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Storia

Capire la Repubblica Ceca: un breve viaggio nella sua storia dalle origini alla I guerra mondiale

Da tempo avrei voluto dedicare un post alla storia Ceca per fornire una sintesi leggibile e non troppo pesante. La visita al Museo Nazionale, grazie alla esposizione fissa denominata “Dějiny” (avvenimenti) mi ha dato la giusta ispirazione.

L’esposizione occupa 1.300 m² e comprende circa 2.000 oggetti, distribuiti in sette sale. Il percorso copre dall’VIII secolo fino alla fine della Prima guerra mondiale. Non è una passeggiata rapida, ma non è nemmeno una di quelle esposizioni dove ti ritrovi a guardare didascalie incomprensibili davanti a vetrine polverose.

VIII–X secolo: quando la Boemia non era ancora Boemia

Tutto inizia con un muro. Letteralmente. Appena si entra nel primo salone, ci si trova davanti alla ricostruzione di una grande struttura difensiva di un hradiště — un insediamento medievale fortificato (hrad in ceco significa castello, fortezza). È una scelta scenografica efficace in quanto riporta nell’epoca.

Nell’VIII e IX secolo le terre boeme erano ancora un mosaico di tribù slave. Il momento fondante arriva con la Grande Moravia, il primo stato slavo organizzato in questa area, e con la missione di Cirillo e Metodio nel 863 — ai quali ho già dedicato un post. La formazione del Principato di Boemia attorno alla dinastia Přemyslide porta progressivamente alla creazione di un’identità politica e religiosa riconoscibile.

Praga inizia ad affermarsi come centro commerciale e luogo di transito. Aggiungo una nota particolare, in quanto Praga ha anche una etimologia significativa, gli approfondimenti sono al seguente link.

Nel 935 muore Venceslao I — il Václav che dà nome a Piazza Venceslao e a decine di vie in tutto il paese e naturalmente patrono nazionale (si festeggia il 28 settembre). Ucciso dal fratello, diventa martire e patrono della Boemia. La sua figura è ancora oggi presente in ogni angolo della vita pubblica ceca.

XI–XIV secolo: il Medioevo d’oro (con qualche ombra)

Il Medioevo ceco non è il periodo buio che l’immaginario romantico ci consegna. La Boemia diventa uno dei regni più ricchi e potenti dell’Europa centrale. Nel 1085 Vratislao II ottiene il titolo di re. La miniera d’argento di Kutná Hora — scoperta nel XIII secolo — finanzia un’espansione straordinaria.

Il culmine arriva con Carlo IV, incoronato re di Boemia nel 1347 e imperatore del Sacro Romano Impero nel 1355. Praga diventa una delle città più grandi d’Europa, si costruisce la Cattedrale di San Vito, il Ponte Carlo, si fonda l’università — la prima nell’Europa centrale. Chi vuole approfondire, ho già scritto un post dedicato a Carlo IV.

L’esposizione dedica spazio importante anche all’arte medievale, ai manoscritti decorati, alle armature. Ci sono oggetti che si possono toccare — spade, elmetti, scudi — una trovata pensata per i bambini, ma che non lascia indifferenti nemmeno gli adulti.

XV secolo: Jan Hus e la rivoluzione che cambiò tutto

Jan Hus è il nome che divide la storia ceca in un prima e un dopo. Teologo, rettore dell’università di Praga, critico feroce della corruzione della Chiesa, viene bruciato sul rogo a Costanza nel 1415. La sua morte innesca le Guerre hussite: un conflitto che dura decenni e che anticipa di un secolo la Riforma protestante. Ho dedicato un articolo alla figura di questo eroe nazionale (link articolo Jan Hus).

I hussiti non erano solo ribelli religiosi. Erano anche innovatori militari — le loro tattiche con i carri armati (vozová hradba) erano talmente efficaci da risultare quasi imbattibili. Occorre immaginare qualcosa a metà tra una guerra di religione e una rivoluzione popolare, con un fortissimo senso di identità nazionale.

L’esposizione mostra armature e armi dell’epoca, accompagnate da un video immersivo che rende bene l’atmosfera del conflitto.

1620: la Montagna Bianca e il silenzio

Il 8 novembre 1620, la battaglia della Montagna Bianca (Bílá Hora) dura meno di due ore. I cechi perdono. Inizia un periodo che i libri di storia chiamano temno — il buio — e che durerà quasi due secoli.

Tantissima letteratura storica è dedicata a questa battaglia, e per i cechi rappresenta quasi un complesso, un trauma che li condiziona storicamente e che viene citato molto spesso in svariate discussioni.

L’11 giugno 1621, ventisette nobili e borghesi cechi vengono giustiziati in Piazza della Città Vecchia. L’esposizione lo racconta con un video a grande schermo che restituisce tutta la drammaticità di quell’evento. Le teste dei condannati vengono esposte al pubblico, come intimazione. La ricatolicizzazione forzata, l’emigrazione di massa dell’élite protestante, la germanizzazione progressiva: sono conseguenze che segnano profondamente la società boema.

XVIII secolo: Asburgo, Illuminismo

Il diciottesimo secolo è il periodo degli Asburgo illuminati — Maria Teresa, Giuseppe II — che modernizzano l’amministrazione, limitano il potere della Chiesa, aboliscono la servitù della gleba. La lingua ceca, sopravvissuta nella cultura popolare, inizia lentamente la sua rinascita come strumento letterario e culturale. Le scuole diventano obbligatorie, la situazione sociale migliora visibilmente.

In realtà, nonostante il miglioramente sensibile che ha coinvolto anche altre parti d’Europa, i cechi non amano questo periodo storico, se non nel progressivo affermarsi della propria identità nazionale specie nel XIX secolo.

L’oggetto più grande dell’intera esposizione — il protagonista involontario che attira sguardi da ogni parte — è la carrozza arcivescovile del XVIII secolo. Il museo la presenta, con una punta di ironia, come “il Ferrari del suo tempo”.

XIX secolo: il Risorgimento ceco (senza guerre)

Il lungo Ottocento ceco — dalla fine del XVIII secolo al 1914 — è il periodo del národní obrození, il risveglio nazionale. Una generazione di intellettuali, linguisti, storici e musicisti si mette al lavoro per costruire un’identità culturale ceca forte. František Palacký scrive la storia della Boemia. Josef Jungmann compila il dizionario ceco. Bedřich Smetana compone Má vlast.

Non è un Risorgimento armato come quello italiano. È una resistenza culturale, una lotta per la lingua e la memoria.

L’ultimo salone è dominato da un grande modello dell’edificio del Museo Nazionale smontato in sezioni, con gli oggetti della collezione inseriti al suo interno. Una scelta scenografica originale.

C’è un’aggiunta recente all’esposizione che vale la pena menzionare: il progetto Kroky pokroku (“Passi del progresso”) permette di indossare un visore VR e ritrovarsi in un vagone ferroviario, dove si incontrano personaggi storici reali in conversazione — František Křižík con Antonín Dvořák, Tomáš Bata con Olga Scheinpflugová, Jaroslav Heyrovský con Jan Werich. Non è un’attrazione per ragazzi: le conversazioni sono dense, a tratti ironica, e offrono una prospettiva originale sul senso del progresso.

Informazioni pratiche

L’esposizione si trova nell’edificio storico del Museo Nazionale, in cima a Piazza Venceslao. È aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Il biglietto per il complesso museale è 360 Kč (intero) e 260 Kč (ridotto). I bambini sotto i 15 anni entrano gratis.

L’app Národní muzeum v kapse (disponibile gratuitamente) offre una guida audio dell’esposizione Dějiny e aiuta la navigazione tra le sette sale dedicate.

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Storia

La Cappella degli Italiani a Praga

La Congregazione degli italiani, nata sul finire del XVI secolo a Praga, comportó la costruzione di due importanti edifici: il c.d. ospedale degli italiani, oggi sede dell´istituto di cultura italiano, e la Cappella dell’Assunzione della Vergine Maria, meglio conosciuta come Cappella degli italiani – in ceco Vlašská kaple Nanebevzetí Panny Marie. Questo breve articolo é dedicato a questo secondo edificio.

La Cappella, che si trova in via Karlova, a poche centinaia di metri dal ponte Carlo in Praga 1, sfugge alla visione immediata, dato che é contigua ad altri edifici e luoghi sacri. In particolare é parte del grande complesso denominato Klementinum – antica sede del movimento dei Gesuiti ed oggi sede della biblioteca nazionale – e si trova accanto alla Chiesa di San Clemente.

Bene dello Stato italiano da fine dell ´800, per diversi decenni la cappella é stata inagibile, ma fortunatamente,  nel 2017, grazie ad un sforzo congiunto da parte della comunitá imprenditoriale italiana presente in Boemia e delle istituzioni italiane dedicate, si sono completati i lavori di restauro.

Questa localitá fu scelta da parte degli italiani residenti a Praga, in quanto si trovava vicino al Klementinum, luogo dove i Gesuiti offrivano la messa in lingua italiana.

Di struttura ovale tipica del tardo rinascimento, con influenze importanti del  periodo barocco manieristico, viene considerata dagli esperti del settore come una delle costruzioni europee piú significative del periodo.

La costruzione fu affidata all´arch. Bossi, sulla base del progetto di O. Mascarino e venne realizzata in una decia d´anni.

kaple

L´affresco della volta riprende l´assunzione della Vergine Maria, opera di artista sconosciuto databile nel 1773. Sulle pareti, sono affrescati i sette segreti della Vergine Maria, risalenti al 1603. Sempre dedicato alla assunzione della Vergine Maria, l´affresco sull´altare risale al 1813 e fu realizzato dal direttore dell´accademia J. Bergler. L´altare laterale é dedicato a Jan Nepomuceno e fu realizzato nel 1775 dall´artista F. Lichtenreiter.  Il portico con le sbarre in mettallo, risale al 1715, aut. F.M. Kaňka.

Di seguito i motivi di fondo che portarono alla costituzione di questa chiesa:

Vedendo noi qui in questa barbara et confusissima et piena di heresie citta‘ di Praga

gran moltitudine di gente della nation nostra italiana, qual per continerla nel culto

della catholica et apostolica fede, pieta‘ et timor d’Addio universal re del cielo et del

nostro mondo, aiutati da sua Sacra Cesarea Maesta’ et da altri Signori Principali,

ultimamente anco in parte da Sua Santita‘ havemo preso l’impresa di fabricar una

chiesa nel sito del colleggio delli reverendi padri del Giesu‘, qual e‘ intitulata la Assun-

tion della Madona. E’ chiesa tale che veramente muove a pieta‘ ciascuno che la vede;

ci mancano alcune cose necessarie al culto divino principalmente per il sacrosanto

sacrificio della messa, pero‘ tutti unitamente preghiamo l’altezza vostra voglia per

bonta‘ e clemenza sua et per quel amor et reverenza che porta a quella Sacra Vergine

contribuirci et donarci qualche benigna sua elemosina ..

Antonio Brocco, Rettore e tutta la Congregazione Italiana della Beatissima Vergine

Maria. Di Praga il primo di Agosto 1600

E´ interessante notare che questa Cappella rappresenta l´unico caso di luogo sacro di proprietá di uno Stato sovrano estero sul territorio ceco (ad eccezione dei beni che appartengono al Vaticano). Questo status ha comportato in passato anche diverse difficoltá ad ottenere i fondi necessari per il mantenimento e la ristrutturazione. Fortunatamente, dopo vari anni di tentativi, oggi la Cappella ha ritrovato una nuova linfa, pur restando chiusa al largo pubblica essendo dedicata solo ad eventi specifici e culturali che si svolgono solo in certi periodi dell´anno.

La messa in lingua italiana non si tiene in questa cappella. E´ possibile assistere alle funzioni  in italiano in due posti: la Chiesa del Bambin Gesú di Praga – in ceco Kostel Panny Marie Vítězné a sv. Antonína Paduánského –  in Malá Strana, via Karmelitská 9, Praga 1, e la Chiesa della Santa Croce, che si trova in via Na Příkopě 856/16, Praga 1, nella zona di Nové Město.