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Ferdinand Vaňek, alias Václav Havel.

Scenario: autunno 1989, a pochi giorni dall’inizio della Rivoluzione di Velluto. Non si era coscienti del fatto che il regime comunista stava per essere travolto, anche se stava scricchiolando da tempo.

La scrittura clandestina si diffondeva con i Samizdat, l’elite culturale contraria alla dittatura continuava ad essere perseguitata, con interventi da parte dei servizi segreti STB, incarcerazioni e ostracismi di varia natura.

Quale migliore occasione se non augurare con una inserzione il buon compleanno il 5.10.1989 a Ferdinand Vaňek, alias Václav Havel, sul giornale di partito? La foto naturalmente é quella di Havel.

Una curiositá, nel corso di una manifestazione dei movimenti populisti nel 2022, il programma degli interventi fu interrotto con un messaggio “Si cerca Ferdinand Vaněk, il nipote lo sta aspettando qua sotto il cavallo (statua di San Venceslao nella omonima piazza, ndr). Potrebbe venire qua?”.

E allora tanti auguri Ferdinand! Mi raccomando, non vogliamo dimenticarti!

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Di RM

Vivere in un altro Paese non è immediato.
È una serie di adattamenti quotidiani.
Alcuni piccoli, altri decisivi.
Dopo un po’, ti accorgi che le cose che per te sono normali,
per altri non lo sono affatto.
E viceversa.
Questi sono appunti.
Appunti da Praga.

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