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Informazioni turistiche

Le statue che fanno la pipí (čurajicí postavy) – il monumento provocatorio di David Černý nel centro di Praga

La fontana che urina, meglio conosciuta anche come čurajici postavy, le statue che fanno la pipí …ad onor del vero, visto che la corretta traduzione letterale è questa!

Naturalmente questo monumento non può che essere a Praga, nella zona di Malá Strana, nell´areale del ristorante Hergetová Cihelna.

L´estro, ma soprattutto la fantasia provocatoria di David Černý ha colpito ancora! Come sempre, sono partite varie interpellanze e proteste verso questo monumento, ma ormai è diventato una attrazione turistica vera e propria.

Ma cosa fannoqueste due figure che fanno la pipì su una fontana che la forma della Repubblica Ceca? Peraltro sono due statue di bronzo, che muovono i fianchi, oltre a muovere il pene da cui esce appunto l´acqua. Non basta, se s’invia un SMS al numero 724 370 770, tramite il getto di acqua si può lasciare scrivere una parola a piacimento.

si fa la pipí anche in inverno…

L´artista ha anche spiegato questa fontana in varie occasioni „Le metropoli dell´Europa orientale si riconosco dal fatto che gli adulti, a vari livelli di ubriachezza,non esitano a urinare sulla strada. Più siamo a oriente, minore è l´alcool nel sangue necessario. Le metropoli occidentali si vantano di fontane nelle quali fanno la pipí dei graziosi bambini, noi invece abbiamo degli uomini, peraltro vivi. Il piccolo bisogno rappresenta anche un gesto di aggressività, un modo di segnare il territorio, peccato che il nostro sia cosí piccolo…“.

Oltre a questa interpretazione ufficiale, esistono anche altre leggende metropolitane: le figure che fanno pipì rappresentano i politici degli anni 90, quelli del periodo del “capitalismo selvaggio”, che hanno acquistato intere aziende per poco denaro con truffe ed alcune aziende sono state svuotate di tutti i beni (in ceco esiste la parola “vytunelovat”).

Non mancano i turisti che si meravigliano di questo monumento, soprattutto gli americani, che hanno un forte senso della patria e non riescono a comprendere come possa essere permesso avere una fontana di questo genere. In realtà, Černý, in un articolo a lui dedicato dal New York Times, ha dichiarato che „L´attitudine dei cechi è di non essere orgogliosi di essere cechi. A mio avviso è un modo di pensare positivo, ma anche un lato oscuro, ossia che non abbiamo mai vinto nessuna guerra. In America, la persone sono istruite ad essere orgogliose e visibili.In questo paese, ci hanno insegnato ad essere in silenzio e invisibili“.

Sigmund Freud appeso – Viselec – di David Černý

In via Husova, nel centro di Praga, alzando lo sguardo, é possibile vedere un ulteriore scultura dell´artista David Černý. Si tratta dell´uomo appeso (viselec in lingua ceca) che rappresenta Sigmund Freud appeso ad una trave con la mano destra, mentre la sinistra é nelle tasche dei pantaloni.

Installata dal 1997, la statuta ha 220 centimetri. Si presta a varie interpretazioni.

Lo stesso David Černý ha spiegato la statua: “Lui si tiene per una mano e l’altra la tiene in tasca. Simbolizza uno stato disperato e leggero allo stesso tempo. Caratterizza la mia sensazione di entrare nel nuovo millennio e il momento particolare della fine del precedente“. Dunque si tratta di un simbolo, di una fotografia dello stato d´animo degli artisti a cavallo del millennio.


In realtá in varie occasioni ha fatto pensare ad un suicida, per cui le autoritá di polizia e antincendio sono state allertate in varie occasioni. Rappresenterebbe pertanto il principio di autodeterminazione dell´uomo, che coscientemente puó decidere di vivere o di lasciarsi morire suicidandosi.





Il muro di Lennon a Praga

Siamo a Praga, a ridosso della zona di Kampa, accanto a Čertovka, in Malá Strana, in piazza Velkopřerovské (náměstí Velkopřerovské), di fronte all´Ambasciata Francese. Troviamo il MURO DI LENNON.

Su questo muro, fin dagli anni ´70 iniziarono a comparire i primi messaggi poetici, ma fu dopo la morte di Lennon, che iniziò a diventare un simbolo dei giovani praghesi, inneggiante alla libertà e alla pace, nel ricordo dell´artista e delle sue canzoni.

Nel 1980, nei giorni successivi alla morte di John, fu creato un memoriale simbolico e le persone iniziarono a deporre fiori e candele. Il muro si iniziò a ricoprire di messaggi inneggianti le canzoni di Lennon, la libertà e la pace – tutti aspetti che il regime faticò a tollerare. Risale a questi giorni, la denominazione odierna di “muro di John Lennon”.

Nei primi anni 90 il muro fu restituito ai proprietari originari, l´ordine dei cavalieri di Malta, restando comunque un muro dedicato all´artista e preservando per quanto possibile l´idea originaria.

Dunque messaggi su messaggi, che si tramandano al prossimo, anche se nonsono mancati momenti particolari come ad esempio nel 2014, dove in una notte ilmuro fu completamente imbiancato e ornato della scritta „Wall is over“ – azionevoluta da un movimento di artisti che si proponeva di riazzerare la situazioneed adattarla ai messaggi più attuali. In brevissimo tempo, il muro si riempìnuovamente di scritte e graffiti, riacquistando la sua immagine ormaitradizionale e mutevole.

Oggi è considerato un must per qualsiasi turista, per questo motivo, personalmentene colgo l´atmosfera di sera, o di notte, quando passaggio per le affascinanti vie di Malá Strana.

Non basta considerarlo un monumento – per quanto possibile occorre entrare nelle parole che sono scritte sul muro e dedicare un po´ di autoriflessione per recuperare i valori di libertà e pace, concetti che oggi consideriamo come acquisiti, ma sui quali occorre consapevolmente vegliare.

San Nicola, gli angeli ed i diavoli: la tradizione Ceca per i bambini (Svatý Mikuláš, anděle a čerti)

 

Nella serata del 5 dicembre in Repubblica Ceca si attende la visita di San Nicola (in ceco Mikuláš).

Non appena scende il buio, San Nicola accompagnato dagli angeli e dal diavolo, passa a visitare i bambini che con ansia attendono un regalo, mentre i diavoli vengono per rimproverare e spaventare i bambini disobbedienti. L´angelo ha una funzione mitigatrice. Dunque un misto di attesa e paura accompagna gli animi dei bambini, e non sono rari gli spaventi. Dolci, cioccolata, noci e frutta sono per i bambini buoni, patate e carbone sono per quelli cattivi – é normale ricevere sia dolci, che qualche carbone… in fondo tutti i bambini sono sia buoni che cattivi!

La tradizione ha origini medioevali. San Nicola, patrono dei bambini, abitualmente é vestito da vescovo con lungo abito bianco ornato di fronzoli in oro, porta un mantello rosso, tiene in mano il pastorale, ed in testa ha la tradizionale mitra.  Regge tra le mani un libro dove sono annotati i nominativi dei bambini buoni e cattivi, anche se non manca mai la domanda tradizionale ai genitori dove viene chiesto se il bambino é buono o cattivo.

Come giá accennato, Mikuláš si accompagna all´angelo ed al diavolo, simboli del bene e del male – concetti che i piccoli iniziano a conoscere dagli insegnamenti dei genitori, ed in questa particolare giornata vedono visualizzati.

Franz Kafka – la statua a movimentazione cinetica di David Černý

Il viso del noto scrittore Franz Kafka in movimento, nella piazza dietro al centro commerciale Quadrio, accanto al Magistrato di Praga, rappresenta ormai una meta obbligatoria dei turisti.

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Al centro commerciale Quadrio si accede dalla via Spalena, in Praga 1, ma è possibile arrivare alla piazza anche direttamente dalla via Narodní (attraverso il sottopassaggio Charvátová), o attraverso la via Vladislavová.

Interamente concepita dall’architetto David Černý, la statua fu installata nel 2014, appartiene al gruppo finanziario CPI. Si tratta di un’opera a movimentazione cinetica.

Composta da quarantadue parti in movimento, interamente in metallo inossidabile, pesa complessivamente 39 quintali e raggiunge l´altezza di quasi 11 metri.

L’azienda che ha prodotto quest’opera è la ditta Deimos, specializzata in macchine e linee industriali. Una curiosità: nel corso della costruzione fu necessario alleggerire la statua di 15 quintali, poiché sotto la piazza sono presenti dei garage.

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La statua richiede una manutenzione ogni due settimane, ed una revisione annua piú approfondita. I motori – complessivamente 21 – sono stati forniti da Siemens. Sono stati impiegati oltre un chilometro di cavi.

Il movimento programmato si ferma alle ore 22, per consentire il rispetto della quiete pubblica.

In realtà, la presenza dell´immagine di Kafka non é del tutto casuale: Franz Kafka lavorò nelle vicinanze di questa zona, nella via Narodní, importante centro imprenditoriale e culturale già agli inizi del novecento. Sono zone, dove aleggia lo spirito di questo importante scrittore che ha lasciato un’indelebile impronta nella letteratura mondiale, pur morendo giovane.

28.10.2018 – I 100 anni della Repubblica Cecoslovacca

In occasione del weekend a cavallo del 27 e  28. ottobre si sono svolti importanti festeggiamenti per commemorare il centenario della nascita della Repubblica Cecoslovacca.

Pur non esistendo piú la Cecoslovacchia, a seguito della separazione tra Cechia e Slovacchia dal 1.1.1993, il 28 ottobre rappresenta una giornata di festa nazionale che in Repubblica Ceca si festeggia regolarmente. E´ curioso invece il fatto che in Slovacchia questa festa non venga osservata – in via eccezionale, quest´anno, la ricorrenza centenaria é stata fissata per il giorno 30 ottobre, che coincide con il giorno della dichiarazione di Martin (Martinská deklarace), dichiarazione in cui il popolo slovacco dichiaró la propria autonomia e indipendenza aderendo al nuovo stato cecoslovacco.

Gli eventi sono stati ovviamente  numerosi. Ovunque si é ricordata la figura del primo presidente della repubblica, Tomáš Garrigue Masaryk. Masaryk, amato e riconosciuto ovunque, rappresenta – insieme a Václav Havel – la migliore espressione politica che il paese in cento anni abbia vissuto per i valori democratici e morali che ha saputo trasmettere alle future generazioni.

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Praga é stata visitata  dal presidente slovacco Kiska, dal premier slovacco Pellegrini, dal premier tedesco Merkel, dal presidente Macron. Accanto a questi nomi ecclatanti, sono state numerosissime le rappresentanze politiche degli stati europei e non solo.

Per l´occasione sono stati aperti al pubblico tutti i Ministeri e le istituzioni principali della cittá. Diversi concerti e spettacoli teatrali si sono tenuti per commemorare questi 100 anni.

Tra gli eventi mediatici piú interessanti, il videomapping trasmesso sul Museo Nazionale Ceco, in fondo a piazza San Venceslao dove in pochi minuti si ripercorre la storica cecoslovacca degli ultimi cento anni. Per l´occasione, il Museo nazionale é stato riaperto al pubblico dopo svariati anni di ristrutturazione. Si tratta di un gioiello ritrovato che domina la cittá di Praga. Un ulteriore video si trova al seguente link.

Praga, nel giorno di questa importante ricorrenza,  ha vissuto anche la parata militare piú imponente degli ultimi trenta anni. I principali corpi militari hanno sfilato per la via Evropská a Praga 7, oltre ai mezzi tecnici ed a rappresentanzi militari di altri stati (tra cui l´Italia con il corpo dei bersaglieri).

Gli artisti musicali cechi hanno pubblicato la canzone con video “za 100 let” – tra 100 anni. In ogni angolo del paese si sono svolti eventi, rappresentazioni, spettacoli teatrali per questa ricorrenza.

Una curiositá, nel 1918, l´Italia fu il primo paese che riconobbe la Cecoslovacchia come stato autonomo a testimonianza delle ottime relazioni storiche esistenti tra i due paesi.

Lunga vita alla Cechia ed alla Slovacchia!

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La statua del cavallo morto e di San Venceslao di David Černý

La statua in polistirolo – é questo il motivo per cui é semplicemente appesa – si trova nel sottopassaggio del palazzo di Lucerna nel centro di Praga, nelle zone limitrofe a Piazza San Venceslao e ritrae il cavallo morto su cui siede il patrono dello stato ceco, San Venceslao.

Installata dal 2000, secondo alcune fonti resterá appesa in tale loco, fin tanto che non verrá restaurata la monarchia costitutiva (secondo gli accordi che sarebbero stati sottoscritti con la proprietá di Lucerna).

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Černý non ha mai commentato il motivo di questa opera, ma riscontriamo una espressione tipica delle produzioni di Černý, in quanto lascia contraddetti pur non fornendo un messaggio immediato e chiaro.

Alcune fonti sostengono che volesse criticare l´allora leader politico della destra democratica, poi divenuto presidente della repubblica Ceca, Vaclav Klaus. In generale, sembra contenere una chiara critica alla Cechia, in chiave moderna.

In origine, doveva essere installata presso la posta centrale in Praga 1, ma il direttore si oppose ritenendola “eccessiva”, a testimonianza del fatto che comunque non lascia indifferenti.

 

Il quartiere di Vinohrady – Praga 2

L´elegante quartiere residenziale a ridosso di Praga 1, il quartiere di Vinohrady, divenne territorio catastale di Praga solo nel 1922. Denominato Viničné hory (“montagne di vigneti”) dal 1788, fu un comune limitrofo a Praga per divesi lustri, divenendo sempre piú importante e popolato. Dal 1867 questa area prese il nome di Kralovské Vinohrady (“vigneti reali”), nome diffuso ancora oggi nella tradizione popolare.

Come spiega il nome, fin dal Medioevo questa collina era disseminata di vigneti a servizio della cittá di Praga e naturalmente a favore del re (da qui la denominazione “Královské” – reali – denominazione poi volutamente boicottata nel secondo dopoguerra da parte del regime, per motivi ideologici).

L´espansione demografica di fine del secolo diciannovesimo, e la graduale espansione urbanistica della cittá di Praga, hanno portato alla crescita di questo quartiere, oggi ritenuto uno dei piú interessanti e belli.

 

Le piazza principale del quartiere é Náměstí Míru (Piazza della pace), dove arriva la metro´ della linea A (dove si trova la scala mobile continua piú lunga di tutte le stazioni praghesi).

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Al centro della piazza si trova la chiesa in stile neogotico di Santa Ludmila, e tra gli splendidi palazzi di fine ´800 e ´900 spiccano il teatro di Vinohrady ed il palazzo comunale di Vinohrady (Národní dům na Vinohradech).

La seconda piazza per importanza é quella di Jiřího z Poděbrad, dove al centro del parco si trova la chiesa del grande cuore del Signore (kostel Nejsvětějšího Srdce Páně), costruita tra le due guerre.

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Vinohrady é un quartiere moderno, con zone di verde rilevanti e molto belle, quale il parco di Riegrový Sady, dal quale si puo´ godere di una splendida vista su Praga, e il parco di Havličkový sady (denominato anche Grébovka). Questi parchi, con la bella stagione sono letteralmente presi d´assalto dai praghesi.

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Nella prima parte della via principale, denominata Vinohradská třída, si trova l´edificio della radio ceca (Český rozhlas). La radio ceca nella storia del ´900, nei vari momenti storici, ha assunto rilievo per cui esistono varie lapidi a commemorare determinati momenti storici.

  • Alla sinistra dell´entrata si trova una lapide a ricordo dei caduti della radio ceca nella seconda guerra mondiale. Esiste inoltre una seconda lapide che ricorda i nomi di tutte le persone morte a difesa della radio ceca nella seconda guerra mondiali.
  • Ě presente la lapide riportante la data del 5 maggio 1945 che indica la frase “ore 12:33, chiamiamo tutti i Cechi, segnale della rivolta della gente ceca”
  • Risale al 21 agosto 1948 la lapide che indica le ore 4:30, riportante la frase “siamo con voi, state con noi” segnale della trasmissione dell´agosto della radio ceca
  •  Infine, esiste una lapide che riporta i nominativi dei morti davanti alla radio ceca nel corso del 1968 in sua difesa.

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Nello stesso stabili, trasmetteva anche la celebre Radio Praga, radio di propaganda del blocco sovietico, nella quale lavorarono diversi italiani dagli anni ´50 agli anni ´70. A questo tema, ho dedicato un paio di  articoli (Gli italiani a Praga – il PCI, i partigiani ed altre vicende del secondo dopoguerraOGGI IN ITALIA – la radio clandestina che trasmetteva da Praga).

Miminka Babies di David Černý a Praga

La torre delle trasmissioni di Žižkov dal 2001 é ornata di dieci statue di piccoli bambini a quattro zampe. Le dimensioni di questi „miminka“ (in ceco „piccoli bambini“) sono impressionanti: 350 cm di lungezza e 260 cm di altezza, il peso e´ attorno ad un quintale. Una caratteristica di tutte queste statue e´ che sono senza faccia, sostituita da un codice a barre.

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 Il progetto di David Černý denominato “Mininko” in realtá nasce giá negli anni 90, con la temporanea installazione di un bambino presso il museo di arte moderna  di Chicago. Successivamente, la statua ha viaggiato in varie parti del mondo, finendo anche presso il centro ceco di Londra negli spazi dell´Ambasicata. Nel 2000 furono temporaneamente installati sulla torre di Žižkov, per poi essere installati in via definitiva (per una durata di almeno 20 anni) nel 2001. Nell´autunno del 2017 le statue sono state rimosse per una ristrutturazione.

Il significato di queste statue non é volutamente chiarito dallo scultore Černý, ma evidentemente la presenza del codice a barre lascia pensare ad una critica provocatoria alle modifiche genetiche, agli interventi di laboratorio sul DNA volti a preconfezionare degli uomini quasi perfetti, ma tutti uguali.

Dal 2008, si trovano anche tre miminka, ossia tre statue in bronzo di bambini analoghe all´isola di Kampa dove é possibile ammirare da vicino queste sculture.

Il Vodník, demone dell´acqua – la leggenda

Il demone dell´acqua (dolce), ha un´etimologia direttamente derivante dalla parola “voda”, che in lingua ceca significa acqua. Presente anche nella mitologia di altre culture slave, viene raffigurato spesso di colore verde, con capelli verdi e seduto sulle ruote di un mulino o sugli argini di un fiume.

Un folletto verde, dal cappello a tuba e una marsina gocciolante. Capace di vivere anche fuori dall´acqua, almeno fin tanto che la marsina aveva ancora delle goccie d´acqua.

Celebre é l´immagine dell´autore ceco Josef Lada:

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Il Vodník (a volte denominato anche il barcaiolo) non ha sembianze mostruose, e secondo le leggende locali raccoglie le anime delle persone che annegano, in particolare bambini e giovani che decidono di fare il bagno imprudentemente.

Si dice che stia appostato nelle scure profonde acque del fiume e che abbia la capacitá di trasformarsi in persona ed animali (in particolare pesci), anche allo scopo di attirare le prede verso l´acqua e conservare la loro anime in piccole ampolle di cristallo. Le anime, si dice, servono per dargli la capacitá di sopravvivere durante il giorno.

Il poeta Karel Jaromír Erben nell´opera Kytice, ha dedicato una poesia alla figura del Vodník che ha ispirato il musicista Antonín Dvořák, poema sinfonico per orchestra, Op. 107, B. 195 (1896) (si veda il poema al seguente link denominato folletto delle acque).

A Praga, in Malá Strana, zona Kampa vicino al Ponte Carlo, esiste il canale Čertovka (che si dice dividesse la cittá vecchia dalla cittá nuova, seppure la parola “čert” in ceco voglia dire diavolo…) dove é presente una ruota di mulino storica e potrete trovare la statua del Vodník. Si tratta di una passeggiata romantica e pressoché obbligatoria, la “Venezia praghese” (in ceco Pražšké Benátky) non puó che stregare.