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Turismo

Visitare Praga con i mezzi pubblici: affascinante!

Praga, con i suoi spettacolari paesaggi urbani e la ricchezza storica, è una città che affascina e invita all’esplorazione. Ma oltre ai suoi monumenti e alla sua storia, Praga si distingue anche per un aspetto molto pratico e quotidiano: il suo eccezionale e organizzato sistema di trasporto pubblico. Per chiunque visiti la città, comprendere e sfruttare i mezzi pubblici può trasformare completamente l’esperienza di viaggio, rendendola più interessante, accessibile e immersiva.

Una vasta rete integrata

Il sistema di trasporto pubblico di Praga è noto per essere uno dei più efficienti e convenienti in Europa. Gestito dalla Dopravní podnik hlavního města Prahy (DPP), offre una rete integrata di metropolitana, tram, autobus, treni e persino funicolari e traghetti, coprendo ogni angolo della città e i suoi dintorni. Che si voglia raggiungere il maestoso Castello di Praga, perdersi nelle vie storiche di Mala Strana o esplorare i moderni quartieri al di fuori del centro, si trova sempre una linea di trasporto pubblico che porta a destinazione.

La metropolitana rapida, puntuale e semplice da utilizzare

La metropolitana di Praga, in particolare, è un capolavoro di efficienza. La prima linea fu inaugurata negli anni Settanta dello scorso secolo.

Il progetto della metropolitana praghese si inizió a discutere ancora verso la fine dell´Ottocento.

Divisa in tre linee principali – A (verde), B (gialla) e C (rossa) – copre le aree cruciali della città, facilitando l’accesso alle principali attrazioni e zone commerciali. Complessivamente misura 65 chilometri.

Le stazioni, spesso decorate con design innovativo, sono pulite, sicure e facili da navigare, anche per chi non parla ceco.

La quarta linea: metro D – la costruzione è già iniziata

La linea blu, collegherà il settore meridionale di Praga con il centro. Il nuovo capolinea sarà Depot Písnice e verranno create due nuove stazioni di trasferimento: prima Pankrác e poi Náměstí Míru. Si prevedono treni leggeri e automatizzati senza conducente, che saranno in grado di transitare completamente in senso longitudinale, e stazioni moderne con porte scorrevoli di sicurezza tra la piattaforma e il treno. In futuro è prevista la possibilità di estendere la linea fino a Žižkov o di ramificarla verso la zona Modřany.

I carri armati sul ponte di Nusle

I primi metró a circolare nella metropolitana di Praga sono stati quelli della metropolitana di Mosca, in servizio negli anni Cinquanta. Tuttavia, nella progettazione non si tenne conto del peso elevato dei treni sovietici, per i quali la metropolitana di Praga non era stata costruita. È stato quindi necessario inserire frettolosamente una speciale griglia di rinforzo nel ponte di Nusle sulla Magistrala, attraverso il quale passa la metropolitana. Per verificare se il “Nuselák” appena modificato fosse in grado di sopportare il carico dei treni, fu effettuato un test con l’aiuto di 66 carri armati“parcheggiati” sul ponte in contemporanea.

Ho dedicato uno specifico post ai cambi avvenuti dopo il 1989 nelle denominazioni di vie, piazze e stazioni della metropolitana.

Il sistema integrato dei tram e degli autobus per accedere ovunque

I tram di Praga offrono una maniera scenografica di attraversare la città, con linee che attraversano il centro storico e oltre. Operativi da oltre un secolo, i tram non solo rappresentano un mezzo di trasporto efficiente ma anche un’attrazione storica.

Gli autobus, d’altra parte, servono principalmente le zone periferiche non coperte dalla metropolitana o dai tram, assicurando che nessuna parte della città sia inaccessibile.

In generale colpisce la puntualità dei mezzi pubblici e l’organizzazione complessiva rende l’utilizzo di un’auto privata nel centro storico come un fatto del tutto anacronistico e piuttosto dispendioso.

Le curiosità relative ai tram praghesi ed alcune chicche turistiche

Linea storica del tram 23

La linea tramviaria n. 23 è gestita tramite i tram storici del tipo Tatra T2, T3 e T6, non più in servizio regolare a Praga. La linea è attiva tutto l’anno dalle 8:30 alle 19:00 circa, con un intervallo di 30 minuti (nei fine settimana, durante le vacanze, l’intervallo è di 15 minuti). Sulla linea sono validi i normali i normali biglietti PID.

Le linee turistiche 41 e 42

Le linee turistiche del tram 41 e 42 operano nei fine settimana e durante le festività statali, dalle 10:00 alle 18:00. La linea 41 funziona solo dalla primavera all’autunno, mentre la linea 42 è attiva tutto l’anno. Entrambe le linee richiedono un tariffario speciale e NON accettano i biglietti standard PID. Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito del Trasporto Pubblico di Praga, l’operatore di entrambe le linee.

Le linee notturne

Praticamente conosciute da chiunque abbia bazzicato di notte per Praga, Le linee tram notturne da 91 a 99 servono i passeggeri dalle 00:00 alle 05:00 con frequenze di 30 minuti. La fermata Lazarská funge da hub centrale per tutti i tram notturni.

La funicolare di Petřín

La funicolare per Petřín è una popolare attrazione turistica. È integrata nel sistema PID, ma non tutti i documenti di viaggio PID sono accettati. La stazione della funicolare è raggiungibile con le linee di tram 9, 12, 15, 20, 22 e 23 e si raggiunge dalla stazione di Újezd. La funivia è aperta tutto l’anno con un intervallo di 10 minuti in alta stagione (15 minuti in bassa stagione). La funivia non è al momento accessibile ai disabili.

In primavera e in autunno è prevista una chiusura tecnologica periodica di tre settimane.

Un biglietto non trasferibile (per una corsa) costa 60 CZK. Le tariffe scontate non sono previste. Sono previste alcune deroghe per i biglietti che hanno durata a partire dalle 24 ore.

Cosa vi aspetta in cima

A Petřín vi aspettano altre attrazioni e luoghi di interesse. Si puó salire sulla Torre panoramica di Petřín per godere di una vista mozzafiato su Praga. Nelle vicinanze è possibile entrare nel labirinto di specchi. Sul pendio di Petřín c’è un grande parco e innumerevoli giardini dove si possono scoprire vari angoli romantici o il famoso Muro della fame costruito dall’imperatore Carlo IV. Per gli amanti del cielo e dei sistemi stellari, le porte dell’osservatorio storico Stefanikova sono aperte.

I prezzi dei biglietti per i mezzi pubblici a Praga

Ecco una tabella riassuntiva in italiano sui biglietti singoli per Praga (indicati anche come biglietti PID ossia della Prazska Integrovana Doprava):

DurataPrezzo InteroPrezzo Ridotto
30 min30 CZK15 CZK
90 min40 CZK20 CZK
24 ore120 CZK60 CZK
72 ore330 CZK
Tariffe attualizzate al 1/1/2024

Il prezzo intero si applica dai 15 ai 60 anni.

Il prezzo ridotto è per gli anziani dai 60 ai 65 anni con un documento valido che ne attesti il diritto.

I biglietti da 30 e 90 minuti non sono validi per il funicolare di Petřín.

Un biglietto singolo speciale per la funicolare può essere acquistato per 60 CZK alla stazione della funicolare.

L’uso dei biglietti da 24 ore, 72 ore o gli abbonamenti include il viaggio sulla funicolare.

Acquistare i biglietti per i mezzi pubblici è semplice e conveniente.

Sono disponibili varie opzioni che si adattano alle esigenze di tutti, dai biglietti singoli validi per brevi spostamenti agli abbonamenti giornalieri, settimanali o mensili che offrono accesso illimitato alla rete.

I biglietti possono essere acquistati presso le macchine automatiche, i chioschi, online o tramite app mobile, rendendo il processo il più semplice possibile.

Un viaggio sostenibile

Utilizzando i mezzi pubblici di Praga, si ha l’opportunità di esplorare la città in modo efficiente e si contribuisce anche alla sostenibilità ambientale. La DPP si impegna costantemente per ridurre l’impatto ecologico dei suoi servizi, promuovendo un modo di esplorare Praga che sia rispettoso dell’ambiente.

Esplorare Praga attraverso i suoi mezzi pubblici offre una prospettiva unica sulla città, permettendoti di immergerti nella vita quotidiana dei praghensi mentre ti muovi facilmente da un’attrazione all’altra.

Che tu sia un turista alla ricerca di avventure o un abitante locale che cerca di navigare la città, il sistema di trasporto pubblico di Praga ti supporterà in ogni tuo spostamento, testimoniando l’efficienza e l’accessibilità che lo rendono uno dei migliori in Europa.

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Arte Turismo

Le sculture Pegasus di David Černý

La scultura Pegasus di David Černý è presente all’aeroporto dal 2023.

Pegaso, il cavallo alato mitologico, simbolo della elevazione sovranaturale, della ricerca di libertá e dell’intuizione, rivive in questa immagine moderna che l’artista ci ha voluto proporre anche per ricordare una storia industriale gloriosa da non dimenticare.

Pegasus presso l´aeroporto di Praga

La prima versione dell’opera, per mezzo cavallo e per mezzo motore meccanico, risale al 1991.

Il motore che movimenta l’elica é il Walter Pegas – motore storico recuperato dai musei militari – prodotto dalla impresa Motorlet meglio conosciuta come Walter a.s., una azienda praghese che nella prima metá del secolo scorso fu all’avanguardia tecnologica nella produzione meccanica.

Oggi questa realtá purtroppo non esiste più. La zona industriale dove si collocavano gli stabilimenti è stata convertita in un quartiere residenziale, denominato Waltrovka sviluppato dal developer Penta Investments.

Proprio nel piazzale di questo areale, sono collocate altre tre opere Pegas di David Černý, concepite assieme all’architetto Jakub Ciegler per ricordare il passato dell’areale e la gloriosa storia industriale della Walter, che produsse anche automobili e motocicli oltre ai menzionati motori per l’aviazione.

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Arte Storia

Il memoriale di Terezin – un viaggio nel triste passato per non dimenticare

Non è semplice scrivere questo post sul memoriale di Terezin: oltre al dramma dell’Olocausto, al quale si deve per forza accennare, nella fortezza convertita a prigione e campo di lavoro fu ospite per circa tre mesi anche mio nonno.

Questo luogo viene seguito con dedizione per garantire la memoria delle orribili vicende che accaddero. Oggi viene visitato da migliaia di persone, sia straniere, che ceche in tutti i periodi dell´anno. Le pagine web dedicate sono al seguente indirizzo: https://www.pamatnik-terezin.cz/.

Nonostante le tragiche vicende, la storia di quanto accaduto a Terezín presenta anche dei messaggi di speranza per il futuro. La cultura trovò in effetti spazio per resistere all’orrore. Fu un tentativo per restare umani e una indicazione per le future generazioni.

Terezín – la cittadina fortezza

Terezín (in tedesco Theresienstadt) è una piccola cittadina situata nel Nord Ovest della Boemia. Rientra nel distretto della città di Litoměřice – regione di Ústí nad Labem – a circa 70 chilometri da Praga. La città si trova su entrambe le sponde del fiume Ohře, che la divide in Fortezza Piccola e Fortezza Principale. Il fiume poi sfocia nell’Elba a nord della città.

Questa località è conosciuta principalmente per il campo di concentramento creato dai Nazisti durante la II Guerra Mondiale.

Circa 150 000 prigionieri ebrei – uomini, donne e bambini – passarono per il ghetto di Terezín. Inizialmente furono alloggiati in caserme, ma dopo lo sfratto degli abitanti di Terezín a metà del 1942, furono alloggiati anche in case civili. A Terezín giunsero trasporti di ebrei non solo dal Protettorato (74.000), ma anche da Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca e, alla fine della guerra, da Slovacchia e Ungheria. Circa 35.000 prigionieri morirono a causa dello stress, della fame e delle terribili condizioni abitative e sanitarie. Sessantatré trasporti con 87.000 prigionieri furono spediti dal ghetto di Terezín, la maggior parte dei quali diretti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau che si trova nel sud della Polonia.

La Fortezza piccola e la Fortezza grande

Terezín fu fondata come fortezza alla fine del XVIII secolo dall’imperatore Giuseppe II e chiamata così in onore della madre Maria Teresa. Fin dall’inizio, la fortezza fu concepita come prigione e durante la costruzione furono costruite delle celle. Qui vennero imprigionati prigionieri militari e politici. Nel corso del tempo, la fortezza perse il suo scopo militare e di fatto servì solo come prigione e campo di lavoro.

La Fortezza piccola

Dopo l’occupazione della Cecoslovacchia da parte di Hitler tra il 1938 ed il 1939, i nazisti notarono i “vantaggi” della Fortezza Piccola e nel giugno 1940 vi stabilirono una prigione di polizia, dove in particolare la Gestapo inviava i suoi prigionieri.

Questi detenuti provenivano principalmente dalla Boemia e dalla Moravia, ma vi furono rinchiusi anche polacchi, slavi del sud, francesi, italiani, prigionieri di guerra inglesi e membri di altre nazioni.

Nell’agosto del 1940 mio nonno venne imprigionato per circa tre mesi, avendo cercato la fuga dalle fabbriche tedesche dove era stato deportato nel 1939. Dai documenti recuperati, venne trasferito dalla Gestapo di Litoměřice alla piccola Fortezza dove rimase per alcuni mesi, prima di essere destinato nuovamente deportato, questa volta nelle fabbriche della città di Vienna dove rimase fino alla fine del conflitto mondiale.

Le condizioni di vita dei prigionieri peggiorarono di anno in anno e furono costretti a svolgere un estenuante lavoro da schiavi. I cosiddetti commandos interni erano responsabili della manutenzione e del funzionamento della prigione, della coltivazione dei campi adiacenti e della costruzione di vari edifici.

La maggior parte dei prigionieri, tuttavia, lavorava fuori dalla fortezza in varie aziende della zona e partecipava alla produzione bellica e al lavoro per il Reich fino agli ultimi giorni di guerra.

A partire dal 1943, nella Fortezza piccola furono eseguite anche esecuzioni senza processo. In totale, più di 250 prigionieri furono fucilati in questa località.

La Fortezza piccola era una prigione di passaggio, da cui i prigionieri venivano inviati dopo un certo periodo di tempo per il processo o per i campi di concentramento. 2.600 prigionieri morirono qui a causa di fame, abusi e cure mediche e igieniche inadeguate.

La Fortezza grande

Durante le trattative per la creazione di un ghetto ebraico sul territorio del Protettorato, Terezín fu scelto come il più adatto a questo scopo. Il primo trasporto verso la Fortezza principale arrivò il 24 novembre 1941. Era composto da 342 giovani uomini, per lo più operai, artigiani e altri lavoratori professionisti. Questo gruppo fu designato AK I (commando interno). I trasporti arrivarono gradualmente, ogni volta con migliaia di persone, e vennero occupate le singole baracche. All’inizio i trasporti provenivano solo da Praga e Brno, ma nel gennaio 1942 cominciarono ad arrivare trasporti da tutto il Paese e dall’Europa. Questi trasporti divennero sempre più piccoli fino a fermarsi il 23 ottobre 1942. A metà del 1942, anche la popolazione civile fu sfrattata dalla città e i prigionieri occuparono tutti gli spazi disponibili. Fino a quel momento, i prigionieri non potevano lasciare le caserme, poi furono autorizzati a muoversi per la città.

I nazisti cercarono di dare al ghetto l’aspetto di una normale città. C’era un bar con caffè sostitutivo, ma solo su buoni, e alcuni negozi, ma di solito non c’era nulla da comprare. Il ghetto aveva il suo denaro, che veniva dato ai lavoratori come ricompensa, ma non potevano comprare nulla con esso. Per i bambini c’erano le altalene e le rotonde del parco, dove i bambini dovevano giocare obbligatoriamente quando arrivavano i visitatori stranieri.

Ma la vita “normale” qui era impensabile. La gente si accalcava nelle soffitte, nelle cantine, ecc. Il cibo era del tutto inadeguato e l’igiene assolutamente nulla. Chi poteva lavorare stava un po’ meglio. Era più facile per loro ottenere anche un piccolo sussidio, che ancora una volta aiutava a mantenere le forze per un po’. Chi era malato stava meglio in infermeria o in ospedale, dove i medici ebrei potevano esercitarsi. Il personale infermieristico aiutava giorno e notte. Grazie a questi lavoratori, venivano prestate cure speciali anche ai bambini.

Al momento della liberazione, nel maggio 1945, il campo contava 8.521 persone, tra cui circa 1.600 bambini sotto i 15 anni.

Campo di concentramento di Litoměřice e fabbriche sotterranee

Negli ultimi anni della guerra, quando l’industria tedesca delle armi era sempre più minacciata dai raid aerei alleati, i nazisti decisero di trasferire parte della produzione sottoterra. Anche a Litoměřice venne utilizzata l’ex miniera di calcare sotto la pianura di Bídnice.

Nella primavera del 1944 iniziarono a essere costruite fabbriche sotterranee con i nomi in codice Riccardo I e Riccardo II. Per la loro costruzione furono portati qui migliaia di prigionieri, soprattutto polacchi, slavi del sud, russi, francesi, belgi, italiani e di altre nazionalità. Nei pressi della fabbrica in costruzione fu allestito un campo di concentramento.

I prigionieri si occupavano di sbancare la superficie, scavare gallerie e preparare i capannoni della fabbrica. Individui appositamente selezionati furono poi coinvolti nella produzione di parti di motore per carri armati, veicoli militari pesanti e navi, insieme agli operai totali. Per diversi mesi, nella Fortezza Piccola lavorò anche un nutrito gruppo di prigionieri della Gestapo di Terezín.

Il trattamento disumano, la fame, il lavoro da schiavi nei sotterranei, dove si rischiavano crolli, e infine la diffusione dell’epidemia di tifo fecero sì che 4.500 dei 18.000 prigionieri deportati qui morissero in meno di un anno.

La propaganda Nazista del villaggio modello

I nazisti usarono Terezín per una famigerata campagna di propaganda. Nel 1944, permisero alla Croce Rossa di visitare il ghetto, che era stato trasformato in un “villaggio modello” per nascondere le reali condizioni di vita. Prima della visita, migliorarono le condizioni, ridussero la popolazione del campo e misero in scena eventi culturali per dare l’impressione di una comunità vivace.

Nonostante non fosse un campo di sterminio, le condizioni di vita erano estremamente dure, con sovraffollamento, malattie e scarsità di cibo. La fortezza, originariamente costruita per ospitare circa 7.000 soldati, in alcuni periodi conteneva oltre 50.000 prigionieri. Si stima che circa 33.000 persone siano morte a Terezín a causa delle dure condizioni, delle malattie e della fame.

Oltre alle malattie e alla violenza fisica, i prigionieri subivano anche delle violenze psicologiche. La costante paura delle deportazioni, la perdita di familiari e amici e la lotta quotidiana per la sopravvivenza avevano un impatto devastante sul benessere mentale dei detenuti.

Cultura come forma di resistenza

Nonostante le terribili condizioni, i prigionieri di Terezín mantennero un’attività culturale notevole. Ci furono concerti, conferenze, e lezioni, e gli artisti internati produssero disegni e poesie che documentavano la vita nel campo. Queste attività non solo fornivano una fuga psicologica, ma servivano anche come forma di resistenza spirituale e culturale contro l’oppressione nazista.

Uno degli episodi più noti è quello del compositore ceco Viktor Ullmann e del poeta e artista Petr Kien. Nonostante fossero prigionieri, continuarono a creare arte e musica. Ullmann compose diverse opere a Terezín, tra cui l’opera “L’Imperatore di Atlantide”, una satira contro Hitler.

Gli ebrei internati organizzarono un’orchestra che suonava regolarmente, dirigendo concerti nonostante le condizioni disperate. L’orchestra era composta da musicisti professionisti e dilettanti.

Ilse Weber, una scrittrice e poetessa ebraica internata a Terezín con la sua famiglia, scrisse poesie che descrivevano la vita nel campo. Le sue opere sono un commovente tributo alla speranza e alla sofferenza dei prigionieri. Tragicamente, Weber fu deportata ad Auschwitz nel 1944, dove morì insieme a uno dei suoi figli.

I disegni dei bambini di Terezín

Circa 15.000 bambini passarono attraverso Terezín. Solo poche centinaia sopravvissero alla guerra. Molte delle loro esperienze sono state documentate attraverso disegni e scritti che sono sopravvissuti fino ai nostri giorni.

Sotto la guida dell’insegnante e artista Friedl Dicker-Brandeis, i bambini crearono migliaia di disegni e dipinti. Questi lavori rivelano la vita quotidiana nel campo, ma anche le speranze e i sogni dei bambini. Molti di questi disegni sono stati conservati e sono oggi esposti come parte della memoriale di Terezín e presso la Sinagoga di Praga, nel quartiere ebraico.

In particolare, la collezione è la più grande raccolta al mondo di disegni di bambini del periodo della Shoah. Contiene un totale di 4.387 opere di bambini ebrei che hanno attraversato il ghetto di Terezín durante la Seconda Guerra Mondiale. Tutti i disegni sono stati creati in un breve periodo di meno di due anni (1943-1944) durante i corsi di disegno organizzati da Friedl Dicker-Brandeis (1898-1944), una delle più importanti rappresentanti femminili dell’avanguardia tra le due guerre.

L’obiettivo di Friedl, non fu quello di crescere i bambini come artisti, ma di sviluppare la loro creatività e il loro intelletto emotivo e sociale.

Nell’autunno del 1944, Friedl e la maggior parte dei suoi alunni furono deportati verso est. Quasi tutti i bambini e la loro insegnante morirono nelle camere a gas di Auschwitz.

I quattromila e cinquecento disegni di bambini di Terezín, che la Friedl raccolse di ora in ora e conservò in due valigie che conservò prima della deportazione in uno degli orfanotrofi di Terezín, fanno parte delle collezioni del Museo ebraico di Praga dalla fine della guerra. Dal 1945 i disegni sono stati esposti in tutto il mondo, sono stati pubblicati molti libri su di essi e sono stati realizzati molti film, tra cui opere di animazione in cui i disegni sono protagonisti.

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Storia Turismo

Cristallo di Boemia: un capolavoro inscritto nell’UNESCO, tra eleganza e tradizione artistica

Il cristallo di Boemia è rinomato in tutto il mondo da molti secoli.

La tradizione artigianale presente in questa regione ha saputo affermarsi ovunque, creando una sorta di mito ed esclusività data dalla scala di produzione e dall’ampia gamma di prodotti, dal vetro da tavola cristallino, spesso tagliato, inciso e dipinto, ai gioielli, ai lampadari di cristallo giganti o al design originale di oggetti d’arte contemporanea.

Nel 2023 la produzione artigianale ceca è stata iscritta nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

In effetti, la Repubblica Ceca occupa una posizione eccezionale nell’industria del vetro sotto diversi aspetti. A differenza di altri Paesi, la produzione locale vetraria comprende tecniche di lavorazione manuale come la soffiatura, la molatura, la pittura, l’avvolgimento di perle, la realizzazione di tubi, bastoncini per gioielli e altro ancora.

Per curiosità ho provato a ricercare su Google la differenza tra vetro e cristallo. La differenza sostanziale si può ricercare nella composizione chimica dei due materiali. Il vetro è composto prevalentemente da ossido di silicio, mentre il cristallo in aggiunta all’ossido di silicio presenta anche una percentuale minima del 24% di ossido di piombo. In ogni caso, si tratta di “parenti stretti”. Il cristallo si contraddistingue per una lucentezza e brillantezza più spiccata, appunto garantita dall’ossido di piombo.

Il vetro ceco e la Valle dei Cristalli

Il Museo del vetro e della bigiotteria di Jablonec nad Nisou e la Scuola secondaria di artigianato e servizi di Jablonec godono di una reputazione eccezionale. La scuola offre diversi corsi di lavorazione del vetro che non vengono impartiti in nessun altro luogo della Repubblica Ceca, e vi si insegnano anche i futuri creatori di gioielli in vetro e metallo, orafi e gioiellieri. Inoltre, nella regione di Liberec operano 160 aziende di vetro, gioielleria e bigiotteria, commercianti, studi, musei e scuole. La produzione di vetro, con un’alta percentuale di vetro fatto a mano, dà lavoro a migliaia di persone e il progetto della Valle dei Cristalli è propagato anche per turisti e visitatori.

Ulteriori informazioni sono accessibili direttamente al bellissimo sito della valle dei cristalli presente a questo link: https://crystalvalley.cz

I trofei per i concorsi nazionali e internazionali nascono nelle vetrerie ceche e i lampadari, le brocche e le sculture prodotti in vetro compaiono nei film di Hollywood.

Il vetro ceco, la fama mondiale e le collaborazioni internazionali

Gli artisti professionisti hanno iniziato a collaborare con le aziende vetrarie europee e ceche già nella seconda metà del XIX secolo. Tuttavia, una nuova dimensione dell’arte vetraria è stata introdotta a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando è nata la produzione del vetro libera espressione artistica. Le tradizioni del design del vetro ceco, associate ai nomi di Jan Kotěra, Josef Hoffmann, Ludvika Smrčková, Alois Metelák, Ladislav Sutnar e Adolf Loos, sono state portate avanti con successo da decine di artisti del vetro.

Lo sviluppo del vetro da studio e del design ceco è sostenuto anche dai simposi sul vetro e dall’educazione al vetro, che non ha eguali al mondo.

Tra i nomi più rinomati è da citare sicuramente Bořek Šípek, architetto, designer e visionario, purtroppo deceduto nel 2016. Bořek Šípek ha concepito il premio Thalia, il prestigioso premio per gli artisti teatrali che viene assegnato su base annua.

Le aziende ceche, alcune segnalazioni

Senza la pretesa di voler essere esaustivi, segnaliamo alcuni nomi di aziende affermate e di fama internazionale che vengono dalla Repubblica Ceca:

Moser – azienda di Karlový Vary nata nel 1857, specializzata nella lavorazione del cristallo di altissima qualità. Ha un punto vendita anche nella via Na Příkopě in Praga 1 da almeno cinquanta anni. A Karlový Vary é presente il museo Moser.

Preciosa – azienda di Jablonec nad Nisou e Liberec, affermata in tutto il mondo, ha uno spettacolare flag ship store principale in Praga 1, Rytířská 29

Crystalex – azienda di Nový Bor, attiva da oltre 50 anni.

La vetreria Rückl di Nížbor che fornisce anche il premio Český lev (Leone ceco) destinato alla produzione cinematografica ceca su base annuale fin dal 1993 (https://www.ruckl.com/cs/cms/2/cesky-lev).

Rautis: La produzione di perle di vetro soffiato e di decorazioni natalizie con perline ha una lunga tradizione nella zona di Poniklá, sui monti Krakonoše. L’artigianato della perlatura si è conservato qui come l’ultimo posto al mondo e viene ancora tramandato nelle famiglie di generazione in generazione. La prima azienda produttrice di perle fu fondata a Poniklá già nel 1902.

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Arte Turismo

EMBRYO di David Černý: un embrione di cultura e creatività in Praga 1

In un suggestivo angolo di Praga 1, quasi nascosta, la scultura ‘Embryo’ di David Černý si attacca con audacia ad una grondaia su un edificio, proprio vicino al rinomato teatro Na zábradlí (Divadlo Na zábradlí, Anenské náměstí, Praha 1).

Questa posizione non è casuale: ‘Embryo’ non è solo un’opera d’arte che cattura l’attenzione dei passanti, ma è anche un omaggio alla storia culturale di Praga. Installata per commemorare il 50° anniversario del teatro nel 2008, la scultura crea un ponte tra l’arte visiva contemporanea e il ricco patrimonio teatrale della città.

Il teatro Na zábradlí, un pilastro della scena culturale praghese, è conosciuto per la sua programmazione innovativa e il suo spirito sperimentale.

In questo contesto, ‘Embryo’ rispecchia perfettamente l’ethos del teatro: sfidare, esplorare e stimolare. La sua presenza non è solo un’espressione artistica ma diventa un simbolo di celebrazione e riflessione sul passato, presente e futuro dell’arte e della cultura a Praga. Sulle pagine web di Černý, si specifica che „la notta emana luce, e dipende dalla vostra immaginazione da cosa vorrete vedere “.

L’opera di Černý, audace e talvolta controversa, come sappiamo dalle numerose opere che ha realizzato. Con ‘Embryo’, offre una visione dell’inizio della vita in una forma che evoca un feto umano. Di giorno, la sua struttura in plastica trasparente cattura la luce naturale in modi sorprendenti, mentre di notte si trasforma, illuminandosi per creare un’atmosfera quasi surreale. Naturalmente non sono mancate le critiche a questa opera contestando il cattivo gusto della immagine trasmessa, che non avrebbe nulla di artistico.

Da quando è stata installata nel 2008, ‘Embryo’ è diventata un punto di riferimento significativo, non solo per i cittadini di Praga ma anche per i visitatori di tutto il mondo. La sua ubicazione insolita e il design intrigante non solo attirano l’attenzione ma stimolano discussioni e interpretazioni variegate.

L’aspetto più affascinante di ‘Embryo’ è forse il modo in cui riesce a connettersi con il pubblico. Non si tratta solo di una scultura da ammirare da lontano; è un’opera d’arte che invita gli spettatori a interagire con essa, a riflettere sul significato della vita e sulla nostra esistenza. In un mondo dove l’arte contemporanea spesso sfida le convenzioni e cerca di stabilire un dialogo con il suo pubblico, ‘Embryo’ di David Černý rappresenta un esempio di come l’arte possa essere allo stesso tempo provocatoria, stimolante e profondamente significativa.

Per chiunque visiti Praga, ‘Embryo’ non è solo un’opera d’arte da vedere; è un’esperienza che invita a riflettere, a interrogarsi e, forse, a vedere il mondo da una prospettiva leggermente diversa. Sappiamo che le opere di David Černý non sono mai banali e vengono appositamente concepite per creare una discussione e suscitare anche delle critiche.

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Arte Turismo

Lilith – la statua gigante di Černý nel progetto FRAGMENT

Viaggiando per la via Sokolovksá a ridosso della zona di Rohanské nábřeží, nel quartiere di Karlín (Praga 8), ci si imbatte in una gigante statua di donna in acciaio, che sostiene un edificio.

Si tratta di una incredibile scultura concepita dal mitico David Černý, ricca di simboli e messaggi che vuole trasmettere.

Installata a fine 2022, la donna gigantesca raffigura il mito di Lilith: la prima donna che vide la luce ancora prima di Eva e che era uguale ad Adamo. Rifiutò di obbedire ad Adamo e, secondo una leggenda della Bibbia, fu dannata.

Tuttavia, non si tratta dell’unica statua in questo contesto, sono presenti anche un braccio ed una gamba giganti nel contesto denominato FRAGMENT (FRGMNT). Il peso totale delle sculture raggiunge le 60 tonnellate e sono realizzate in acciaio inossidabile con una superficie lucidata a specchio.

La scultura più grande è quella di Lilith, alta 24 metri e pesante 35 tonnellate, che regge simbolicamente l’intera casa tra le sue braccia. La statua gira meccanicamente la testa di 180° dopo la mezzanotte.

La casa – la cui forma ricorda una figura reclinata si dice essere un omaggio all’architetto Kilian Dientzenhofer che progettó la zona contigua denominata Invalidovna – è sostenuta da queste tre monumentali sculture iconiche.

Si tratta appunto del progetto denominato FRAGMENT, una casa che simboleggia la comunità umana e la sua capacità di sostenersi a vicenda in caso di necessità, nonché il potere che ha l’appartenenza umana. La casa stessa ospita 140 unità abitative per una superficie di 10.500 m2.

Fragment è eccezionale anche per la sua architettura. La sua facciata divisa in modo non convenzionale, fatta di blocchi modulari (frammenti) che vengono poi stratificati in una struttura funzionale, simboleggia la natura multistrato della vita, che è composta da un numero infinito di piccole parti, dalle esperienze minime a quelle più formative.

Le statue iconiche che sostengono l’edificio richiamano l’attenzione sul fatto che l’uomo ha bisogno della comunità di altre persone per vivere, simboleggiano la solidarietà e la socialità e raffigurano in modo fantasioso le cellule che compongono il corpo umano.

Le attrezzature tecnologiche sono un altro elemento che contraddistingue questo fantastico progetto. Tra le tecnologie utilizzate vi sono, ad esempio, le pompe di calore ad acqua di falda con un sistema di 30 pozzi geotermici a 180 m di profondità, la climatizzazione con recupero del calore, la filtrazione e il trattamento dell’umidità e della temperatura dell’aria in entrata, il riscaldamento e il raffreddamento degli appartamenti tramite soffitti attivi, l’utilizzo dell’acqua di pozzo e dell’acqua piovana per coprire i consumi operativi (scarico dei bagni e innaffiatura del verde). Inoltre, tutti i tetti del nuovo complesso sono stati progettati come “tetti verdi” con vegetazione.

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Magia del Natale in Repubblica Ceca: Tradizioni Uniche che Incantano

Il Natale in Repubblica Ceca ha degli aspetti tradizionali che lo rendono magico, specie per i bambini.

I miei ricordi risalgono anche al periodo natalizio vissuto prima della rivoluzione di velluto del 1989. Questa magica atmosfera, pur evolvendosi, ha mantenuto una sua tradizione che fortunatamente è solo in parte condizionata dal consumismo sfrenato, nonostante il massiccio bombardamento offerto dai media come in ogni paese occidentale.

L´albero di Natale in piazza della cittá vecchia a Praga (Natale 2023)

In generale, si ritiene che le origini del Natale siano prima di tutto pagane, legate alla celebrazione del solstizio d’inverno. Gli antichi slavi celebravano il ritorno della luce e la fine dei giorni più bui dell´anno. Successivamente, su queste tradizioni, si sono inseriti i valori portati dal Cristianesimo. La nascita di Gesù divenne il fulcro della stagione natalizia

Ježíšek (Gesù Bambino)

A differenza di molte culture occidentali che hanno Babbo Natale o Santa Claus, in Repubblica Ceca è Ježíšek che porta i regali.

Ježíšek è immaginato come un bambino angelico che distribuisce i doni, mantenendo un’atmosfera di magia e meraviglia intorno alla tradizione natalizia. Nelle settimane antecedenti il Natale, tutti i bambini hanno scritto la letterina indicando i regali attesi ed auspicati.

Nei miei ricordi di bambino, sentivo anche parlare anche di Děda Mráz (nonno ghiaccio)del tutto simile al Babbo Natale che conosciamo. In effetti Dědá Mráz venne inserito negli anni Cinquanta dal regime comunista, ereditando questa figura dalla tradizione sovietica. Tuttavia, questo tentativo non ebbe successo. Un aneddoto simpatico: nel 1952, l´allora Presidente della Cecoslovacchia socialista Zápotocký, si prese la briga di spiegare che Gesù era cresciuto, gli era venuta la barba ed era diventato Děda Mráz.

Ogni regione, ogni provincia e anche ogni famiglia ha delle proprie tradizioni che rendono il Natale unico. Sono rituali che vengono dal passato, condizionati anche dai paesi vicini e dalle situazioni contingenti. Siamo tuttavia in grado d’identificare dei tratti comuni peculiari di questa regione.

La vigilia di Natale

Questo giorno festivo è tradizionalmente trascorso in famiglia. Si decora l´albero, si predispone la cena, si finisce d’impacchettare i regali.

Il pranzo viene saltato, oppure viene fatto in forma leggera con una zuppa tradizionale (tipo la bramboračka, o una zuppa di funghi). Nell’immaginario collettivo viene citata spesso la leggenda di “zlaté prasátko”: secondo una antica leggenda, se viene mantenuto il digiuno, si avrà la possibilità di vedere il maialino d´oro

La televisione trasmette i film delle favole popolari, sia ceche, che straniere. Lo sport preferito del giorno è restare a letto o sul divano, osservando la televisione con i numerosi film e favole, guardando le luci dell´albero di Natale e delle candele che spesso vengono accese per creare l´atmosfera.

Non possono mancare le canzoni natalizie tradizionali e moderne. Si tratta delle vánoční koledy che i bambini imparano fin da piccolini.

L´albero di Natale è tradizionalmente l´abete, ma non mancano anche altre tipologie. Negli anni recenti si sono diffuse anche le versioni sintetiche. La tradizione in Repubblica Ceca risale a secoli fa, con influenze sia da tradizioni germaniche che slave. Inizialmente, gli alberi venivano decorati con mele e noci, simboleggianti abbondanza e fertilità. Tipiche erano anche le decorazioni di paglia. Le candele sono ormai oggi interamente sostituite dai led. Risalgono al periodo comunista le decorazioni in cioccolata con caramelle di svariati tipi. Ancora oggi sono venduti in abbondanza nei supermercati. Non mancano le palline di Natale, in plastica e vetro (alcune veramente belle e artigianali) e le stelline. Da piccolo mettevo anche le „prskavky“ sull´albero, ossia dei bastoncini che venivano accesi con la fiamma, emettendo poi delle scintille molto suggestive.

La cena di Natale è il momento centrale della vigilia che precede l´arrivo di Gesù Bambino.

Un rito onnipresente in tutte le famiglie è il taglio della mela che precede o conclude la cena della vigilia: la mela prescelta viene tagliata di traverso. Se nella mela si trova un torsolo a forma di stella, allora si può sperare nella salute e felicità per l’anno a venire. Se si trova un torsolo a forma di croce, si preannuncia l’arrivo della malattia della morte. Se la mela è con un ospite inatteso, tipo un vermicello, secondo la tradizione, vi aspetta la malattia.

Ci sono tante altre tradizioni, più o meno rispettate dalle famiglie. Alcune sono davvero carine, come le barchette fatte di noci riempite di candele (ogni membro della famiglia sceglie la propria barca, e il modo in cui galleggia può fornire risposte sul futuro prossimo) o il versamento di piombo fuso nell’acqua (sempre con la speranza di interpretare il futuro), che potrebbe anche avere origini celtiche.

Sul sontuoso tavolo natalizio, non possono mancare i křížaly (spicchi o fette di mela essiccata) e le frutte secche che ricordano le tradizioni del passato.

Una ulteriore tradizione diffusa è quella di lasciare un posto a tavola libero, pronto per essere occupato, dovesse presentarsi un ospite oppure per ricordare i familiari che non ci sono più.

Si ritiene che il festeggiamento del Natale nel giorno della vigilia venga dal passato: la giornata terminava con il tramonto del sole, pertanto, era lecito iniziare a festeggiare il Natale dalla cena.

Dopo la cena, si attende il tintinnare di un campanellino che segnala l´arrivo dei doni. Gesù bambino consegna i regali. Purtroppo non si è fatto vedere nemmeno questo anno. Eppure tutti i bambini guardano dalla finestra e cercano la sagoma tra le tante luci della notte. Inizia la tradizionale distribuzione dei regali, che coinvolge tutta la famiglia e rende questi momenti magici e indimenticabili.

Per i credenti, la messa di mezzanotte ha poi un significato religioso importante ricordando la nascita di Cristo. Ritrovarsi davanti alla Chiesa con familiari e amici, rende questa festa unica.

Vánoční cukroví (i dolcetti di Natale)

I vánoční cukroví (i dolcetti di Natale) sono l´orgoglio di ogni massaia. Il mese di dicembre si dedica a creare vari tipi di dolci nel rispetto delle tradizioni familiari, con ore dedicate a fare queste prelibatezze. Spesso si lavora anche di notte, oppure si cercano di coinvolgere i bambini nell´addobbare i dolcetti in modo impeccabile. L´abitudine più diffusa è lo scambio di questi dolcetti tra parenti e amici, con successive disquisizioni in famiglia su chi li faccia più buoni, più tradizionali, più belli esteticamente. Naturalmente i propri sono sempre i migliori.

Un ulteriore dolce natalizio molto diffuso è la Vánočka che avrebbe origini addirittura medioevali. Si tratta di un impasto dolce morbido, che viene intrecciato e poi le trecce vengono sovrapposte. Sopra la vánočka, abitualmente vengono messe le mandorle da tostare al forno durante la cottura. L´impasto contiene l´uvetta sultanina, e oltre alla farina zucchero e uova si usa inserire anche un poco di scorza di limone. La vánočka è soggetta a lievitazione, e talvolta viene mangiata con uno strato di burro che la rende più gradevole al palato e meno pastosa. Anche in questo caso, ogni famiglia ha la sua ricetta tradizionale. Personalmente ho avuto la fortuna di avere un nonno che aveva studiato da fornaio e pasticciere. La sua vánočka è inimitabile, e nel rientro in Italia dopo le vacanze natalizie passate in Cecoslovacchia, era un dono che portavamo a tutti i familiari italiani.

La carpa

La carpa è il piatto della vigilia per eccellenza. Per noi italiani si tratta di un fatto del tutto incomprensibile, dato che si tratta di un pesce d´acqua dolce, che vive nei fondali (dunque con un sapore piuttosto fangoso) e per giunta pieno di lische.

Ho provato a fare delle ricerche, e questa tradizione ha probabilmente delle radici storiche connesse al digiuno Cristiano, dove alla vigilia di Natale il pesce era un alimento consentito, e delle radici territoriali: la Cechia è ricca di fiumi e laghi e le carpe sono pesci molto diffusi capaci di resistere senza problemi nell´acqua fredda. La scelta di questo pesce è stata naturale e legata alla facile accessibilità sul mercato. Il posto più conosciuto per gli allevamenti di carpe è la cittadina di Třeboň, nel sud della Boemia. Sta di fatto, che può capitare ancora oggi, in certe famiglie, che la carpa venga acquistata qualche giorno prima e collocata nella vasca di casa per consentire uno „spurgo“ della fangosità in acqua dolce pulita.

Quale giorno prima di Natale, per le strade delle città ceche si vedono enormi vasche, con i commercianti che pernottano nell´automobile davanti a queste vasche e si dedicano alla preparazione del pesce dalla mattina alla sera (se il cliente lo richiede, il pesce viene ucciso seduta stante, ripulito e porzionato in pochi minuti). Questo rito talvolta barbarico persiste in Cechia, ma mi risulta sia stato vietato in Slovacchia.

La carpa porta tradizionalmente fortuna e e prosperità. È comune che le famiglie conservino le squame della carpa come portafortuna per l’anno nuovo nel portafoglio, oppure vengano messe sotto al piatto.

La carpa viene cucinata in svariati modi. Anzitutto, dalle parti interne e intestinali, può essere fatta una rybí polévka. Si tratta del tradizionale brodo di pesce che si propone come apertura dopo gli antipasti.

La carpa viene anche porzionata e proposta fritta. Si tratta della preparazione probabilmente più apprezzata e spesso è accompagnata dalla insalata di patate, con verdure, sottaceti e maionese. È il piatto principale della vigilia.

Come accennato, le lische sono molte e inoltre anche piuttosto grandi. Inghiottire una lisca di carpa non è affatto piacevole e alla vigilia di Natale i pronti soccorso sono presi letteralmente di assalto.

Risiedendo da molti anni in Repubblica Ceca, ho combattuto e combatto una battaglia contro la carpa. Devo dire che per fortuna non è stata una battaglia invana. Mi viene cotto un pesce di mare a parte, mentre i parenti locali seguono la tradizione. Con gli anni, anche i parenti si stanno gradualmente spostando su un pesce di mare.

Avendo accennato all’insalata di patate (detta talvolta anche insalata russa), aggiungo che ovviamente ogni famiglia ha una propria ricetta (migliore delle altre). Il quantitativo che viene prodotto, di solito supera abbondantemente le necessità di una famiglia media per vari giorni e pertanto questo piatto di accompagnamento viene riproposto nei giorni successivi al Natale nei più svariati modi divenendo quasi un incubo.

Come per i dolcetti natalizi, anche l’insalata di patate diviene merce di scambio tra parenti e amici

Film di Natale

I film legati alle favole locali sono un vero e proprio mito riproposto ogni anno dai vari canali televisivi. Si potrebbe dedicare un articolo intero a questa tematica.

Accenno a tre film veramente famosi:

  • “S tebou mě baví svět” (con te mi godo il mondo), commedia esilerante del 1982
  • “Tři oříšky pro Popelku” (tre noci per Cenerentola), film del 1973.
  • “S čerti nejsou žerty” (i diavoli non sono da prendere alla leggera), film del 1985.

Nella programmazione natalizia è sempre presente il film russo con la favola di „Mrazík“, del 1984, entrato a far parte della cultura popolare ceca. Nella programmazione non mancano ovviamente nemmeno i film americani, del tipo “Mamma ho perso l’aereo”, “La Vita è Meravigliosa”, e similari.

Tuttavia, Il film ceco più visto e amato con tema natalizio è certamente “Pelíšky”. Film capolavoro del 1999, nel quale si svolgono delle vicende familiari ambientate alla fine degli anni Sessanta, in occasione della invasione da parte delle truppe del Patto di Varsavia. L´umorismo e la amara malinconia si intrecciano al dramma inaspettato della occupazione che avrebbe cambiato il futuro di tutti.

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Storia Turismo

Praga e il suo BRUTALISMO

Il Brutalismo ceco è un movimento architettonico che ha avuto un impatto significativo sulla scena urbana del paese durante il XX secolo, indicativamente dal 1945 al 1989.

Caratterizzato dall’uso audace del cemento e da un design funzionale, il Brutalismo ha suscitato controversie ma ha anche contribuito a plasmare l’identità architettonica della Repubblica Ceca.

Il movimento ha avuto origine nel dopoguerra, quando la necessità di una rapida ricostruzione ha influenzato gli architetti a utilizzare materiali economici come il cemento armato, lamine in acciaio e vetro. In un periodo segnato dalla Guerra Fredda e dalla divisione politica, il Brutalismo ha assunto un ruolo simbolico nella rappresentazione di un’architettura moderna e funzionale.

Una caratteristica chiave del Brutalismo ceco è l’uso evidente del cemento, spesso a vista. Gli architetti hanno abbracciato questo materiale per la sua durabilità e il suo carattere rustico, sfidando gli standard estetici convenzionali.

Gli edifici brutalisti cechi spesso presentano forme geometriche audaci e irregolari, in un approccio noto come “brutalismo morfologico”. Questo stile conferisce agli edifici un’identità unica, esprimendo la loro funzione e rompendo con le tradizioni architettoniche precedenti.

Il Brutalismo ceco non è stato immune dalle critiche. Alcuni lo vedono come un simbolo di un’epoca grigia e austera, mentre altri lo elogiano per la sua audacia e originalità. La polarizzazione tra sostenitori e detrattori ha alimentato il dibattito sull’eredità di questo movimento.

Sebbene molti edifici brutalisti siano stati oggetto di demolizione nel corso degli anni, alcuni vengono ancora preservati come patrimonio culturale. La riscoperta di questi edifici è in corso, con molte persone che apprezzano ora il Brutalismo ceco per la sua unicità e il suo contributo all’architettura moderna.

Vediamo di seguito alcuni edifici “Brutalisti” per eccellenza, lungi dal poter essere del tutto esaustivi.

Hotel International, Praga 6

Progettato dall’architetto František Ježek e costruito tra il 1974 e il 1981, l’Hotel International è uno degli esempi più iconici di brutalismo a Praga. La sua imponente struttura a “Y” e la facciata di cemento a vista sono diventate caratteristiche distintive della skyline della città. L’hotel ha ospitato numerosi personaggi famosi e funzionari di governo durante il periodo comunista, gradualmente ha perso importanza divenendo obsoleto e meta da parte di gruppi turistici.

Si caratterizza per una enorme stella a capeggiare l’edificio centrale. L’hotel ha un marchingegno che permette di spostare la stella verso il basso per poterla pulire secondo necessità.

Palazzo Žižkov Television Tower

Costruita tra il 1985 e il 1992, la Torre della Televisione di Žižkov è un esempio di brutalismo tardivo. Progettata dagli architetti Václav Aulický e Jiří Kozák, la torre è alta 216 metri ed è caratterizzata da protuberanze in acciaio e una struttura geometrica. La sua funzione originale era quella di migliorare la trasmissione televisiva, ma è diventata anche una piattaforma panoramica e ospita un ristorante ed una stanza ad uso hotel esclusiva. Da oltre venti anni sulla torre sono visibili i bambini (miminka) a quattro zampe dell’architetto Černý.

Palazzo della Federazione (Budova Federálního Shromáždění) in Praga 1

Costruito tra il 1972 e il 1979, il Palazzo della Federazione è stato progettato da Věra and Vladimír Machonin. L’edificio, situato sulla famosa Piazza San Venceslao, presenta una facciata in cemento grezzo e forme geometriche audaci. Durante il periodo comunista, il palazzo ospitava organizzazioni governative e partiti politici.

Dopo il 1989 ha ospitato per diversi anni Radio Free Europe, mentre oggi é destinato ad alcune esposizioni del Museo Nazionale di Praga.

Kotva in Náměstí Republiky

Costruito tra il1970-1975, gli architetti furono Věra e Vladimír Machonin

Il Palazzo Kotva è un grande centro commerciale e ufficio situato nella zona centrale di Praga. La sua facciata in cemento grezzo e la struttura geometrica lo rendono un esempio significativo di architettura brutalista. L’edificio è diventato un punto di riferimento nella zona commerciale di Náměstí Republiky ed è stato oggetto di dibattito sulla sua conservazione e ristrutturazione.

Kotva appartiene oggi alle Assicurazioni Generali ed é imminente una ristrutturazione importante che inizierá nel 2024. La destinazione resterá commerciale, per il settore lusso.

Nová Scena in Narodni třída

La “Nová scena” a Praga è un teatro situato nella zona di Národní, nel centro della città. La Nová scena, che tradotto significa “Nuova scena”, è stata inaugurata nel 1983 e rappresenta un esempio di architettura brutalista.

La Nová scena è un teatro che ospita una varietà di spettacoli teatrali, musicali e culturali. Nel corso degli anni, ha continuato a essere un importante centro culturale nella città di Praga.

Palazzo Strojimport


Il Palazzo Strojimport a Praga è un noto edificio brutalista situato nella zona di Pankrác, costruito tra il 1972 e il 1977, durante il periodo comunista in Cecoslovacchia.

L’architetto responsabile del progetto fu Jiří Hozman. L’edificio fu commissionato dalla compagnia cecoslovacca Strojimport, un’azienda che si occupava di importazione ed esportazione di macchinari e attrezzature industriali.

Il palazzo era destinato a servire come sede per questa azienda.

Il progetto fu ritardato a causa di un complesso processo di selezione dei contraenti. A causa dell’esigenza di una struttura in acciaio e degli elevati requisiti di qualità della costruzione, che non potevano essere soddisfatti dalle aziende cecoslovacche, è stata scelta l’azienda italiana FEAL di Milano, con una grande esperienza in grattacieli simili, compresa la produzione e un grande ufficio di progettazione, che ha collaborato con il team di Kun alla concezione di tutti i dettagli (la ventilazione e il condizionamento dell’aria sono stati forniti da Marelli di Milano, l’ingegneria elettrica avanzata è stata realizzata ancora una volta in collaborazione con aziende straniere di alto livello (Magrini, PIVI Milano). La costruzione di questo edificio portò diversi italiani a trasferirsi temporaneamente in Cecoslovacchia negli anni Settanta.

Palazzo ČKD in zona Můstek


Il Palazzo ČKD (Českomoravská-Kolben-Daněk) a Můstek a Praga è un edificio noto per la sua architettura distintiva costruito negli anni ’70.Il progetto fu realizzato dagli architetti Věra Machoninová e Vladimír Machonin.Il Palazzo ČKD è stato originariamente concepito come la sede dell’azienda ČKD, che operava nell’ingegneria elettromeccanica e nella produzione di macchinari industriali.

La funzione dell’edificio includeva uffici, laboratori e spazi per esposizioni.

Hotel Jalta

L’Hotel Jalta è un hotel situato in Piazza San Venceslao (Václavské náměstí) a Praga, inaugurato nel 1958.

L’edificio è stato progettato dall’architetto Antonín Tenzer e presenta uno stile moderno funzionalista. In seguito, l’hotel è stato sottoposto a una ristrutturazione negli anni ’90 e poi nel 2013, quando è stata aggiunta una nuova ala moderna.

L’Hotel Jalta occupa una posizione prominente nella parte superiore di Piazza San Venceslao, offrendo una vista panoramica sulla piazza. Durante la Guerra Fredda, l’Hotel Jalta era frequentato da diplomatici e rappresentanti del governo, e la sua posizione centrale lo rendeva un luogo strategico per incontri e negoziati.

Durante l’occupazione sovietica nel 1968, l’Hotel Jalta fu il centro di attività di resistenza, e la sua facciata fu segnata dai proiettili delle truppe sovietiche.

L’hotel è noto per il suo orologio gigante che mostra la fase della luna. All’interno, ospita il Café Jalta, un luogo storico frequentato da intellettuali e artisti nel corso degli anni.

Palazzo Motokov in Pankrác

Il Palazzo Motokov a Praga è un edificio noto per la sua architettura brutalista e la sua storia legata all’epoca comunista.  Fu costruito tra il 1972 e il 1978, e progettato dagli architetti Václav Aulický e Jiří Eisenreich.

Il palazzo fu commissionato dall’azienda Motokov, che era un’importante società statale cecoslovacca che si occupava della produzione e dell’importazione di veicoli a motore e attrezzature correlate. L’edificio fungeva da sede per questa organizzazione.

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Storia Turismo

Orloj: l’affascinante orologio astronomico di Praga

Nel cuore della città di Praga, in piazza della città vecchia (Staroměstské náměstí), un’opera d’arte meccanica e astrale cattura l’attenzione di visitatori e cittadini che ad ogni ora formano un cappannello di curiosi in attesa dello scoccare dell´ora.

Si tratta dell’Orologio Astronomico di Praga. Situato nella Piazza della Città Vecchia, questo straordinario orologio non è solo un capolavoro ingegneristico, ma anche un simbolo ricco di storia e significato.

La sua maestosità e il suo significato storico lo rendono una tappa obbligata per chiunque voglia immergersi nella cultura e nella storia di Praga. La Piazza della Città Vecchia stessa è un luogo che palpita di vita, circondato da caffè accoglienti, ristoranti tradizionali e architettura magnifica.

La storia

L’Orologio Astronomico di Praga, conosciuto anche come l’Orloj, è un vero gioiello dell’architettura medievale. Costruito nel 1410 da Mikuláš di Kadaň e Jan Šindel, questo orologio è uno dei più antichi al mondo ancora in funzione. La sua costruzione fu un momento significativo per l’epoca, quando la scienza, l’arte e la tecnologia si fusero in opere senza precedenti.

Nel contesto rinascimentale, questo orologio rappresentava l´avanguardia ed era oggetto di ammirazione da parte di tutti i passanti.

Naturalmente, non mancano nemmeno le leggende legate a questo orologio. Alois Jirásek (scrittore vissuto a cavallo tra l´Ottocento e il Novecento) ci ha lasciato una leggenda secondo la quale il creatore dell’orologio era un certo maestro Hanuš. L’opera era così notevole che nulla al mondo poteva essere paragonato ad essa. Invece della gratitudine, però, Hanuš andò incontro a un destino orribile: i consiglieri lo fecero accecare in modo che non potesse accettare un incarico simile in un’altra città e Praga potesse continuare a vantare una completa unicità.

Hanuš tuttavia non fu il creatore dell´orologia, ma tuttavia, il Maestro non sembra essere un personaggio di fantasia. Si dice che si chiamasse Jan di Růže, che si occupò dell’orologio astronomico di Praga intorno al 1490 come addetto alla manutenzione e fu anche l’autore della nuova tavola del calendario.

Nel 1945 i nazisti diedero fuoco a parte dello stabile alla ricerca dei partigiani che si erano rifugiati nei sotterranei. Questo danneggiò in modo importante la struttura e anche l’orologio stesso. Anche gli apostoli oggi sono solo delle riproduzioni degli originali in quanto queste bruciarono. Il funzionamento di questo monumento fu ripristinato nel ’48, ma si perse l´ala alla destra dell’orologio che fu demolita del tutto ed oggi al suo posto esiste un giardino.

Nonostante le vicissitudini della storia e i conflitti che hanno interessato Praga, l’Orologio Astronomico ha resistito al passare del tempo ed è un gioiello che viene curato e ristrutturato costantemente.

Il funzionamento dell’orologio

Ciò che rende l’Orologio Astronomico di Praga unico è il suo complesso meccanismo che va oltre la semplice indicazione del tempo.

Ogni ora, dalle 9 del mattino alle 9 di sera, le figure dell’orologio prendono vita, offrendo uno spettacolo che affascina i presenti. Le dodici figure apostoliche si muovono lentamente attraverso le finestre superiori, mentre in basso si svolge un vero e proprio spettacolo di marionette che rappresenta il mondo terreno.

Il Teatro Terreno

L’orologio astronomico di Praga è intriso di simbolismo e significati astronomici. Le sue complicazioni includono indicatori del calendario, rappresentazioni dei segni zodiacali e posizioni astronomiche. Questi elementi non solo indicano l’ora, ma riflettono anche la concezione del tempo nel contesto della vita umana e celestiale.

Di seguito i principali personaggi raffigurati.

Il gallo d’orato, simbolo della vita, che con il suo chicchirichí chiude la “processione degli apostoli”.

Il vanitoso, che muove la propria testa guardandosi allo specchio,

L’avaro che muove il proprio bastone e la borsa dei vizi e dell´avarizia.

Lo scheletro caratterizzato da una clessidra, che gira come simbolo della misurazione del tempo della vita. Con il suo rintocco e il suo cenno di assenso, ricorda a tutti il loro inevitabile destino.

La figura del turco è raffigurata con un liuto. La xilografia policroma è spesso considerata un simbolo di dissolutezza o di piacere nel senso di vizio umano. Tuttavia, sono state avanzate altre spiegazioni.

Senza entrare nel dettaglio delle interpretazioni, sono inoltre presenti inoltre il filosofo, l’astronomo, l´arcangelo Michele, il cronista e l’angelo di pietra.

Non tutti questi personaggi furono presenti dall’inizio, alcuni furono inseriti nei secoli successivi. Durante la seconda guerra mondiale, diverse marionette furono ricostruite a seguito dei danni creati dai bombardamenti limitrofi.

Il movimento meccanico visto dall´interno degli apostoli che al battere dell’ora sono visibili dalla piazza antistante.

L’Orologio Astronomico di Praga è molto più di un semplice indicatore di tempo; è una testimonianza dell’ingegno umano, un simbolo di connessione tra passato e presente.

Mentre si visita la Piazza della Città Vecchia e si ammira questo capolavoro meccanico, si può apprezzare la ricchezza della storia di Praga e la maestosità dell’arte che ha resistito al passare dei secoli.

La torre dell’orologio è visitabile acquistando il biglietto di ingresso presso l’ufficio turistico nello stabile accanto. Ci sono due ascensori per accedere (il secondo è a pagamento), ma si accede alla torre anche attraverso una serie di comode rampe, per cui si tratta di una salita non particolarmente faticosa. La vista panoramica da sopra è molto suggestiva e merita un piccolo sforzo.

L’Orologio Astronomico allo scoccare dell’ora.

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Politica Storia

Le defenestrazioni di Praga

La storia della città di Praga, porta inevitabilmente a parlare delle defenestrazioni.

Defenestrare significa letteralmente lanciare dalla finestra, e secondo l´Academic Dictionary of Contemporary Czech, si tratta „del lancio di una o più persone, di solito di alto rango, da una finestra“.

La prima defenestrazione del 1419

La prima importante defenestrazione risale al 30 luglio 1419, quando circa una decina consiglieri comunali praghesi contrario ai riformisti hussiti, furono lanciati da questi dalle finestre del comune (Novoměstská radnice, in Karlovo Náměstí) dato che si rifiutavano di liberare alcuni prigionieri appartenenti al movimento riformista in questione.

La defenestrazione del luglio 1419 è generalmente considerata come inizio delle guerre hussite che si trascinarono per circa un ventennio. Portarono miseria, villaggi bruciati, chiese e monasteri saccheggiati, migliaia di morti e diedero al regno ceco la poco lusinghiera etichetta di terra di eretici.

Il movimento hussita aveva origine dalle prediche dell’eroe nazionale boemo Jan Hus, morto sul rogo come eretico nel 1415 per condanna della Chiesa cattolica, che si trascinarono per circa un ventennio. Portarono miseria, villaggi bruciati, chiese e monasteri saccheggiati, migliaia di morti e diedero al regno ceco la poco lusinghiera etichetta di terra di eretici. Jan Hus, in particolare, proponeva di riformare la Chiesa cattolica per un ritorno ai principi morali delle origini, e non volte a cumulare ricchezza e potere. In tal senso, i movimenti hussiti continuarono a propagare questi valori. In quel periodo, il padre spirituale fu Jan Želivský, che si contrapponeva alle idee dell’allora re di Boemia Venceslao IV.

Le Seconda Defenestrazione di Praga del 1483: Un Turbamento Religioso e Politico

Le tensioni religiose che agitavano la città di Praga nel XV secolo raggiunsero il loro apice con la Seconda Defenestrazione, un tragico evento che ebbe luogo il 24 settembre 1483 sotto il regno del re Vladislav Jagiellon. La lotta tra i cattolici, sostenitori del papato, e gli utocratici, che invece non accettavano l’autorità del Papa, si trasformò in una serie di disordini religiosi e politici, culminando in una rivolta che scosse profondamente la città.

Il contesto dell’epoca era già tumultuoso, con dispute ideologiche che permeavano la vita quotidiana. Quando la peste si abbatté su Praga, il re Vladislav Jagiellon lasciò la città, lasciando dietro di sé un vuoto di potere. La situazione si deteriorò rapidamente, e a settembre del 1483, l’atmosfera di scontento sfociò in una rivolta senza precedenti.

Le folle infuriate catturarono tutti e tre i municipi della città. Il Municipio Vecchio e il Municipio Nuovo divennero teatro di sanguinosi scontri, mentre la Città Piccola fu colpita da ondate di proteste. La violenza si estese anche ai monasteri, al Castello di Praga e a Vyšehrad, con il quartiere ebraico che, purtroppo, non fu risparmiato dalla furia delle folle.

Uno degli episodi più atroci della rivolta fu il cosiddetto “massacro dei conigli” e il lancio di persone, viventi e morte, dalle finestre della Città Nuova. Sebbene alcune fonti suggeriscano che questa orribile scena si sia svolta solo in determinate parti della città, altre raccontano che addirittura il sindaco volò fuori dalle finestre del Municipio della Città Vecchia.

Il caos e la violenza che insanguinarono Praga durante questa rivolta ebbero un impatto duraturo sulla comunità. Ci vollero due lunghi anni prima che la riconciliazione religiosa potesse finalmente emergere. La dichiarazione di uguaglianza delle due chiese avvenne solo nel 1485, durante la Dieta di Kutná Hora. Questo segnò un passo significativo verso la fine delle ostilità religiose, anche se le cicatrici della Seconda Defenestrazione di Praga avrebbero continuato a essere visibili nella memoria collettiva della città per generazioni a venire.

La terza defenestrazione del 1618

Le defenestrazioni del 1419 e del 1483 non furono dimenticate nei secoli successivi e fornirono un precedente storico significativo per le defenestrazioni del 1618. L’atmosfera di tensione e il desiderio di autonomia si intrecciarono attraverso le generazioni, creando un terreno fertile per l’ulteriore conflitto.

Per comprendere appieno le defenestrazioni di Praga, è essenziale immergersi nel contesto storico del periodo. Nel 1618, la Boemia era un territorio conteso all’interno del Sacro Romano Impero, e le tensioni religiose e politiche tra i cattolici e i protestanti erano crescenti.

Il 23 maggio 1618, un evento sconvolgente ebbe luogo al Castello di Praga. I governatori cattolici Jaroslav Bořita di Martinice e Vilém Slavata di Chlum e Košumberk con lo scriba Filip Fabricio volarono fuori dalle finestre defenestrati da una finestra del castello dai nobili boemi protestanti. Si dice che tutti e tre siano sopravvissuti alla caduta da un’altezza di circa diciassette metri solo perché sono atterrati su un pendio scosceso e su una discarica che si era creata sotto le finestre degli uffici grazie all’abitudine consolidata di gettare la spazzatura fuori dalle finestre. I due governatori furono salvati da un ulteriore linciaggio dalla signora Polissena di Lobkowicz, moglie del Cancelliere Supremo, nel Palazzo Lobkowicz.

Queste defenestrazioni sono spesso considerate il preludio della Guerra dei Trent’anni, un conflitto che coinvolse molte nazioni europee e durò dal 1618 al 1648. Questa guerra, caratterizzata da una complessa rete di alleanze e scontri religiosi, ebbe un impatto devastante sulla popolazione e sulla struttura politica dell’Europa. Praga e le terre boeme furono profondamente condizionate dalla Guerra dei Trent’anni, vedendo diversi conflitti e cambi di potere tra protestanti e cattolici, fino al celebre assedio degli Svedesi, protestanti, che portarono ulteriore distruzione e sofferenze alla popolazione. Praga inizió un declino economico e demografico ed a seguito del Trattato di Westfalia del 1648 fu costretta ad adattarsi ad un nuovo ordine geopolitico, finendo sotto l’influenza degli Asburgo per i successivi quasi trecento anni.

Il mistero della quarta defenestrazione

Risale al 1948 la morte del Ministro degli Esteri del Governo Jan Masaryk, figlio del primo Presidente della Cecoslovacchi Tomáš Garrigue Masaryk.

La morte del diplomatico e politico Jan Masaryk, è avvolta da mistero e controversie. Egli svolse un ruolo significativo nella politica cecoslovacca prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale, pur avendo delle debolezze caratteriali che ne condizionarono l’azione.

La sua morte avvenne il 10 marzo 1948. La versione ufficiale riportava che Jan Masaryk morì precipitando dalla finestra del suo appartamento al Černínský Palác a Praga. Tuttavia, le circostanze della sua morte sollevarono dubbi e interrogativi sulla reale dinamica degli eventi.

La versione ufficiale, presentata dal regime comunista che era salito al potere in Cecoslovacchia nel febbraio 1948, dichiarava che Masaryk si era suicidato. Tuttavia, molte persone, sia a livello nazionale che internazionale, contestarono questa spiegazione. La sua morte avvenne poco dopo il colpo di Stato comunista del 1948, che portò alla formazione di un governo comunista a guida filo-sovietica.

Il contesto politico tumultuoso e il coinvolgimento di forze esterne, come l’Unione Sovietica, portarono molte persone a sospettare che la morte di Jan Masaryk potesse essere stata un omicidio politico mascherato da suicidio. Le indagini ufficiali della polizia sotto il regime comunista sostennero la tesi del suicidio, ma la verità rimase oggetto di dibattito per molti anni.

Dopo la caduta del regime comunista nel 1989, la questione della morte di Jan Masaryk fu nuovamente esaminata. Nel 2004, un’indagine è stata riaperta e, sulla base delle nuove prove e di una revisione delle circostanze, la Corte Suprema della Repubblica Ceca concluse che Jan Masaryk era stato vittima di omicidio. Tuttavia, nonostante la dichiarazione di omicidio, il mistero della sua morte persiste, e non è chiaro chi siano stati gli autori materiali dell’omicidio e quali fossero le loro motivazioni seppure é risaputo che Masaryk fosse contrario ai comunisti.