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La statua di David Černý dedicata a Věra Čáslavská: tributo alla grandezza olimpica

Praga continua a sorprendere con il suo patrimonio culturale e artistico, e una delle ultime aggiunte alla città è una splendida statua dedicata alla leggendaria ginnasta ceca Věra Čáslavská, realizzata dal celebre scultore David Černý. Questa opera d’arte non solo celebra una delle figure più amate e rispettate della storia sportiva ceca, ma si inserisce anche come simbolo di eccellenza e resistenza, rendendo omaggio ai successi di Věra in un contesto tanto nazionale quanto internazionale.

Ho già dedicato in passato un post a Věra Čáslavská e al suo gesto che l’ha resa celebre e immortale nella storia della Repubblica Ceca, fermo restando l’immensità sportiva nel vincere sette medaglie d’oro.

Il contesto olimpico: l’opera in mostra a Parigi al villaggio sportivo allestito dalla Repubblica Ceca

La statua, creata in occasione dei Giochi Olimpici, ha visto la sua prima installazione nel cuore di Parigi, al Parco della Villette, durante i Giochi Olimpici del 2024. In quel contesto, la scultura di Věra Čáslavská è diventata un’attrazione per i visitatori della Casa Ceca, rubando la scena con la sua imponenza e simbolismo. In mezzo all’atmosfera festosa e competitiva dei giochi, la statua di Černý si è distinta come uno degli elementi artistici più potenti e rappresentativi dell’eredità sportiva della Repubblica Ceca.

La statua di David Černý: un gioco di eleganza e meccanica

La scultura, alta oltre 9 metri e dal peso di ben 7,5 tonnellate, è un esempio brillante della capacità di Černý di fondere ingegno meccanico e simbolismo artistico. Composta da tre figure ginniche che richiamano i colori del tricolore ceco, l’opera rappresenta non solo l’abilità fisica di Věra Čáslavská, ma anche la sua grazia, che ha incantato il mondo durante le sue esibizioni. Il movimento della scultura, basato sul principio della cerniera cardanica, permette alla parte centrale di ruotare liberamente lungo tutti e tre gli assi del sistema cartesiano, evocando la fluidità e la libertà del corpo di un ginnasta in azione.

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Věra Čáslavská, con le sue sette medaglie d’oro olimpiche, è stata una figura simbolo della ginnastica mondiale e una delle atlete più vincenti e amate della storia della Repubblica Ceca. Oltre ai suoi successi sportivi, ha incarnato anche una voce forte e coraggiosa in un periodo di turbolenze politiche nel paese, diventando un’icona di resistenza e determinazione.

David Černý, con questa opera, riesce a catturare non solo il successo sportivo, ma anche lo spirito indomabile di Věra. Le figure ginniche, sospese nel movimento e illuminate dai colori nazionali, sono una metafora potente della sua carriera: un equilibrio perfetto tra potenza e delicatezza, tra disciplina e libertà.

Il ritorno a Praga: una nuova attrazione alla Casa Tyrš

Dopo aver brillato a Parigi, la statua è stata trasportata a Praga, dove ora ha trovato una sede permanente nel parco della Casa Tyrš (Tyršuv Dům) che si trova nella zona di Újezd, nei pressi dell’isola di Kampa. Questo luogo, riconosciuto a tutti gli effetti come la casa dello sport e pertanto già simbolo della ginnastica e dell’attività sportiva nella capitale ceca, è la cornice perfetta per ospitare l’opera, un ricordo tangibile della grandezza di Věra e un tributo visivo alla sua eredità.

Per i visitatori e per tutti coloro che amano lo sport e la storia ceca, questa statua rappresenta un punto di riferimento imperdibile.

Mappa della posizione del Tyršuv dům dove si trova l’opera dedicata a Věra Čáslavská
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Arte Turismo

Le farfalle di Černý: le sculture installate sul centro commerciale Máj di Praga

Praga si è arricchita di una opera d’arte grazie al celebre artista David Černý, conosciuto per le sue provocatorie e innovative sculture sparse per la città.

Le due sculture, rappresentanti farfalle con ali di aerei Spitfire di un colore vivido viola – blu, sono state recentemente installate sulle facciate del rinnovato centro commerciale Máj, situato tra le vie Národní e Spálená a Praga 1. Le ali di farfalla si muovono periodicamente in modo delicato, come l’elica delle fusoliere.

Il Significato delle sculture

Queste opere d’arte sono state commissionate dalla società immobiliare che ha curato la ristrutturazione dell’edificio in questione, e intendono principalmente rendere omaggio ai piloti cecoslovacchi che hanno combattuto nella Royal Air Force britannica durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche far riflettere del contrasto e del delicato equilibrio tra la guerra – simboleggiata dalle fusoliere degli aerei Spitfire – e la pace – rappresentata dalle ali di farfalla.

Questo progetto si inserisce nel contesto storico e culturale di Praga, specialmente per la sua posizione in Národní, un luogo significativo per le manifestazioni della Rivoluzione di Velluto del 1989 che ha segnato la fine del regime comunista in Cecoslovacchia.

È inoltre chiaro il richiamo alle vicende dei piloti cecoslovacchi che da veri eroi presero parte alla RAF per combattere le forze naziste, ma che al ritorno in patria, negli anni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale, furono confinati nel dimenticatoio e mandati ai lavori forzati da parte dei comunisti saliti al potere. Diversi di loro furono costretti anche ad emigrare all’estero e solo dopo il 1989 ricevettero il giusto riconoscimento da parte dell’opinione pubblica.

La Ristrutturazione del Centro Commerciale Máj

Il centro commerciale Máj riapre ufficialmente il 24 giugno 2024, dopo una ristrutturazione durata alcuni anni. Questo edificio storico, originariamente aperto negli anni ’70, è stato modernizzato per offrire una vasta gamma di negozi, ristoranti e spazi per l’intrattenimento, distribuiti su undici piani e coprendo oltre 17.000 metri quadrati. La riapertura del Máj rappresenta non solo un’importante rinascita architettonica, ma anche un punto di riferimento culturale arricchito dall’arte di Černý.

Ricordiamo che a pochi metri si trova anche la famosa testa di Kafka a movimentazione meccanica, divenuta ormai una delle mete turistiche predilette.

Concludiamo segnalando che, come per ogni opera di Černý, ci siano aperti dibattiti sulla opportunità di tali sculture, essendo considerate da alcuni come troppo chic e provocanti.

Insomma, si tratta proprio di una classica scultura di David Černý da non perdere! É inoltre un’ opera a scadenza: entro un paio di anni, andranno smantellate… pertanto si consiglia di non tralasciare questo angolo praghese

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Le sculture Pegasus di David Černý

La scultura Pegasus di David Černý è presente all’aeroporto dal 2023.

Pegaso, il cavallo alato mitologico, simbolo della elevazione sovranaturale, della ricerca di libertá e dell’intuizione, rivive in questa immagine moderna che l’artista ci ha voluto proporre anche per ricordare una storia industriale gloriosa da non dimenticare.

Pegasus presso l´aeroporto di Praga

La prima versione dell’opera, per mezzo cavallo e per mezzo motore meccanico, risale al 1991.

Il motore che movimenta l’elica é il Walter Pegas – motore storico recuperato dai musei militari – prodotto dalla impresa Motorlet meglio conosciuta come Walter a.s., una azienda praghese che nella prima metá del secolo scorso fu all’avanguardia tecnologica nella produzione meccanica.

Oggi questa realtá purtroppo non esiste più. La zona industriale dove si collocavano gli stabilimenti è stata convertita in un quartiere residenziale, denominato Waltrovka sviluppato dal developer Penta Investments.

Proprio nel piazzale di questo areale, sono collocate altre tre opere Pegas di David Černý, concepite assieme all’architetto Jakub Ciegler per ricordare il passato dell’areale e la gloriosa storia industriale della Walter, che produsse anche automobili e motocicli oltre ai menzionati motori per l’aviazione.

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EMBRYO di David Černý: un embrione di cultura e creatività in Praga 1

In un suggestivo angolo di Praga 1, quasi nascosta, la scultura ‘Embryo’ di David Černý si attacca con audacia ad una grondaia su un edificio, proprio vicino al rinomato teatro Na zábradlí (Divadlo Na zábradlí, Anenské náměstí, Praha 1).

Questa posizione non è casuale: ‘Embryo’ non è solo un’opera d’arte che cattura l’attenzione dei passanti, ma è anche un omaggio alla storia culturale di Praga. Installata per commemorare il 50° anniversario del teatro nel 2008, la scultura crea un ponte tra l’arte visiva contemporanea e il ricco patrimonio teatrale della città.

Il teatro Na zábradlí, un pilastro della scena culturale praghese, è conosciuto per la sua programmazione innovativa e il suo spirito sperimentale.

In questo contesto, ‘Embryo’ rispecchia perfettamente l’ethos del teatro: sfidare, esplorare e stimolare. La sua presenza non è solo un’espressione artistica ma diventa un simbolo di celebrazione e riflessione sul passato, presente e futuro dell’arte e della cultura a Praga. Sulle pagine web di Černý, si specifica che „la notta emana luce, e dipende dalla vostra immaginazione da cosa vorrete vedere “.

L’opera di Černý, audace e talvolta controversa, come sappiamo dalle numerose opere che ha realizzato. Con ‘Embryo’, offre una visione dell’inizio della vita in una forma che evoca un feto umano. Di giorno, la sua struttura in plastica trasparente cattura la luce naturale in modi sorprendenti, mentre di notte si trasforma, illuminandosi per creare un’atmosfera quasi surreale. Naturalmente non sono mancate le critiche a questa opera contestando il cattivo gusto della immagine trasmessa, che non avrebbe nulla di artistico.

Da quando è stata installata nel 2008, ‘Embryo’ è diventata un punto di riferimento significativo, non solo per i cittadini di Praga ma anche per i visitatori di tutto il mondo. La sua ubicazione insolita e il design intrigante non solo attirano l’attenzione ma stimolano discussioni e interpretazioni variegate.

L’aspetto più affascinante di ‘Embryo’ è forse il modo in cui riesce a connettersi con il pubblico. Non si tratta solo di una scultura da ammirare da lontano; è un’opera d’arte che invita gli spettatori a interagire con essa, a riflettere sul significato della vita e sulla nostra esistenza. In un mondo dove l’arte contemporanea spesso sfida le convenzioni e cerca di stabilire un dialogo con il suo pubblico, ‘Embryo’ di David Černý rappresenta un esempio di come l’arte possa essere allo stesso tempo provocatoria, stimolante e profondamente significativa.

Per chiunque visiti Praga, ‘Embryo’ non è solo un’opera d’arte da vedere; è un’esperienza che invita a riflettere, a interrogarsi e, forse, a vedere il mondo da una prospettiva leggermente diversa. Sappiamo che le opere di David Černý non sono mai banali e vengono appositamente concepite per creare una discussione e suscitare anche delle critiche.

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Arte Turismo

Lilith – la statua gigante di Černý nel progetto FRAGMENT

Viaggiando per la via Sokolovksá a ridosso della zona di Rohanské nábřeží, nel quartiere di Karlín (Praga 8), ci si imbatte in una gigante statua di donna in acciaio, che sostiene un edificio.

Si tratta di una incredibile scultura concepita dal mitico David Černý, ricca di simboli e messaggi che vuole trasmettere.

Installata a fine 2022, la donna gigantesca raffigura il mito di Lilith: la prima donna che vide la luce ancora prima di Eva e che era uguale ad Adamo. Rifiutò di obbedire ad Adamo e, secondo una leggenda della Bibbia, fu dannata.

Tuttavia, non si tratta dell’unica statua in questo contesto, sono presenti anche un braccio ed una gamba giganti nel contesto denominato FRAGMENT (FRGMNT). Il peso totale delle sculture raggiunge le 60 tonnellate e sono realizzate in acciaio inossidabile con una superficie lucidata a specchio.

La scultura più grande è quella di Lilith, alta 24 metri e pesante 35 tonnellate, che regge simbolicamente l’intera casa tra le sue braccia. La statua gira meccanicamente la testa di 180° dopo la mezzanotte.

La casa – la cui forma ricorda una figura reclinata si dice essere un omaggio all’architetto Kilian Dientzenhofer che progettó la zona contigua denominata Invalidovna – è sostenuta da queste tre monumentali sculture iconiche.

Si tratta appunto del progetto denominato FRAGMENT, una casa che simboleggia la comunità umana e la sua capacità di sostenersi a vicenda in caso di necessità, nonché il potere che ha l’appartenenza umana. La casa stessa ospita 140 unità abitative per una superficie di 10.500 m2.

Fragment è eccezionale anche per la sua architettura. La sua facciata divisa in modo non convenzionale, fatta di blocchi modulari (frammenti) che vengono poi stratificati in una struttura funzionale, simboleggia la natura multistrato della vita, che è composta da un numero infinito di piccole parti, dalle esperienze minime a quelle più formative.

Le statue iconiche che sostengono l’edificio richiamano l’attenzione sul fatto che l’uomo ha bisogno della comunità di altre persone per vivere, simboleggiano la solidarietà e la socialità e raffigurano in modo fantasioso le cellule che compongono il corpo umano.

Le attrezzature tecnologiche sono un altro elemento che contraddistingue questo fantastico progetto. Tra le tecnologie utilizzate vi sono, ad esempio, le pompe di calore ad acqua di falda con un sistema di 30 pozzi geotermici a 180 m di profondità, la climatizzazione con recupero del calore, la filtrazione e il trattamento dell’umidità e della temperatura dell’aria in entrata, il riscaldamento e il raffreddamento degli appartamenti tramite soffitti attivi, l’utilizzo dell’acqua di pozzo e dell’acqua piovana per coprire i consumi operativi (scarico dei bagni e innaffiatura del verde). Inoltre, tutti i tetti del nuovo complesso sono stati progettati come “tetti verdi” con vegetazione.

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L´Entropa di David Černý – gli stereotipi sono barriere che è necessario eliminare

Nel 2009, in occasione del semestre di Presidenza del Consiglio UE della Repubblica Ceca,negli spazi ufficialmente adibiti presso il consiglio, fu esposta l’opera dell’artista David Černý, denominata Entropa.

Alla presentazione dell’opera, immediate furono le critiche, al limite dell’incidente diplomatico. L’opera infatti presentava una serie di provocazione per ogni stato dell’Unione Europea, che specie per alcuni rappresentanti di Stato non erano accettabili.

Il video di Entropa a Bruxelles

Le dimensioni diquesta opera sono notevoli: 16,4 metri di larghezza, e 16,5 metri di altezza.Ogni paese UE viene identificato con una caratteristica, in certi casi davvero esilarante (ad es. l´Italia viene identificata come un campo da calcio, con giocatori che tengono tra le mani un pallone in atteggiamento masturbatorio, la Germania come un intreccio di autostrade quasi a svastica, la Bulgaria come una turca (si, proprio la toilette), la Slovacchia come un salame ungherese,…).

Dal sito dell’artista possiamo cogliere i motivi alla base di questa opera, e quanto abbia desiderato trasmettere.


L’Europa è unita grazie alla sua storia, alla sua cultura e negli ultimi anni anche dalle sue strutture politiche create. Spesso gli stati molto eterogenei sono collegati da una rete di relazioni diverse che insieme formano un insieme complesso. Da una prospettiva interna, percepiamo comei diversi paesi europei differiscono gli uni dagli altri. Sono migliaia di cose importanti e meno importanti, dalle condizioni geografiche alla gastronomia e alle piccole abitudini quotidiane.

La costruzione dell´UE è una metafora e una celebrazione di questa diversità. È un insieme di legami politici, economici e culturali con cui  noi “giochiamo”,ma lo trasmettiamo anche ai nostri figli. La sfida odierna è creare le condizioni affinché la prossima generazione abbia una costruzione con le migliori caratteristiche.

L’Europa e il suo pensiero includono l’autoriflessione, lo spirito critico e la capacità di percepire se stessa e il mondo circostante con un senso di ironia. Il progetto artistico creato durante la presidenza Ceca del Consiglio d’Europa mira a mostrare l’intera Europa dal punto di vista di ventisette artisti provenienti da singoli Stati membri dell’UE. I loro progetti combinano l’analisi degli stereotipi nazionali, ma anche la originale capacità di caratterizzare la propria identità culturale.


Questo il testo che riportava la brochure ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Ceca relativamente alla scultura denominata Entropa.


Tuttavia, Entropa non è una vera opera paneuropea di artisti – provocatori, ma una mistificazione. A prima vista, sembra un progetto semplicemente per decorare gli spazi ufficiali adibiti, un progetto che ha superato la rivelazione incontrollata di traumi e complessi nazionali. I singoli stati nel puzzle dell’Unione europea rappresentano artisti inesistenti. Hanno i loro nomi, identità create artificialmente e alcuni hanno anche i loro siti web. Ognuno di loro è l’autore di un testo che spiega la motivazione per un progetto comune. Tutto questo è stato creato da David Černý, Kristof Kinterae Tomas Pospiszyl, con l’aiuto di una squadra di vari colleghi sia cechi che stranieri.

L’intento originale era di rivolgersi davvero a ventisette artisti europei. Si è poi scoperto che il tempo, la produzione e la parte finanziaria non erano realizzabili. Il team decise quindi, senza che ne fosse a conoscenza il Ministero degli Affari Esteri, di creare artisti di finzione che rappresentassero diversi stereotipi nazionali ed artistici europei.

Černý e gli altri artisti- tramite le pagine web ufficiali – si scusano coni politici e le loro autorità per non averli informati del vero stato delle cose e per averli ingannati.

„Non volevamo che si assumessero la responsabilità di un simile tipo di satira politicamente scorretta. Sapevamo che la verità sarebbe stata rivelata. Prima di ciò, volevamo scoprire se l’Europa potesse ridere di se stessa. “

„All’inizio, la prima domanda è stata su cosa effettivamente sappiamo dell’Europa. Siamo informati su alcuni stati, per altri conosciamo solo una varietà di cliché turistici. Per altri ancora non sappiamo davvero nulla. Dalle opere di artisti progettati artificialmente dai 27 europei si dimostra quanto difficile e frammentaria possa essere l’intera Europa dalla prospettiva della Repubblica Ceca. Non vogliamo offendere nessuno, solo desideriamo sottolineare la difficoltà di comunicare senza una capacità ironica.“

L’esagerazione grottesca e la mistificazione appartengono alle caratteristiche della cultura ceca e la creazione di false identità è una delle strategie dell’arte contemporanea. I motivi proposti nelle singole parti di Entropa usano tecniche artistiche, che sono spesso caratteristiche della provocazione. Infine, l´opera fa parodia anche dell’arte socialmente impegnata, che cerca un equilibrio al confine tra aspiranti attacchi controversi sul carattere nazionale e l’impareggiabile decorazione dello spazio ufficiale.

„Crediamo che l’ambiente di Bruxelles sia capace di una ironica auto-riflessione, crediamo nel senso dell’umorismo delle nazioni europee e dei loro rappresentanti “.

Oggi si puó visitare questa opera a Pilsen, presso losplendido Museo Techmania Science Center (https://techmania.cz/en/).

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Turismo

Le statue che fanno la pipí (čurajicí postavy) – il monumento provocatorio di David Černý nel centro di Praga

La fontana che urina, meglio conosciuta anche come čurajici postavy, le statue che fanno la pipí …ad onor del vero, visto che la corretta traduzione letterale è questa!

Naturalmente questo monumento non può che essere a Praga, nella zona di Malá Strana, nell´areale del ristorante Hergetová Cihelna.

L´estro, ma soprattutto la fantasia provocatoria di David Černý ha colpito ancora! Come sempre, sono partite varie interpellanze e proteste verso questo monumento, ma ormai è diventato una attrazione turistica vera e propria.

Ma cosa fannoqueste due figure che fanno la pipì su una fontana che la forma della Repubblica Ceca? Peraltro sono due statue di bronzo, che muovono i fianchi, oltre a muovere il pene da cui esce appunto l´acqua. Non basta, se s’invia un SMS al numero 724 370 770, tramite il getto di acqua si può lasciare scrivere una parola a piacimento.

si fa la pipí anche in inverno…

L´artista ha anche spiegato questa fontana in varie occasioni „Le metropoli dell´Europa orientale si riconosco dal fatto che gli adulti, a vari livelli di ubriachezza,non esitano a urinare sulla strada. Più siamo a oriente, minore è l´alcool nel sangue necessario. Le metropoli occidentali si vantano di fontane nelle quali fanno la pipí dei graziosi bambini, noi invece abbiamo degli uomini, peraltro vivi. Il piccolo bisogno rappresenta anche un gesto di aggressività, un modo di segnare il territorio, peccato che il nostro sia cosí piccolo…“.

Oltre a questa interpretazione ufficiale, esistono anche altre leggende metropolitane: le figure che fanno pipì rappresentano i politici degli anni 90, quelli del periodo del “capitalismo selvaggio”, che hanno acquistato intere aziende per poco denaro con truffe ed alcune aziende sono state svuotate di tutti i beni (in ceco esiste la parola “vytunelovat”).

Non mancano i turisti che si meravigliano di questo monumento, soprattutto gli americani, che hanno un forte senso della patria e non riescono a comprendere come possa essere permesso avere una fontana di questo genere. In realtà, Černý, in un articolo a lui dedicato dal New York Times, ha dichiarato che „L´attitudine dei cechi è di non essere orgogliosi di essere cechi. A mio avviso è un modo di pensare positivo, ma anche un lato oscuro, ossia che non abbiamo mai vinto nessuna guerra. In America, la persone sono istruite ad essere orgogliose e visibili.In questo paese, ci hanno insegnato ad essere in silenzio e invisibili“.

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Sigmund Freud appeso – Viselec – di David Černý

In via Husova, nel centro di Praga, alzando lo sguardo, é possibile vedere un ulteriore scultura dell´artista David Černý. Si tratta dell´uomo appeso (viselec in lingua ceca) che rappresenta Sigmund Freud appeso ad una trave con la mano destra, mentre la sinistra é nelle tasche dei pantaloni.

Installata dal 1997, la statuta ha 220 centimetri. Si presta a varie interpretazioni.

Lo stesso David Černý ha spiegato la statua: “Lui si tiene per una mano e l’altra la tiene in tasca. Simbolizza uno stato disperato e leggero allo stesso tempo. Caratterizza la mia sensazione di entrare nel nuovo millennio e il momento particolare della fine del precedente“. Dunque si tratta di un simbolo, di una fotografia dello stato d´animo degli artisti a cavallo del millennio.


In realtá in varie occasioni ha fatto pensare ad un suicida, per cui le autoritá di polizia e antincendio sono state allertate in varie occasioni. Rappresenterebbe pertanto il principio di autodeterminazione dell´uomo, che coscientemente puó decidere di vivere o di lasciarsi morire suicidandosi.





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Franz Kafka – la statua a movimentazione cinetica di David Černý

Il viso del noto scrittore Franz Kafka in movimento, nella piazza dietro al centro commerciale Quadrio, accanto al Magistrato di Praga, rappresenta ormai una meta obbligatoria dei turisti.

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Al centro commerciale Quadrio si accede dalla via Spalena, in Praga 1, ma è possibile arrivare alla piazza anche direttamente dalla via Narodní (attraverso il sottopassaggio Charvátová), o attraverso la via Vladislavová.

Interamente concepita dall’architetto David Černý, la statua fu installata nel 2014, appartiene al gruppo finanziario CPI. Si tratta di un’opera a movimentazione cinetica.

Composta da quarantadue parti in movimento, interamente in metallo inossidabile, pesa complessivamente 39 quintali e raggiunge l´altezza di quasi 11 metri.

L’azienda che ha prodotto quest’opera è la ditta Deimos, specializzata in macchine e linee industriali. Una curiosità: nel corso della costruzione fu necessario alleggerire la statua di 15 quintali, poiché sotto la piazza sono presenti dei garage.

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La statua richiede una manutenzione ogni due settimane, ed una revisione annua piú approfondita. I motori – complessivamente 21 – sono stati forniti da Siemens. Sono stati impiegati oltre un chilometro di cavi.

Il movimento programmato si ferma alle ore 22, per consentire il rispetto della quiete pubblica.

In realtà, la presenza dell´immagine di Kafka non é del tutto casuale: Franz Kafka lavorò nelle vicinanze di questa zona, nella via Narodní, importante centro imprenditoriale e culturale già agli inizi del novecento. Sono zone, dove aleggia lo spirito di questo importante scrittore che ha lasciato un’indelebile impronta nella letteratura mondiale, pur morendo giovane.

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La statua del cavallo morto e di San Venceslao di David Černý

La statua in polistirolo – é questo il motivo per cui é semplicemente appesa – si trova nel sottopassaggio del palazzo di Lucerna nel centro di Praga, nelle zone limitrofe a Piazza San Venceslao e ritrae il cavallo morto su cui siede il patrono dello stato ceco, San Venceslao.

Installata dal 2000, secondo alcune fonti resterá appesa in tale loco, fin tanto che non verrá restaurata la monarchia costitutiva (secondo gli accordi che sarebbero stati sottoscritti con la proprietá di Lucerna).

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Černý non ha mai commentato il motivo di questa opera, ma riscontriamo una espressione tipica delle produzioni di Černý, in quanto lascia contraddetti pur non fornendo un messaggio immediato e chiaro.

Alcune fonti sostengono che volesse criticare l´allora leader politico della destra democratica, poi divenuto presidente della repubblica Ceca, Vaclav Klaus. In generale, sembra contenere una chiara critica alla Cechia, in chiave moderna.

In origine, doveva essere installata presso la posta centrale in Praga 1, ma il direttore si oppose ritenendola “eccessiva”, a testimonianza del fatto che comunque non lascia indifferenti.