con l’impero di Rodolfo II.
Faustuv Dum
Il dottor Faust che vendette l’anima al diavolo
La prima leggenda narra del dottor Faust, Faust avrebbe vissuto in questa casa durante la sua permanenza a Praga. La casa sarebbe stata teatro di esperimenti alchemici e pratiche occulte, attirando un alone di mistero che perdura ancora oggi. Si narra che Faust fosse solito evocare il diavolo proprio nelle stanze di questo edificio e che il pavimento dell’ultimo piano porti ancora i segni lasciati dalle sue invocazioni. Faust avrebbe venduto l’anima al diavolo, per cercare di carpire i segreti alchemici e raggiungere il successo.
Si racconta che una notte Faust fu trascinato all’inferno attraverso un buco nel soffitto. Questo buco, secondo la leggenda, non fu mai completamente riparato: ogni tentativo di chiuderlo risultava vano, come se la casa stessa fosse marchiata dal tocco del soprannaturale.
Edward Kelly, il conte Mladota e il parroco Jaenig – i personaggi che alimentarono le leggende
Nel 1590 la casa fu acquistata dall’alchimista, spia e ciarlatano Edward Kelly che visse alla corte di Rodolfo II. Kelly vi installò un laboratorio e condusse vari esperimenti alchemici, principalmente era alla ricerca della ricetta alchemica per trasformare il piombo in oro.
Nel 1591, infrangendo l’editto imperiale sui duelli, uccise un borghese di Praga. Fu quindi imprigionato nel castello di Křivoklát a pochi km da Praga, da dove tentò presto di fuggire. In quella fuga fallita, si ferì così gravemente a una gamba che dovette essere amputata e sostituita da una protesi di legno. Il governatore ebbe pietà di lui e lo graziò dopo questo incidente. Nonostante questo, però, finì in disgrazia. In seguito perse l’altra gamba, fuggì da Praga nella città di Most, che si dice abbia maledetto, e infine si suicidò a Hněvín a Most (all’età di 42 anni).
Un altro proprietario, che contribuì anch’egli alla misteriosa reputazione della casa, fu il conte Ferdinand Antonín Mladota di Solopysk, un uomo strano che possedeva diversi dispositivi realizzati secondo i principi dell’ottica, dell’elettricità e del magnetismo, o manichini che si muovevano su corde tese, oltre ad altre cose inspiegabili all’epoca, che davano l’impressione che fosse in combutta con il diavolo.
Negli anni successivi, il parroco Karl Jaenig, proveniente dalla vicina chiesa di San Giovanni Nepomuceno di Skalka, si stabilì lì. Pur essendo un ecclesiastico di professione, anche in questo caso era un uomo strano. Si dice che avesse una vasta collezione di oggetti funerari legati alla morte. Le storie che circolano lo incarnano talvolta nel ruolo di vampiro, che dorme in una bara in un interno circondato da teschi di ogni tipo, ossa e persino pezzi di forca.
Il Faustův dům narrato da Alois Jirásek
Il racconto narrato dallo scrittore Alois Jirásek, nel suo libro “Gli antici racconti cechi” pubblicato per la prima volta nel 1894, parla di uno studente molto povero, che ebbe il coraggio di entrare nel Faustuv dům, nonostante la popolazione locale temesse la presenza del diavolo e di spettri che impedivano di frequentare questo stabile.
Il povero giovane, gradualmente prese possesso di questa casa, pur ritrovando oggetti e libri tipici della magia nero, ma soprattutto iniziò a trovare ogni giorno una moneta (il tallero) d’oro che gradualmente gli permise di migliorare il suo stile di vita e di condurre una vita agiata frequentando le birrerie. La bramosia del denaro e della ricchezza prese il sopravvento, e l’unica attività che esercitò divenne quella di leggere gli antichi libri alchemici ed esoterici presenti in casa. Un giorno, il ragazzo sparì e quando i suoi amici andarono a cercarlo, non trovarono che un buco sul soffitto e segni di lotta.
Il giovane vendette l’anima al diavolo che era venuto evidentemente a domandare il conto.
Alcune curiosità che alimentano le leggende
Il sito dell’attuale palazzo era un tempo un luogo di sacrificio pagano. Lungo il sito correva un’importante strada che collegava il Castello di Praga e Vyšehrad ed era anche il percorso dei cortei di incoronazione.
Nelle finestre ad angolo della Casa Faust, durante la ricostruzione, sono state trovate preziose pitture murali. Sotto la scala a chiocciola adiacente si pensa che ci sia una sorgente mitica. Nel soffitto della scala è stato trovato un buco costruito con pali, abbastanza grande da poter essere attraversato da un uomo adulto (una possibile fonte della nota leggenda). Altri ritrovamenti includono un soffitto splendidamente dipinto, scarpe per bambini murate e resti scheletrici di sette gatti.
Nel corso della sua storia, l’edificio ha subito diverse aperture nel tetto. L’ultima è stata creata alla fine della II. Guerra mondiale da una bomba americana inesplosa.
Oggi la casa di Faust é parte del complesso ospedaliero dell’ospedale Karlova e ospita una farmacia, nel rispetto delle tradizioni passate. Non sono consentite visite allo stabile.
Praga, con il suo fascino senza tempo, si trasforma durante il periodo natalizio in un luogo incantato grazie ai suoi mercatini di Natale, noti come “vánoční trhy”. Questi mercatini, tra i più rinomati d’Europa, offrono un’esperienza unica che combina tradizione, artigianato e gastronomia locale.
Date e Orari
I principali mercatini di Natale di Praga si svolgono abitualmente da fine novembre fino alla vigilia di Natale e per quelli del centro storico, fino al 6 gennaio. Le bancarelle sono aperte tutti i giorni indicativamente dalle 10:00 alle 22:00, mentre gli stand gastronomici dovrebbero avere un orario prolungato fino a mezzanotte, specie nelle zone della Città vecchia ovvero della piazza dell’Orologio.
Il mercatino principale di Natale a Praga apre dal 29 novembre 2025 al 6 gennaio 2026. Gli stand sono attivi tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 22:00.
Nota: il 24 dicembre chiude anticipatamente, e gli orari nei giorni di festa possono variare — consiglio di verificarli prima della visita.
Altri mercatini in cittá
Ecco alcune alternative più “locali”, con orari e durate diverse:
Náměstí Míru (quartiere Vinohrady): dal 20 novembre 2025 al 24 dicembre 2025. Náměstí Republiky: dal 25 novembre 2025 al 24 dicembre 2025. Zona pedonale Anděl (Smíchov): dal 24 novembre 2025 al 23 dicembre 2025.
Principali Mercatini
Piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí): Il mercatino più grande e suggestivo, situato nel cuore storico della città. Qui, tra edifici gotici e barocchi, si erge un maestoso albero di Natale decorato con migliaia di luci e viene montato un palco dove si propongono danze e canti tradizionali. Le bancarelle offrono una vasta gamma di prodotti artigianali, decorazioni natalizie e specialità culinarie ceche e internazionali. Sono i mercatini che nel weekend registrano la maggiore affluenza, per cui occorre fare attenzione ai borseggiatori.
Piazza Venceslao (Václavské náměstí): A pochi minuti a piedi dalla Piazza della Città Vecchia, in zona Můstek, questo mercatino offre chalet in legno con regali fatti a mano, prodotti gastronomici e bevande calde come vin brulé (in ceco “svařák”) e un liquore al miele (“medovina”).
Piazza della Repubblica (Náměstí Republiky): Situato di fronte al centro commerciale Palladium, questo mercatino più piccolo ma caratteristico offre circa 30 bancarelle con articoli natalizi, artigianato e specialità locali.
Náměstí Míru in Praga 2: Di fronte alla Basilica neogotica intitolata a Santa Ludmilla, questo mercatino offre circa 60 bancarelle con una grande selezione di prodotti natalizi tradizionali, tra cui ghirlande, candele, giocattoli e decorazioni. Non mancano poi gli stand gastronomici, con il marzapane (“perníky”), il trdlo e i famigerati “langoše” oltre alle bevande tipiche del periodo natalizio. È presente anche uno stand con prodotti italiani. Nel centro del mercato è collocato un presepe ed un albero di circa 5 metri decorato. A pochi passi, in Tylovo náměstí presso la fermata I.P. Pavlova, sono presenti altre bancarelle.
Cosa Aspettarsi
I mercatini di Natale di Praga sono celebri per l’atmosfera festosa e l’ampia offerta di prodotti:
Artigianato Locale: oggetti in ceramica, legno e ferro battuto, corone d’Avvento, candele profumate e decorazioni natalizie uniche. Personalmente adoro guardare le decorazioni per l’albero di Natale, che mi ricordano con nostalgia l’infanzia passata a Praga con la famiglia e soprattutto i nonni.
Gastronomia Tradizionale: specialità come il “trdelník” (dolce arrotolato alla griglia), salsicce alla griglia, maiale arrosto e dolci natalizi cechi. Per riscaldarsi, non mancano svařák (vin brulé), grog e medovina.
Intrattenimento: concerti di cori natalizi, spettacoli folkloristici e, in alcune piazze, piste di pattinaggio su ghiaccio per grandi e piccini dove è possibile noleggiare i pattini.
Alberi natalizi: nelle zone limitrofe ai mercati, nel mese di dicembre iniziano le vendite degli alberi natalizi, del vischio e delle corone dell’avvento (“adventní věnce”).
Consigli utili
Abbigliamento Adeguato: le temperature invernali a Praga possono essere rigide; è consigliabile vestirsi a strati e indossare abbigliamento caldo…. altrimenti vi vedrete costretti a bere diverse bevande calde più o meno alcoliche.
Valuta Locale: la moneta ufficiale è la Corona Ceca. Sebbene diverse bancarelle accettino carte di credito o gli euro, è consigliabile avere con sé contanti per piccoli acquisti. Ogni bancarella dovrebbe avere esposto il cambio applicato per l’euro, purtroppo vengono applicati cambi poco vantaggiosi di solito.
Trasporti: Praga dispone di un efficiente sistema di trasporto pubblico. Le principali piazze sono facilmente raggiungibili in metro, tram o eventualmente in autobus.
Attenzione ai borseggiatori: la presenza di un forte numero di persone consente ai borseggiatori di ricercare delle facile prede, per cui attenzione al portafoglio, al telefonino e alle borse in generale.
L’acquisto al mercatino deve essere valutato attentamente, in quanto spesso vengono proposti prezzi con importi superiori ai normali negozi.
Curiosità: gli alberi di Natale della Repubblica
L’Albero di Natale della Repubblica è una tradizione prenatalizia istituita a Brno il 13dicembre 1924, che consiste nell’addobbare un albero di conifere maturo nelle piazze, sotto il quale si organizza una raccolta a favore dei bisognosi, in particolare dei bambini abbandonati.
Nel 1919, prima delle vacanze di Natale, lo scrittore Rudolf Těsnohlídek trovò una bambina quasi congelata nel bosco vicino a Brno. Questo evento diede origine alla tradizione degli alberi di Natale della Repubblica, sotto i quali si fanno collette per sostenere i bisognosi, in particolare i bambini abbandonati. Il primo albero di Natale della Repubblica fu eretto infatti nel 1924 a Brno, copiando una idea proveniente dalla Danimarca.
A Praga, il primo albero della Repubblica comparve nel 1931, con una raccolta dedicata ai figli di genitori disoccupati.
Oggi, gran parte di quese iniziative caritatevoli si sono perse per strada, ma gli alberi di natale sono una tradizione ben radicata e amata da ogni ceco.
Il teatro nero, in ceco černé divadlo, è una delle forme d’arte più suggestive e innovative di Praga, capace di catturare l’immaginazione con giochi di luce, colori vividi e movimenti coreografici surreali. Questa tradizione teatrale, sviluppata proprio nella capitale ceca, è diventata un simbolo di Praga, attirando appassionati e curiosi da ogni angolo del mondo.
La storia del teatro nero: dove tutto è iniziato
Il teatro nero ha radici antiche che affondano nelle tradizioni teatrali asiatiche, in particolare nel teatro di marionette della Cina e del Giappone. Tuttavia, è stato a Praga negli anni ’50 che questa forma d’arte è stata reinterpretata e sviluppata in una versione moderna e unica. Fu il regista Jiří Srnec a dare vita al teatro nero ceco come lo conosciamo oggi. Srnec, con il suo talento per la sperimentazione e la sua passione per il movimento e l’arte visiva, fondò il primo teatro nero a Praga negli anni ’60, rivoluzionando il modo di fare spettacolo. La sua intuizione di combinare la pantomima con giochi di luce ultravioletta e abiti neri su sfondo nero creò un effetto quasi magico, che fece presto il giro del mondo.
L’idea alla base del teatro nero è semplice ma molto intrigante: gli attori, vestiti di nero su un fondo nero, sono invisibili agli occhi dello spettatore, mentre gli oggetti illuminati sembrano fluttuare e muoversi da soli. Questo permette una vasta gamma di illusioni ottiche e scene surreali, che affascinano e stupiscono il pubblico di ogni età.
Dopo la Rivoluzione di Velluto, Praga è diventata la base mondiale e la patria del genere del teatro nero. Per molti anni, Praga ha ospitato circa 10 compagnie teatrali che, al di fuori delle loro sedi permanenti, hanno viaggiato con successo in tutto il mondo. Dopo la pandemia COVID-19 nel 2022, a Praga ci sono solo 4 sedi permanenti del black light theatre che trovate di seguito.
Curiosità: il segreto della “magia” del teatro nero
Il segreto del teatro nero risiede nella sua capacità di giocare con la percezione. Uno degli aspetti più interessanti è la coordinazione impeccabile richiesta agli attori, che devono muoversi in sincronia perfetta per creare l’illusione desiderata. Inoltre, tutto ciò che appare sul palco è fatto di materiali altamente riflettenti o fluorescenti, che reagiscono alla luce ultravioletta, rendendo possibile l’effetto di oggetti sospesi o persone che “scompaiono” davanti ai nostri occhi.
Un’altra curiosità? Durante uno spettacolo, gli attori in nero lavorano spesso a pochi centimetri dai loro colleghi visibili, ma devono rimanere perfettamente immobili per non interferire con l’illusione creata. Questo rende ogni rappresentazione non solo un’esperienza visiva unica, ma anche un’impresa di precisione e controllo.
Dove vedere uno spettacolo di teatro nero a Praga
Praga offre diversi teatri dedicati a questa forma d’arte, ognuno con una propria interpretazione e stile. Ecco gli attuali luoghi per immergersi nella magia del teatro nero praghese:
Black Light theatre di Srnec (https://www.srnectheatre.com) Il teatro fondato dal maestro stesso, Jiří Srnec, è ancora uno dei migliori luoghi per vivere un’esperienza autentica di teatro nero. Qui, è possibile ammirare spettacoli che hanno fatto la storia del teatro nero, con pezzi classici e moderni che catturano la tradizione e l’innovazione.
Hilt Theatre (https://www.hilt-theatre.cz/cz/) Questo teatro si trova a Praga 6 e offre una varietà di spettacoli che fondono teatro nero e illusionismo.
Image Theatre (https://www.imagetheatre.cz) Questo teatro mescola teatro nero con danza e pantomima, creando uno stile unico e coinvolgente. Ogni spettacolo è un viaggio onirico in un mondo surreale, dove i confini tra realtà e illusione si confondono, portando il pubblico in una dimensione quasi ipnotica.
Wow black light theatre (https://www.wow-show.com) in Praga 1 sulla centralissima Na Příkopě. Si tratta di un teatro molto innovativo e meta di tanti turisti.
Il fascino del teatro nero: un must per chi visita Praga
Il teatro nero è un’esperienza che non lascia indifferenti. Per chi visita Praga, assistere a uno di questi spettacoli è un’immersione nella creatività e nell’immaginazione, un viaggio che permette di vedere la realtà con occhi nuovi. Molti spettatori escono da un teatro nero con un senso di meraviglia e sorpresa, catturati dalla magia di questa forma d’arte unica al mondo. Sono presenti inoltre anche programmi per famiglie e bambini.
Oggi, ho avuto il piacere di visitare la Botanická Zahrada di Praga, un luogo che combina la bellezza della natura con eventi culturali che richiamano tradizioni internazionali. Durante questi giorni di fine ottobre i giardini all’aperto si sono trasformati per ospitare una speciale celebrazione del Día de los Muertos. L’atmosfera che si respira è unica, con decorazioni che evocano leggende e colorati altari messicani dedicati alla celebrazione della vita e della memoria dei defunti. Il tutto negli splendidi colori autunnali e belle viste panoramiche.
La storia della Botanická Zahrada
Situata nel quartiere di Troja, la Botanická Zahrada ha una storia relativamente recente, se paragonata a giardini botanici storici di altre città europee. La sua apertura risale agli anni ’60, ma è negli ultimi decenni che ha davvero conquistato il cuore di residenti e turisti, grazie a un costante impegno nel preservare e promuovere la biodiversità. Ogni angolo della Botanická Zahrada racconta una storia, con collezioni di piante rare e ambienti che spaziano dal paesaggio mediterraneo ai giardini giapponesi.
Il padiglione denominato Fata Morgana ricostriusce climi tropicali dove sono visibili le piante di paesi lontani, pesci colorati e farfalle. É davvero uno spasso passeggiare per queste vie immerse nel verde.
Perché visitare la Botanická Zahrada?
La Botanická Zahrada di Praga è una meta perfetta per chi desidera trascorrere qualche ora lontano dal caos della città e immergersi nella natura. Durante l’anno, il giardino ospita una varietà di eventi tematici che offrono uno sguardo a tradizioni culturali da tutto il mondo, senza dimenticare l’obiettivo di sensibilizzare i visitatori verso la conservazione delle specie botaniche.
Che siate appassionati di botanica, in cerca di una passeggiata rilassante o curiosi di scoprire nuove culture, la Botanická Zahrada non vi deluderà.