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Politica

Il nuovo Governo Ceco in carica da fine 2025, breve analisi

Negli ultimi giorni del 2025 la Repubblica Ceca ha completato la transizione politica successiva alle elezioni parlamentari di ottobre. Il nuovo Governo è stato ufficialmente nominato e insediato, aprendo una fase politica che segna una discontinuità rispetto all’esecutivo precedente.

Chi guida il nuovo Governo

Il Presidente della Repubblica, Petr Pavel, ha affidato l’incarico di formare il Governo ad Andrej Babiš, leader del movimento ANO 2011, che torna così alla guida del Paese per la terza volta.

La maggioranza parlamentare si fonda su una coalizione composta da:

  • ANO 2011, primo partito con il 34,51% dei voti ottenuti alle elezioni autunnali;
  • SPD – Libertà e Democrazia Diretta, formazione di destra critica verso UE e immigrazione;
  • Motoristi per sé, partito apertamente contrario alle politiche climatiche europee.

Nel complesso, la coalizione dispone di 108 seggi su 200 nella Camera dei Deputati, una maggioranza numericamente solida.

I nodi politici emersi fin da subito

La fase di formazione del Governo non è stata priva di tensioni. Il Presidente Pavel ha esercitato un ruolo attivo di garanzia istituzionale, ponendo particolare attenzione ai potenziali conflitti di interesse legati alle attività imprenditoriali di Babiš, in particolare alla holding Agrofert.

Un secondo punto critico ha riguardato la proposta del partito Motoristi di nominare Filip Turek Ministro degli Esteri. A seguito di posizioni emerse sui social, considerate incompatibili con il ruolo istituzionale, Pavel ha posto il veto sulla nomina. La gestione temporanea degli Esteri e dell’Ambiente è quindi confluita nelle mani del leader del partito, Petr Macinka.

Da segnalare anche la nomina del leader SPD Tomio Okamura a Presidente della Camera dei Deputati.

Le priorità del programma di Governo

Il programma presentato dall’esecutivo individua alcune chiare direttrici:

  • Energia ed economia: riduzione dei costi energetici, forte rilancio del nucleare, maggiore controllo statale sui settori strategici, opposizione a nuove imposte ambientali europee.
  • Sanità: rafforzamento del sistema pubblico, riduzione delle liste d’attesa, prevenzione e investimenti in strutture e personale.
  • Abitazione: edilizia residenziale come interesse pubblico, procedure edilizie semplificate, sostegno a giovani, famiglie e anziani.
  • Pensioni e welfare: età pensionabile massima a 65 anni, rivalutazioni legate all’inflazione, maggiore tutela sociale.
  • Sicurezza e migrazione: rafforzamento di polizia ed esercito, linea dura sull’immigrazione illegale.
  • Politica estera: permanenza in UE e NATO, ma con maggiore enfasi sulla sovranità nazionale e un approccio pragmatico.
  • Imprese e lavoro: nessun aumento delle imposte, meno burocrazia, sostegno a PMI e investimenti.
  • Istruzione e infrastrutture: più risorse per scuole e insegnanti, grandi investimenti in trasporti.

Come interpreto questa fase politica

Dal punto di vista economico, il bilancio statale continua a chiudere in deficit dal periodo Covid. Il debito pubblico, pur in crescita, rimane contenuto rispetto alla media europea (circa 43,3% del PIL nel 2024).

È realistico attendersi che l’attuale coalizione privilegi misure di sostegno sociale e consenso elettorale, rendendo complesso il raggiungimento di un pareggio di bilancio nel breve periodo.

Il rifiuto dell’euro mantiene inoltre la leva del cambio come possibile strumento di politica economica, già utilizzato in passato dai governi guidati da Babiš.

In politica estera, è prevedibile un riallineamento verso il gruppo V4 (Polonia, Ungheria, Slovacchia), con posizioni più critiche su politiche ambientali e migratorie europee nei confronti della Unione Europea. É prevedibile anche una modifica nell´atteggiamenti nei confronti della guerra in Ucraina a seguito dell´invasione Russa, con un sostegno condizionato e volto alla soluzione del conflitto.

Nel complesso, pur in presenza di forze populiste e sovraniste, non ritengo si tratti di un Governo estremista. I ministeri chiave restano nelle mani di figure esperte di ANO 2011, come Karel Havlíček all’Economia e Alena Schillerová alle Finanze. Eventuali posizioni estremiste degli altri partiti in coalizione si dovranno misurare con la forza politica di ANO 2011 e come giá accaduto in passato, le regole verranno dettate dal partito leader.

Le valutazioni contenute nell’articolo hanno finalità informative e divulgative. Ogni analisi economica, fiscale o finanziaria richiede sempre un esame specifico del contesto normativo e dei dati aggiornati.

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Storia Turismo

Sette chiavi, un segreto: i Gioielli della Corona di Boemia

Non capita tutti i giorni di poter ammirare i Gioielli della Corona di Boemia. Sono custoditi gelosamente nella Cattedrale di San Vito, dentro il Castello di Praga, e vengono mostrati al pubblico solo in occasioni davvero speciali. Nel settembre 2025, giorno in cui scrivo questo post, le porte sono aperte per una settimana e i visitatori possono finalmente lasciarsi incantare da uno dei tesori più preziosi della storia ceca.

Questa esposizione, fortemente voluta dall’attuale presidente in carica Petr Pavel, si dovrebbe ripetere nel prossimo futuro con cadenza annuale. Purtroppo questo non eviterà le abituali lunghe code e le ore di attesa, tuttavia, si tratta di uno spettacolo davvero unico.

Cosa comprende il tesoro

Il corredo comprende la Corona di San Venceslao (con tre cappucci, cuscino e custodia), lo scettro reale con custodia, la mela imperiale con custodia e il manto dell’incoronazione, oggi conservato in un deposito climatizzato delle Collezioni del Castello di Praga.

Questi simboli del potere regale sono stati usati nelle incoronazioni dei sovrani boemi, e ognuno di essi porta con sé un valore sia storico che religioso.

La leggenda dei sette custodi e la presunta maledizione

La camera blindata che custodisce i Gioielli, nella Cattedrale di San Vito, è il luogo più inaccessibile del Castello. La porta e la cassaforte sono protette da sette serrature: per aprirle devono riunirsi contemporaneamente i sette detentori delle chiavi, tra cui il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, l’Arcivescovo di Praga, i presidenti delle due Camere, la Metropolitana di San Vito e il Sindaco di Praga.

Questa tradizione risale al 1791, quando l’imperatore Leopoldo II restituì i gioielli da Vienna a Praga: da allora i cechi hanno voluto che la custodia fosse condivisa tra più autorità, per evitare che il tesoro finisse di nuovo lontano dalla città.

Secondo la leggenda, chiunque osi indossare la corona senza esserne legittimato troverà la morte entro un anno: un mito che ha contribuito ad alimentarne il fascino e il timore. Una storia che ha fatto tremare anche i potenti: secondo alcune cronache, il capo del protettorato nazista Reinhard Heydrich avrebbe osato posarla sulla propria testa… e pochi mesi dopo trovò la morte a Praga a seguito del noto attentato denominato Anthropoid nel 1942.

La Corona di San Venceslao

Il cimelio più famoso è la Corona di San Venceslao, realizzata in oro di altissima purezza (21–22 carati) e decorata con 91 pietre preziose (tra cui zaffiri, spinelli, rubini, smeraldi, tormaline e acquamarina) e 20 perle. Fu commissionata da Carlo IV nel 1346 per la propria incoronazione e dedicata a San Venceslao, patrono della Boemia. Ho dedicato un post a questo imperatore visionario che ha dato lustro alla città di Praga.

Con i suoi quasi due chili e mezzo di peso, 19 cm di altezza e di diametro, la corona impressiona ancora oggi per la sua bellezza. Carlo IV la fece più volte arricchire con nuove gemme durante la sua vita, dandole la forma definitiva che possiamo ammirare oggi.

Il tesoro nell’oscurità

Quest’anno (2025) la mostra si intitola “Il Tesoro nell’Oscurità” e si svolge nella Sala Vladislao dal 18 al 29 settembre. È un’occasione rara: di solito i Gioielli sono visibili solo poche volte nel corso del decennio. Per chi vuole approfittarne, conviene arrivare al mattino presto, preparandosi a code piuttosto lunghe. Non è consentito soffermarsi più del dovuto negli spazi dove sono esposti i cimeli principalmente per motivi di sicurezza, pertanto la visione durerà solo pochi minuti.

Vedere i Gioielli della Corona da vicino significa compiere un piccolo viaggio nel cuore della storia ceca. Non si tratta solo di oggetti preziosi, ma di simboli che raccontano il legame di questo paese con la sua identità e le sue tradizioni.

Allego la brochure ufficiale di questo evento che contiene molte informazioni aggiuntive anche di carattere storico. La potete scaricare al seguente link.

Se sarete a Praga nei giorni di apertura di questa esposizione, anche nel prossimo futuro dato che l’attuale presidente desidera che l’esposizioen si ripeta annulamente, vale davvero la pena affrontare la fila: è un privilegio raro poter dire di aver visto dal vivo la corona di Carlo IV.

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Turismo

Riegrový sady – il parco in Praga 2 che non dorme mai

Tra i numerosi parchi di Praga, Riegrovy sady occupa un posto speciale. Situato nel cuore di Vinohrady, nel distretto di Praga 2, questo parco rappresenta un punto d’incontro privilegiato per giovani, famiglie e chiunque cerchi un luogo di svago all’aperto, a pochi passi dal centro della città.

Avevo già accennato a questo parco in un altro articolo, dove avevo raccolto un suggerimento su 15 luoghi da visitare a Praga, tuttavia, penso meriti un post dedicato dato che affascina sempre tanto.

Il parco h 24

Questo parco praticamente vive a tutte le ore del giorno: fin dal mattino presto è meta di sportivi e persone che portano a passeggio i propri cani, durante il giorno si anima di giovani, che si sdraiano specie nel periodo estivo sui prati, studiano, si abboronzano oltre a incontrare altri giovani, suonando strumenti musicali, facendo sport o semplicemente volendo trascorrere del tempo assieme. Nel pomeriggio e verso sera, si animano le birrerie e i food track.

La vista su Praga è unica, di seguito alcune mie foto prese nel tempo.

Uno dei punti forti del parco è senza dubbio la grande birreria all’aperto – Park open air pub Riegrovy sady – che negli ultimi anni è diventata una vera istituzione della vita sociale praghese. Oltre a servire birra e cibo in un ambiente conviviale, la birreria ospita concerti, spettacoli e proiezioni di eventi sportivi, soprattutto durante i Mondiali e gli Europei di calcio. In quelle occasioni l’atmosfera si accende, e sembra di trovarsi in uno stadio a cielo aperto: cori, bandiere, sorrisi e tanta passione sportiva accompagnata dalla amata birra.

Anche per famiglie e sportivi

Non manca lo spazio per le famiglie: all’interno del parco si trova infatti un parco giochi ben attrezzato, pensato per i bambini più piccoli. Scivoli, altalene e strutture in legno permettono ai più giovani di divertirsi in sicurezza, mentre i genitori possono rilassarsi sapendo che i figli hanno un’area dedicata tutta per loro.

Riegrovy sady è anche un parco attivo e sportivo. Qui si trova la sede del movimento Sokol Vinohrady, storica associazione ceca dedicata alla ginnastica e allo sport che ha un edificio di entrata espressione del brutalismo architettonico, con un ristorante/pub piuttosto frequentato.

All’interno del complesso sono presenti piste di atletica, campi sportivi, una piscina da 25 metri e spazi per numerose altre discipline praticabili sia all’aperto che al coperto, nelle palestre. Non è raro vedere gruppi di atleti allenarsi al tramonto o bambini impegnati in attività sportive organizzate.

La storia

Il parco porta il nome di František Ladislav Rieger, politico e patriota ceco dell’Ottocento che ebbe un ruolo chiave nel Risorgimento nazionale ceco. La sua creazione risale alla fine del XIX secolo, quando la zona di Vinohrady — un tempo coperta da vigneti e orti — iniziò a trasformarsi in un quartiere residenziale elegante e dinamico. Proprio qui si trovava anche un famoso velodromo, luogo di gare ciclistiche e manifestazioni sportive, che fece di Riegrovy sady un centro di attrazione già all’inizio del Novecento.

Come arrivarci

Riegrovy sady è facilmente raggiungibile sia a piedi dal centro che con i mezzi pubblici (metro A – fermata Jiřího z Poděbrad oppure Náměstí Míru o tram lungo la via Vynohradská, alternativamente linea bus 135).

Anche la stazione centrale non è affatto distante. Negli anni recenti, dalla via Italská é stato aperto un sottopassaggio nei pressi della facoltà di economia (VŠE) che permette di passare sotto i binari della stazione ed arrivare direttamente in via Opletalova, in Praga 1, in pieno centro.

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Storia

Praga – l’alluvione del 2002

Nell’agosto del 2002, Praga visse giorni che nessuno dimenticherà.


Piogge torrenziali avevano colpito l’Europa centrale per oltre una settimana. I fiumi, gonfiati oltre ogni limite, iniziarono a riversare la loro forza verso valle. La Moldava (in ceco Vltava), che di solito accompagna la città con un flusso tranquillo, diventò un fiume di potenza impressionante. Certamente, in passato non erano mancati momenti di piena, ma un complesso flusso di regolamentazione della portata del fiume ha sempre funzionato, portando a qualche straripamento sporadico nelle campagne lungo il letto del fiume che poi sfocia nell’Elba. In questo caso, tuttavia, le previsioni furono peggiori delle aspettative per diversi giorni e anche il sistema di gestione del volume delle acque del fiume andò fuori controllo.

Nella notte tra il 13 e il 14 agosto 2002, le sirene della città suonarono per segnalare una situazione di estremo pericolo: quartieri interi come Karlín, Holešovice, Libeň, Malá Strana furono invasi in parte dall’acqua. In poche ore, oltre 50 000 persone vennero evacuate.

La metropolitana si fermò: diverse stazioni finirono allagate. Si ricordanto in particolarequelle di Malastrana e Staroměstska, la cui chiusura prolungata per mesi tagliò in due parti la città, con binari sommersi e interi tunnel che richiesero una lunga manutenzione.

Le immagini fecero il giro del mondo: barche e canotti che navigavano in strade normalmente affollate, il Ponte Carlo sorvegliato da barriere di protezione, il Castello che vegliava su una città plumbea quasi irriconoscibile. La piena del fiume che sembrava non fermarsi mai, con continui bollettini che andavano oltre le più pessime previsioni.

Il problema principale era rappresentato dal fatto che la piena del fiume trascinava alberi, oggetti e detriti che rischiavano di danneggiare i ponti – come avvenne nel settembre 1890: una grande piena del fiume Moldava comportò al crollo di tre arcate centrali del Ponte Carlo e fu necessaria una ricostruzione che durò circa due anni.

Alla fine, il bilancio fu pesante: 17 vittime in tutta la Repubblica Ceca e danni per miliardi di corone. Ma da quell’evento nacque una nuova consapevolezza: Praga si dotò di imponenti barriere anti-alluvione, muri di contenimento e sistemi di pompaggio capaci di proteggere la città anche da piene che si verificano statisticamente una volta ogni 500 anni. Molti palazzi storici videro i loro scantinati riempirsi d’acqua. Al termine delle piogge, l’umidità e il caldo lasciarono delle situazioni da risanare molto complesse, oltre alla necessitá di organizzare sgomberi di materiali irrecuperabili. Le collezioni della Biblioteca Nazionale e della Biblioteca Municipale subirono danni severi; archivisti e bibliotecari intervennero congelando i volumi appena recuperati, per proteggerli dall’umidità e dalla muffa.

Oggi, guardando indietro a quelle foto e a quei giorni, vediamo non solo la fragilità di una città, ma anche la sua forza di rialzarsi. Restano impresse nella memoria collettiva le immagini dello splendido giardino zoologico di Praga, dove purtroppo alcuni animali persero la vita, ma la maggior parte furono salvati con gesti quasi eroici. Ancora oggi, nello zoo sono presenti bacheche a ricordo di queste giornate che misero in crisi tutto la città.

🐾 Lo zoo di Praga nell’alluvione del 2002: storie di salvataggi e perdite

Nell’agosto 2002, lo Zoo di Praga divenne uno dei luoghi simbolo dell’alluvione. Situato nella zona di Troja, fu colpito in pieno dalla piena cinquecentennale della Vltava: la parte bassa del parco venne quasi interamente sommersa.

  • Gaston – Il leone marino che, trascinato via dall’acqua, nuotò per oltre 100 km fino in Germania. Fu ricatturato vicino a Dresda, ma morì per sfinimento durante il rientro. Oggi una statua allo zoo ne ricorda la storia.
  • Slávek – L’ippopotamo ritrovato vivo al primo piano delle stalle, affacciato a una finestra, divenne un simbolo di speranza e resilienza.
  • Kadir(a) – L’anziano elefante che non poté essere evacuato in tempo e che i guardiani dovettero sopprimere per evitargli sofferenze estreme.
  • I gorilla – Un giovane maschio, Pong, morì annegato. Gli altri furono sedati e portati in salvo su zattere o trasferiti temporaneamente in altri zoo.

In totale, lo zoo perse oltre 130 animali, ma salvò centinaia di esemplari grazie al coraggio e alla rapidità del personale. L’evento portò alla creazione di nuovi piani di emergenza e sistemi di protezione, utili anche nelle piene successive.

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cucina Turismo

Il caffè alla turca e le Caffetterie praghesi

Impossibile dimenticare le tonnellate di caffè alla turca (turecká káva) che venivano consumate in Cecoslovacchia durante il regime e negli anni successivi alla rivoluzione di velluto. Oggi, il caffè alla turca è ormai una rarità nel centro di Praga, soppiantato dai caffè espresso o dai caffè americani. Tuttavia, la tradizione persiste nelle vecchie generazioni e nelle campagne, che considerano questo modo di preparare la bevanda come quello vero e originale, che fa sentire il gusto del caffè.

In questo post, oltre a scrivere di questa bevanda, accenno anche alle caffetterie praghesi, dove la nobiltá e la cultura si incontravano per gettare le basi della odierna repubblica Ceca.

Modo di preparazione

Nella tazza si versa uno o due cucchiaini di caffè macinato e poi si annaffia con acqua calda. La vera capacitá sta nel sapere attendere, prendere il giusto tempo, affinchè i microgranuli di caffè si vadano a posare sul fondo della tazza.

Naturalmente, uno dei rischi principali è rappresentato dal mescolare con il cucchiaino la bevanda. L’entusiasmo non trattenuto nel bere potrebbe portare ad un effetto piuttosto problematico: il riempimento della bocca di fondi. Una sensazione pessima, come avere la sabbia in bocca.

Ricordo di aver visto bevande chiamate cappuccino con caffè alla turca, un vero schock per noi italiani. La mia fidanzata si mise addirittura a piangere nella prima visita a Praga quando ricevette questo speciale cappuccino. Era ovviamente italiana.

La tradizione

In Boemia, il caffè divenne bene di consumo durante il periodo dell’impero austroungarico, indicativamente nel XVIII secolo. Considerato inizialmente un medicinale, divenne gradualmente una bevanda molto diffusa, accompagnata da dolci e torte tipiche della pasticceria viennese (la famigerata torta sacher, per esempio).

Durante il periodo comunista, nei negozi di alimentari spesso mancavano alcuni alimenti pregiati (come la carne o la frutta), ma era sempre presente un macchinario per macinare direttamente i chicchi di caffè diffondendo nell’aria un buonissimo profumo. Non ricordo di aver visto mancare il caffè, tuttavia ho qualche dubbio sul livello qualitativo, con il senno del poi.

Le caffetterie di Praga

Alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, la vita da caffè a Praga fioriva, popolata di locali che fungevano da fulcro culturale, artistico e intellettuale. Alcune di queste caffetterie, rimaste intatte nel corso dei decenni, conservano ancora oggi un fascino irripetibile. Stanno gradualmente scomparendo, purtroppo.

Ne segnalo alcune che a mio avviso meritano una visita:

Slavia (Národní třída)
  • Fondata nel 1881 all’interno del palazzo Lažanských alla fine della via Národní, all’angolo con la via Národní e di fronte al teatro nazionale.
  • Tanti protagonisti della scena politica e culturale, da Bedřich Smetana a Václav Havel, si riunivano tra i suoi tavolini in marmo.
  • L’attuale ingresso su Národní třída e l’arredamento Art Déco risalgono agli anni Trenta.
Café Louvre (Národní třída)
  • Inaugurata nel 1902, è stata centro culturale e sociale di rilievo. Si trova al secondo piano, circa a metá di via Národní.
  • Qui aveva sede il primo salotto femminile di Praga e vi fu fondato il PEN Club ceco; tra gli ospiti anche Albert Einstein.
  • Chiusa durante il regime comunista come simbolo borghese, venne riaperta nei primi anni Novanta, conservando elementi storici. Non é solo caffetteria, ma anche un buon ristorante.
Kavárna Obecní dům (Náměstí Republiky)
  • Situata nell’edificio Art Nouveau dell’Obecní dům, costruito tra il 1905 e il 1911. Si trova accanto alla Torre delle polveri, all’inizio della via Celetná.
  • Conserva arredi originali: pannelli, pareti divisorie, booth in mogano con tappezzeria in pelle, e lampade restaurate disegnate da František Křižík.
Mánes (lungofiume Masarykovo nábřeží)
  • Caffè e ristorante in edificio funzionalista del 1930, costruito dal gruppo artistico Mánes.
  • Subito divenne punto di riferimento per pittori, attori, musicisti e poeti affini per visione e valori; oggi continua a essere un vivace centro dove sono esposte alcune opere di artisti a rotazione.

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Storia

Storia del rychlodabing: doppiaggi clandestini in Cecoslovacchia

Durante le mie vacanze estive passate a Praga negli anni Ottanta, mi colpivano i doppiaggi dei film stranieri, che erano a mono voce e coprivano la lingua originale. Questo avveniva correntemente anche sui programmi TV statali. Rispetto a quanto eravamo abituati in Italia, si trattava di un doppiaggio spartano, mono tono e spesso senza l´enfasi delle azioni dei film. Insomma, mi stupiva questa cosa veramente fatta in casa.

Con il senno del poi, e grazie anche al film „Králove videa“ (i re del video) del 2020, ho capito i motivi di questo fenomeno, che non ha riscontro in Italia dove il doppiaggio invece era allora un lavoro prestigioso, evidentemente ben pagato e molto professionale.

rychlodabing

Durante gli anni Ottanta, gran parte dei film prodotti in Occidente non venivano trasmessi o proiettati nei cinema cecoslovacchi. I film occidentali erano davvero delle eccezioni, e fatto salvo per alcune rare perle (ricordo bene che alcuni film italiani arrivarono in Cecoslovacchia: Fantozzi, Bud Spence e Terence Hill, Amici miei, Ragazzo di Campagna, Celentano e la Muti,…), la censura non permetteva l´ingresso ufficiale sul mercato, dato che si trasmettevano valori e ideali non proprio consoni al pensiero socialista dominante a livello politico.

La diffusione delle prime videoregistrazioni, prima tramite il sistema Betamax di Sony, e poi successivamente con l´affermazione del VHS della JVC, consentì l´ingresso clandestino di film esteri (prevalentemente via Germania), che tuttavia necessitavano di una traduzione delle parti parlate delle sceneggiature. Nel grigiore del clima normalistico cecoslovacco la richiesta di film occidentali, con effetti speciali e spettacolari, era enorme. Ci si ritrovava a casa di qualcuno, anche oltre venti persone, per assistere alle imprese di Rocky, Rambo, Terminator, Indiana Jones, ET, i film di Disney… con i “rychlo dabing”, ossia i doppiaggi veloci, che venivano organizzati in clandestinità. Alcuni doppiatori sono entrati nel background collettivo, in quanto bravi e professionali, altri improvvisavano traduzioni e talvolta inventavano anche le trame. Si trattava di una attività completamente fuori controllo, ma che per i giovani dell´epoca, rappresentò un fenomeno nazionale.

Esisteva un mercato nero delle videocassette doppiate, così come si crearono anche delle competizioni tra vari gruppi di produzione. La velocità era essenziale. Peraltro, questo fenomeno non riguardò solo la Cecoslovacchia, ma anche altri paesi del blocco orientale, come ad esempio la Polonia e l´Ungheria.

Con l´avvento del 1989 e la rivoluzione di velluto, queste attività non cessarono. Anzi, la domanda di film nuovi, recenti e doppiati crebbe ulteriormente. Il mercato domandava i doppiaggi veloci delle ultime novitá cinematografiche, talvolta filmate tramite le telecamere direttamente nei cinema.

La fine

Tuttavia, man mano che questa attività cresceva, più i diritti di autore reclamavano una tutela e gradualmente (indicativamente dal ´95) anche Polizia e Magistratura iniziarono a occuparsi di queste tematiche, portando a delle condanne che fecero terminare questa era del doppiaggio super rapido, denominato „rychlodabing“.

Furono oggetto di doppiaggio anche i film erotici e porno, con traduzioni piuttosto ridicole con il senno del poi. Tuttavia, anche questo fece parte della voglia di capire e vivere all´occidentale.

Ancora oggi esistono dei gruppi di scambio e cultori del VHS, e dei film doppiati in ceco secondo questi standard che oggi appaiono quasi impossibili.

Resta uno splendido e romantico ricordo „retro“ – termine amato dai cechi (esiste anche una serie televisiva di successo) che richiama le situazioni e gli oggetti del passato che suscitano nostalgia in chi ha avuto modo di conoscere queste situazioni.

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Turismo

I souvenir da acquistare a Praga

Ogni viaggiatore, prima o poi, se lo chiede: “Cosa posso portare a casa da Praga?”

Sopraffatti dai negozi di cianfrusaglie che troviamo in ogni luogo turistico, la ricerca dovrebbe essere orientata vero oggetti originali, autentici e belli, per portarci a casa un ricordo di una città indimenticabile.

In questo post, provo a fornire dei suggerimenti personalizzati, lungi dall’essere esaustivo.

Orari: nessuna fretta, anche la domenica si compra

Cominciamo da una rassicurazione: i negozi del centro storico sono aperti tutti i giorni, sabato e domenica inclusi. Di norma tra le 10:00 e le 18:00, ma in alta stagione (aprile–ottobre) molti restano aperti anche fino alle 20.

Nei quartieri residenziali e la periferia osservano invece orari più tradizionali, con chiusura domenicale. Potete stare tranquilli, comunque, dato che le “večerka” (shop aperti la sera) gestite solitamente da vietnamiti e cinesi hanno orari molto più ampi, a volte coprono anche le 24 ore.

I centri commerciali sono sempre aperti (solitamente 9-21).

Esistono alcune eccezioni introdotte dal 2016 con obblighi di chiusura per i negozi sopra i 200 metri quadrati in alcuni giorni di festa nazionale (non tutti le festività comportano la chiusura automatica, mi pare che questa cosa cambi di anno in anno)

Cristallo, porcellane e granati: classici che non tramontano

Il cristallo di Boemia

Ho dedicato un post al cristallo di Boemia, autentico patrimonio nazionale ceco.

Il vero cristallo contiene almeno il 24% di piombo. Evitate le imitazioni o il cosiddetto “cristallo di Boheming” (versione made in China). Cercate pezzi lavorati a mano: più costosi, sì, ma unici.

Naturalmente dipende dalle disponibilità finanziarie, ma i cristalli di Moser sono davvero oggetti unici, così come gli oggetti venduti da Preciosa.

  • Moser, Na Příkopě 12 – Icona del cristallo ceco, elegante e di alta gamma.
  • Preciosa Flagship Store – Rytířská 536/29, 110 00 Staré Město, Česko

Fin da piccolo io ho adorato gli animaletti in cristallo (li vendono anche da Swarosky per intenderci). Il cigno per me rappresenta sempre una immagine di Praga, dato che popolano le rive del fiume Vltava (Moldava). Nel periodo natalizio ero invece attratto dalle palline per l´albero di Natale, se ne trovano ancora oggi alcune davvero pregevoli e uniche nei vari mercatini di Natale.

Porcellane

Le porcellane ceche hanno una lunga tradizione, di epoca austro ungarica.

Tutti gli oggetti per la casa hanno la loro rappresentazione in porcellana, e il classico “cibulak” (servizio “cipolla” – tipicamente porcellana bianca con ornamenti blu) è un’icona onnipresente in tutte le vetrine praghesi.

I marchi principali sono

A Praga, vi segnalo i seguenti negozi:

Dům porcelánů – Jugoslávská 567/16, Praga 2, Vinohrady (fermata metro Náměstí Míru)

Dana Bohemia – Národní 43, Praga 1

Granati boemi

Non sono uno specialista in materia di granati, ma noterete che a Praga ne vedete tantissimi di negozi che offrono il “český granát” nelle zone turistiche. Il fatto che siano tanti fa pensare che qualche fregatura possa essere dietro l’angolo. Pertanto occhio: il granato boemo originale è piccolo, di colore rosso intenso e spesso incastonato in gioielli artigianali. Fate attenzione alle truffe e chiedete sempre il certificato di autenticità.

La ditta per eccellenza è la Granát

A Praga 1 hanno il negozio in Panská 1/892 (laterale di Na Příkopě), in Havířská 581/3 e in Dlouhá 28.

Artigianato locale

Catena 100% ceca dove trovare di tutto: saponi naturali, giocattoli in legno, ceramiche rustiche, tessuti stampati a mano, oggetti decorativi stagionali. Il negozio più grande è in via Melantrichova, a due passi dalla Piazza della Città Vecchia. Sono presenti in vari luoghi di Praga, anche in alcuni centri commerciali.

Un vero gioiello per chi ama i prodotti naturali: cosmetici, oli, saponi, candele, profumatori e spezie. Tutto è realizzato con materie prime provenienti da coltivazioni biologiche. Il punto vendita nel centro di Praga è una tappa consigliatissima.
Botanicus, Týn 1049/1, Staré Město – a due passi dalla Chiesa di Týn.

Botanicus ha la sede a circa 30 km da Praga, dove ha un proprio parco in stile medievale denominato “Centro dei mestieri”  che nel periodo maggio – settembre è aperto al pubblico. 

Si tratta di una escursione molto carina anche con i bambini (previa verifica degli orari di apertura, ovviamente), la moneta di baratto è il “groš”, la moneta medioevale in argento utilizzata nel centro europa.

Ho avuto modo di conoscere personalmente questi giovani imprenditori cechi che hanno voluto diversificarsi offrendo manufatti artigianali cechi. Sono davvero bravi e si distinguono per una offerta unica e personalizzata.

Trovate i negozi nelle vie principali di Praga, tra questi: Melantrichova 18, Karlova 21 e Karmelitská 26.

Uova dipinte

Le trovate tutto l’anno, ma sono legate alla tradizione pasquale. Nel periodo pasquale le trovate ovunque, in tutti i mercatini della città, al punto che mi sorgono spesso dubbi sulla loro originalità. Sono veri e propri gusci d’uovo svuotati e decorati a mano.

Curiosità e regali alternativi

Corallini di vetro

Produzione tipica della zona di Jablonec nad Nisou (la stessa da dove viene la ditta Preciosa), ma li trovate a Praga in vari mercatini e negozi.

Oggetti d’arte

Per chi ama regali artistici e design locale in zona centrale:

  • Galerie Díla – Alfa, Uhelný trh 11 – Piccolo spazio dove trovare quadri, ceramiche, sculture di artisti cechi contemporanei.
  • GALERIE & KAVÁRNY Art-n-Coffee, galleria di passaggio accanto alla České národní banky, Na Příkopě 860/24, Praga 1.
Giocattoli in legno e burattini

Tra le botteghe più caratteristiche del centro storico di Praga spiccano quelle dedicate ai giocattoli in legno e ai burattini artigianali. Questa tradizione, profondamente radicata nella cultura ceca, affonda le sue origini nel teatro di marionette dell’Ottocento, molto amato anche dal pubblico popolare. Passeggiando per Malá Strana o lungo Nerudova, è facile imbattersi in piccoli laboratori dove ogni pezzo viene intagliato e dipinto a mano. I burattini rappresentano spesso personaggi fiabeschi, animali, o figure tradizionali del folklore ceco, e sono un ricordo affascinante e autentico di Praga, capace di incantare adulti e bambini.

Mercati e mercatini

Mercatino di via Havelská

Mercatino storico a metà strada tra Piazza Venceslao e Piazza della Città Vecchia. Aperto tutti i giorni (indicativamente 10:00–18:00), con banchi che propongono miele, souvenir, oggetti artigianali, frutta, ecc..

Mercatini delle pulci
  • Pražská tržnice, Praga 7 – Enorme, caotico, in cambiamento perenne.
  • Bustehrad (fuori città) – Per chi ha l’auto e ama l’atmosfera da rigattiere, verificare i giorni di apertura sul web (https://www.antiksberatelsketrhy.cz/).


Suggerimento: cercate la parola “Vetešnictví” (rigattiere) o “Bleší trh” (mercatino delle pulci).

Gusto e sapori cechi da portare a casa

La birra

Pislner Urquel o Plzeňský Prazdroj – la birra ceca prodotta a Pilsen più conosciuta nel mondo

Budwaiser – la birra di České Budějovice, patrimonio nazionale ceco.

Staropramen – La birra praghese prodotta a Praga 5

Kozel – la birra prodotta a Velké Popovice a circa 30 km da Praga

Radegast – la birra leggera per i grandi bevitori

E naturalmente centinaia di birrifici locali, artigianali, specializzati…. Dovrei dedicare un megapost a questo tema, impossibile essere esaustivi.

Liquori tipici

  • Becherovka: amaro alle erbe, immancabile. Ghiacciato o temperatura ambiente, si tratta di un must.
  • Slivovice: grappa di prugne.
  • Assenzio: legale in Repubblica Ceca, forte e leggendario (fino a 70°).
  • Medovina: liquore al miele, consumato caldo nel periodo invernale è un toccasana.

Dolci da viaggio

  • Lázeňské oplatky: cialde delle terme, leggere e aromatizzate (nocciola, vaniglia, cioccolato). Comode da portare e sempre gradite.

Libri

Molte librerie centrali hanno una sezione in italiano, con ottime guide e testi sulla città. Alcune sono specializzate, alcune hanno libri da antiquariato. Si rischia di perdersi per intere ore!

Consigliati in zona Praga 1:
  • Luxor, Václavské náměstí 41
  • Knihkupectví Akademia, Václavské náměstí 1
  • Knihkupectví Karolinum, Celetná 18
  • Knihkupectví Franze Kafky, Široká 65/14

Cosa non comprare a Praga

Chi ne ha, più ne metta…in generale consiglio di evitare tutte le merci dei negozi di souvenir turistici classici. Basta gettare uno sguardo in alcuni negozi del centro e si capisce a cosa sto accennando.

Segnalo alcuni prodotti che non mi sento di consigliare:

Le matrioske, dato che non hanno nulla a che vedere con la cultura ceca e sono veramente uno specchietto per le allodole.

I colbacchi, idem come sopra

A parte alcuni negozi ormai iconici (tipo l’Hard Rock Café in Malé náměstí) consiglio di evitare magliette, felpe e cappellini con la scritta Praga.

Mi rendo conto, tuttavia, che dipende anche dalle disponibilità finanziarie e di tempo, tuttavia, tra i negozi che vi ho indicato in precedenza si possono trovare davvero souvenir diversi e molto più tradizionali.


Praga è un mercato a cielo aperto, se si sa dove guardare. Tra cortili nascosti e mercatini colorati, tra profumi di miele e cristalli scintillanti, c’è un souvenir per ogni tipo di viaggiatore. L’importante è non accontentarsi del primo negozio e seguire l’istinto… e magari anche un po’ i miei consigli.

🛍️ I tuoi ricordi da Praga

Ogni viaggio a Praga è un’occasione per portare con sé un frammento della città. Dai cristalli di Boemia ai saponi naturali di Botanicus, dai burattini artigianali alle tavolette di cioccolato al rum: la capitale ceca offre un’ampia varietà di oggetti capaci di evocare emozioni anche a distanza di tempo.

Che si tratti di un acquisto fatto in centro storico o di una scoperta in un mercatino fuori dalle rotte più battute, un souvenir racconta sempre qualcosa di chi lo ha scelto.

Ti va di condividere anche il tuo ricordo? Lascia un commento qui sotto.

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Turismo

Il metronomo di Letná che domina la città di Praga

Visitando Praga è impossibile non notare un gigantesco metronomo collocato al di sopra del parco di Letná. I più fortunati possono vedere questa enorme asta in movimento, tuttavia, non sembra esserci una periodicitá data a questa movimentazione cinetica.

La storica di questo luogo e di questo monumento, merita di essere approfondita, dato che racchiude il ricordo di un’epoca passata e simboleggia la trasformazione.

La macchina del tempo

Il metronomo (in ceco kyvadlo) si chiama “Stroj času”, cioè “macchina del tempo”. Creato nel 1991 dallo scultore ceco Vratislav Karel Novák, rappresenta non solo un’installazione artistica, ma un vero e proprio simbolo del passaggio da un’epoca di oppressione a una nuova stagione di libertà e creatività.

Il Metronomo di Letná non è un orologio. Non misura il tempo con precisione, non batte i secondi regolarmente. Al contrario: il suo ritmo è irregolare, misterioso, a volte si ferma, a volte riprende a muoversi. Non è chiaro secondo quali logiche venga attivato, ma forse sta proprio lì il suo fascino. Non tanto una misura del tempo, quanto un monito visivo: il tempo passa, ma la memoria resta.

L’imponente scultura pesa sette tonnellate e fu installata in modo spettacolare, non con una gru ma calata dall’alto con un elicottero gigante. Un gesto teatrale per un’opera altrettanto scenografica.

La statua di Stalin

Nella posizione imponente dove si trova il metronomo, venne installato un colossale monumento a Stalin nel 1955.

Si trattó di una imponente scultura dello scultora Otakar Švec, alta 15 metri (e lunga 22), realizzata con 17.000 tonnellate di granito e un costo stratosferico per l’epoca: 140 milioni di corone, l’equivalente di 42.000 automobili. Una espressione del culto della personalità che caratterizzò il periodo staliniano, ma che negli anni successivi fu oggetto di una profonda revisione promossa dal successore Krushev.

Il periodo revisionistico comportò che negli anni successivi si decise la distruzione del monumento, cosa che avvenne nel 1962 con diverse tonnellate di dinamite che crearono molte macerie da smaltire. Si dice che la distruzione sia riuscita al terzo tentativo.

Ci vollero quasi trenta anni per ideare un nuovo monumento.

I cechi, con il loro umorismo sottile, soprannominarono il monumento “fronta na maso”, la “fila per la carne” data la staticità delle figure e la penuria di carne tipica degli anni Cinquanta.

Il metronomo oggi, un ponte sul passato

Oggi, il luogo sotto al Metronomo è tutt’altro che monumentale nel senso classico del termine. È un punto di ritrovo informale, uno spazio urbano riappropriato. Skater, pattinatori, ragazzi con la musica nello zaino e la vita davanti, si allenano qui ogni giorno. La vita notturna, specie nel periodo estivo, lo rende uno dei posti più frequentati da giovani.

Ma è anche uno dei migliori punti panoramici di Praga: da qui si gode una vista eccezionale sui ponti della città, sul fiume che scorre lento, sul Castello che si vede all’orizzonte. È un punto perfetto per riflettere su quanto le città cambino, eppure restino le stesse, testimoni immobili del passare del tempo e delle epoche.

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Arte Storia

Večerníček: 60 anni di sogni per tutti i bambini

Da 60 anni, la favola della sera trasmessa ogni giorno nella serata dalla televisione ceca, allieta i piccoli prima di andare a dormire. Ad aprire questo momento, una sigla iconica, con appunto il personaggio di Večerníček.

Si tratta di un rituale quotidiano amato dai genitori e dai bambini cechi, e tanto amato da essere sopravvissuto a cambiamenti politici, tecnologici e culturali.

Ecco il cortometraggio che viene trasmesso dalla Česká Televize in occasione dei 60 anni di trasmissione.

Il personaggio di Večerníček

La attuale sigla di Večerníček

Il primo episodio fu trasmesso il 2 gennaio 1965 dalla televisione cecoslovacca che allora aveva un solo canale. Inizialmente venne trasmesso una volta alla settimana, dal 1967 si passò a tre giorni alla settimana per poi passare negli anni successivi ad una programmazione quotidiana.

La prima trasmissione fu ovviamente in bianco e nero, e solo a partire dal 1973 Večerníček fu regolarmente trasmesso a colori. Oggi viene trasmesso tutti i giorni alle 18:45 sul programma ČT 2 (la televisione di stato ceca).

Questo strano personaggio con un capellino di carta di giornale vola tra le stelle, cavalcando un cavallo a dondolo, guidando un’automobilina e distribuendo fogli. La sua struttura è rimasta invariata per decenni: una sigla animata – divenuta leggendaria – introduce un episodio autoconclusivo o parte di una miniserie solitamente animata, della durata di circa 10 minuti. Alla fine, la stessa sigla “al contrario” saluta i bambini con il classico gesto del cappellino.

La sigla del 1965 in bianco e nero

L’animazione fu opera di Radek Pilař, noto grafico e illustratore ceco, mentre la voce originale del saluto “Dobrý večer!” fu fin dall inizio quella dell’attore Michal Pavlata.

La musica, semplice e sognante, è parte della memoria collettiva ceca e slovacca. In effetti, nonostante la separazione della Slovacchia dalla Repubblica Ceca nel 1993, il programma ha mantenuto lo stesso nome e concetto anche nella televisione slovacca.

I cortometraggi animati ed i personaggi iconici

I personaggi più amati includono Krtek (la talpa), Maxipes Fík, Pohádky z mechu a kapradí, Rákosníček, Broučci, Pat a Mat, Křemílek a Vochomúrka, Mach a Šebestová, Krkonošské poháky, Ferda mravenec, Bob a Bobek, Rumcajs e cosí via. E’ impossibile stilare una classifica dato che ogni generazione ha avuto i propri eroi.

La talpa (Krtek) trasmesso anche in Italia negli anni Ottanta

Večerníček infatti ha ospitato centinaia di miniserie animate, molte delle quali realizzate con tecniche diverse: stop-motion, disegno classico, gomma, ritagli di carta e marionette. I principali attori cechi hanno fornito le voci ai tanti personaggi, tra questi anche la mitologica Jiřina Bohdalová.

La storia di Mach a Šebestová con la loro cornetta magica ha invece visto il passaggio da cartone animato a film, al quale hanno partecipato alcuni noti attori cechi.

Mach a Šebestová

Nel 1974 furono trasmesse i primi 20 episodi di Krkonošské pohádky (le favore di Krakonoš), che divennero estreamente popolari. Negli anni Ottanta, i cortometraggi iniziarono a divenire un fenomeno internazionale che collezionava premi di categorie in vari festivalal cintematrografici internazionali.

Alcuni personaggi arrivarono anche in Italia trasmessi in Rai tra gli anni Settanta e Ottanta: la talpa (krtek), creata da un famoso disegnatore e illustratore chiamato Zdeněk Miller, Maxipes Fík, oppure Rakosníček.

Il ponte tra generazioni

Večerníček è una leggenda che ha resistito nel tempo, che ovviamente ha subito qualche influsso ideologico nel periodo comunista, ma che fortunatamente ha mantenuto l´innocenza tipica dei bambini rendendo magica l´attesa per questo momento, specie per i piú piccini.

Nel 2005, quando la tv ceca propose di rimuovere Večerníček dal palinsesto e cambiarne l’orario, oltre 70.000 persone firmarono una petizione per mantenerlo com’era.

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sport

All Runners Are Beautiful – la maratona di Praga. Storia di un visionario di nome Carlo Capalbo

RunCzech: trent’anni di corsa, passione e innovazione

RunCzech è molto più di un semplice organizzatore di eventi podistici: è un simbolo di eccellenza nel mondo delle corse su strada. Fondata nel 1995, questa organizzazione ha trasformato la Repubblica Ceca in un punto di riferimento per maratone, mezze maratone e gare da dieci chilometri, attirando atleti da tutto il mondo e ottenendo riconoscimenti internazionali di alto livello.

Le origini: Carlo Capalbo, la corsa verso un sogno

Tutto ebbe inizio nel 1994, quando Carlo Capalbo, un italiano originario di Napoli ma con esperienze aziendali importanti negli USA, appassionato di sport, ebbe l’idea di creare una maratona internazionale a Praga. Con il supporto dell’amico e campione olimpico Gelindo Bordin e della leggenda ceca Emil Zátopek, nacque il progetto che avrebbe dato vita al primo Prague International Marathon nel 1995, con 958 partecipanti. Da allora, la visione di Capalbo ha guidato la crescita e l’espansione di RunCzech, portando l’organizzazione a ospitare eventi in diverse città della Repubblica Ceca e a collaborare con partner internazionali .

Carlo Capalbo, persona gentile e molto disponibile, negli ultimi anni organizza anche la mezza maratona che si tiene solitamente a febbraio nella sua amata città di Napoli.

RunCzech oggi: un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo

Oggi, RunCzech è riconosciuta a livello globale per la qualità e l’organizzazione dei suoi eventi. Il Prague International Marathon è stato insignito dell’Elite Label da World Athletics, un riconoscimento che attesta l’eccellenza dell’evento nel panorama mondiale delle corse su strada .

Nel 2025, la maratona celebrerà la sua 30ª edizione, e sono attesi oltre 13.000 partecipanti, consolidando la sua reputazione come una delle maratone più prestigiose al mondo.

La mezza maratona di Praga, tenuta nell´aprile 2025 ha registrato oltre 16.000 partecipanti.

L´organizzazione è incredibile e vede la partecipazione di centinaia di volontari.

Accanto alla gara principale, si sviluppano altre corse podistiche che riguardano svariate categorie: dalle famiglie, ai disabili, fino ad arrivare alle gare dedicate ai ragazzi, alle donne, a San Valentino, alle brevi distanze (5 km e 7 km). Un entusiasmo che coinvolge tutti e per i partecipanti rappresenta una emozione unica.

Eventi e sponsor: una collaborazione vincente

RunCzech organizza una serie di eventi in diverse città ceche, non solo nella capitale di Praga. Si tratta di eventi dove partecipano migliaia di podisti, animati dalla passione per lo sport.

Questi eventi sono resi possibili grazie al supporto di sponsor di rilievo come il partner storico  delle acque minerali Mattoni, UniCredit Bank, ORLEN, Generali, Mattoni, Adidas, Volskwagen, DM e Birrel. A livello mediatico gli eventi sono coperti dalla radio e televisione ceca nazionale. Ulteriori partner di rilevo sono l´aeroporto di Praga, Vodafone, Hilton hotels, e così via.

Adidas è partner principale di RunCzech e ha sviluppato una collezione esclusiva di prodotti per tutte le dieci gare, promuovendo la filosofia “All Runners Are Beautiful”. La piattaforma Runczech si trova a Holešovice, Praga 7. Si tratta del luogo dove opera il management del gruppo, oltre ad essere il punto dove si tengono rassegne stampa, seminari, incontri con sportivi e corsi di formazione legati al mondo della corsa e della alimentazione connessa.

Un Impegno per la comunità e l’ambiente

Oltre all’organizzazione di eventi di alto livello, RunCzech si impegna attivamente nella promozione di uno stile di vita sano e sostenibile. L’iniziativa “All Runners Are Beautiful” mira a coinvolgere persone di tutte le età e livelli di abilità, sottolineando l’inclusività e la bellezza della corsa. Inoltre, l’organizzazione ha adottato misure per ridurre l’impatto ambientale dei suoi eventi, come l’eliminazione della plastica monouso e l’uso di materiali sostenibili.

Le immagini nel presente post sono tratte dalle gallerie ufficiali di RunCzech disponibili sul sito.