I giocattoli nella Cecoslovacchia comunista – anni 70/80

Forse per nostalgia, ispirato da un tweet e da alcune immagini accessibili sul web, ho provato a fare memoria di alcuni giocattoli tipici dell’era socialista e che mi sono rimasti impressi.

In effetti, avendo avuto la possibilità di vivere sia la realtà italiana – allora più occidentalizzata – e la realtà cecoslovacca, le mode in auge erano talvolta diverse, ed i sogni dei bambini, pur essendo simili, erano condizionati dal contesto in cui si viveva.

Sul mercato cecoslovacco, accedevano in via preferenziale i giocattoli prodotti nell’area di influenza sovietica, per cui era frequente anche ritrovare scritte in cirillico.

Erano in generale a buon mercato, ma l’offerta era limitata. Nei Tuzex – i negozi dedicati ai prodotti occidentali nei quali si poteva acquistare in valuta o tramite dei certificati denominati bony – si trovavano anche i giocattoli che venivano commercializzati in Italia (in primis le Barbie della Mattel ed i prodotti della Lego).1.

  1. Hockey

Considerato da molti come lo sport nazionale, visti anche i successi raccolti a livello internazionale dalla squadra cecoslovacca, – l’hockey su ghiaggio, aveva un chiaro riscontro anche nei giochi che tipicamente si regalavano nel periodo natalizio o per i compleanni. Penso che ogni bambino avesse la sua “hokejka” (il bastone – o mazza – per l’hockey su ghiaccio), i rigidi inverni conciliavano lunghe partite sia sul ghiaccio, sia sui piazzali dove non sempre si utilizzavano i pattini. La “hokejka” del portiere aveva la parte passa più larga, ma non consentiva l’agilità delle mazze più snelle per il gioco su tutto il campo.

Il “puk”, il disco in gomma vulcanizzata normalmente nero, era ovviamente un corredo indispensabile, così come anche i caschi ed i parastinchi.

Ogni bambino cecoslovacco aveva i suoi pattini, non solo per l’hockey, ma anche per il pattinaggio artistico e di velocità. Gli inverni allora erano molto più rigidi e gli stagni si ghiacciavano per diverse settimane nei mesi invernali. Naturalmente, poi esistevano le piste da pattinaggio ed i campi da hockey su ghiaccio.

Terminata la stagione invernale, l’hockey si trasformava poi in florbal, utilizzando la pallina e talvolta si utilizzavano anche i pattini a rotelle (successivamente anche i pattini in line).

Oltre agli attrezzi sportivi che erano il sogno di ogni bambino, esistevano giochi da tavolo dedicati all’hockey su ghiaccio. Alcuni era bellissimi, ed ancora oggi vengono commercializzati. Ricordo pomeriggi interi di sfide tra amici.

In Italia avevamo giochi simili legati allo sport nazionale italiano: il calcio. Oltre al calcio da tavolo, all’indimenticabile calcio balilla, negli anni Ottanta era molto diffuso il subbuteo.

In ogni caso, il gioco del calcio era comunque diffuso anche in Cecoslovacchia (nel ´76 la Cecoslovacchia vinse i campionati Europei) per cui sia il calcio da tavolo, che i palloni da calcio, che le scarpe con i tacchetti, erano anch’essi tipici regali per i bambini di allora.

2. Igráček

L’equivalente dei Playmobil fu molto popolare tra i bambini cecoslovacchi. Le professioni dei pupazzi rispecchiavano gli usi e costumi di allora: lo spazzacamino (“kominík”), il poliziotto della VB, l’infermiera, il cuoco, e così via.

Ancora oggi vengono prodotti e sono commercializzati, la loro produzione e diffusione rinacque qualche anno fa sulla spinta nostalgica degli anni che furono.

3. Le costruzioni meccaniche Merkur (stavabnice Merkur)

Credo che sia quasi impossibile trovare un bambino di quegli anni che non abbia avuto in regalo la costruzione meccanica Merkur. Ancora oggi questo marchio si trova nei negozi di giocattoli. In Italia avevamo un gioco del tutto analogo: il Meccano. Quanti futuri ingegneri sono nati su queste costruzioni!

4. Le bambole e le carrozzine

Mentre scrivo questo articolo, mi sto rendendo conto che non sono così ferrato su quello che preferivano le bambine, tuttavia, non sbaglio se menziono le bambole (prevalentemente sotto forma di neonati) e gli accessori relativi (le carrozzine, gli abiti, le loro camerette, gli attrezzi da cucina). Diverse famiglie cucivano artigianalmente gli abitini per le bambole.

Si trovavano anche svariati peluche, e nella seconda metà degli anni Ottanta si diffusero i Moncicci, che in Italia erano arrivati un paio di anni prima. Già allora, mi affascinava enormemente la talpa “Krtek”, personaggio dei cartoni animati ideato da Zdeněk Miler, che fu commercializzato anche in Italia.

5. I cubetti per le costruzioni „simil-lego“

Lego, il marchio ampiamente diffuso in occidente, giungeva in Cecoslovacchia solo nei Tuzex ed era considerato un prodotto esclusivo e pertanto anche caro. Localmente, tuttavia, si diffusero vari giocattoli che avevano lo stesso principio, cubetti colorati, con i quali costruire case.

Ho ricordi di questi „simil-lego“, dove si potevano incastrare anche le finestre e le porte. La qualità, tuttavia, era più scadente rispetto al classico lego, questo lo ricordo bene.

Una curiosità, Lego ha uno dei pochi stabilimenti esterni alla Danimarca, paese di origine, proprio in Repubblica Ceca nella città di Kladno.

6. Il paracadutista e gli aeroplani azionati ad elica

Il paracadutista scagliato con la fionda in alto, che atterra con il paracadute rappresentato da un sacchetto di plastica, veniva proposto in vari colori.

Diverse tipologie di aeroplani molto semplici nella costruzione, si basavano su un meccanismo ad elica ed elastico, e potevano volare per qualche secondo. Si trattava di un tipico regalo per bambini. Non ricordo che in Italia fossero così diffusi, per cui mi meravigliava sempre trovarli esposti nei negozi praghesi.

In generale, i giocattoli e libri legati al tema delle conquiste dello spazio, avevano una diffusione molto più grande in Cecoslovacchia, rispetto a quanto eravamo abituati in Italia.

7. I giocattoli in legno ed i giocattoli meccanici

La lavorazione del legno è sempre stata molto tradizionale in Cecoslovacchia. Pertanto, un tipico regalo era rappresentato dalle costruzioni in legno nelle più svariate forme.

Erano molto diffusi anche i giocattoli meccanici (automobili in latta a carica, camion, tram, autobus,  ….), ma il sogno di ogni bambino erano i c.d. „angličáky“, i modelli di auto occidentali, dove il marchio più ambito era certamente Matchbox.

Nei miei viaggi dall’Italia, specie in età preadolescenziale, acquistavo diversi modelli per i migliori amici e spesso diventavano oggetto di scambi.

Mentre in Italia si erano diffuse le auto telecomandate, quelle locali prevedevano sempre il filo elettrico. Nelle mie aspettative di bambino, il filo che doveva restare collegato, rappresentava un limite inaccettabile ed evidentemente i miei cari l’avevano notato: non ricevetti mai in dono questi giocattoli.

Le automobiline maggiormente diffuse in Cecoslovacchia erano le Skoda.

Un mito assoluto che occorre riconoscere ancora oggi, in quanto continua ad essere un must dei bambini dei giorni nostri che vivono in Repubblica Ceca ed anche in Slovacchia, sono i camion Tatra in plastica: resistenti, praticamente indistruttibili e compagni di ore e ore di giochi.

8. Il modellismo

Nei negozi cecoslovacchi degli anni 70- 80 erano molto diffusi i modellini di aerei, carrarmati, navi spaziali, che i bambini si potevano costruire pazientemente a casa. Tuttavia, ricordo la carenza di colori di qualità, per cui dall’Italia, mi venivano continuamente domandati i colori speciali per il modellismo, denominati Humbrol che in Cecoslovacchia erano merce rara.

Bambini e ragazzi, avevano la passione per i trenini elettrici e per le piste per le automobili da corsa. Esatamente come i coetanei italiani che avevano la Polistil e le piste Carrera, anche in Cecoslovacchia, il desiderio di ogni maschietto era avere la propria “autodráha”.

9. La koloběžka – il monopattino

Il monopattino era posseduto da tutti i bambini cecoslovacchi, ricordo bene il Natale in cui mi fu regalato. Si metteva in cantina, a volte succedeva che venissero rubati i modelli più nuovi.

In Italia non ricordo una tale passione per i monopattini. In Italia negli anni Settanta Ottanta avevamo il mito della bicicletta da cross, con varie personalizzazioni tra cui le selle allungate, le gomme da fuori strada e le marce. Non ricordo di averne mai vista una in Cecoslovacchia.

10. Il cubo di Rubik

Negli anni Ottanta, sia in Cecoslovacchia che in Italia si diffuse questo cubo magico ideato dall’ungherese Rubik. La diffusione fu pressoché contemporanea nei due paesi, questo perché essendo stato ideato in un paese dell’area del patto di Varsavia, non rappresentava un potenziale strumento di propaganda del mondo Occidentale.

11. I francobolli

Ricordo bene che quasi tutti i bambini e ragazzi collezionavano francobolli. Si acquistavano presso le tabaccherie in pacchetti che contenevano francobolli dei paesi dell’area socialista. Da piccolo io ero appassionato dei francobolli dedicati allo spazio” mi affascinavano i colori e queste immagini che spesso ritraevano date particolari. I francobolli cecoslovacchi, in generale, sono sempre stati molto belli e pregiati. Ancora oggi esistono molti collezionisti. In Italia, tra i ragazzini, questo hobby era molto meno diffuso.

12. I videogiochi

Come bambino cresciuto a cavallo tra gli anni 70/80, ho vissuto l’arrivo dei videogiochi con grande entusiasmo. In Cecoslovacchia, la diffusione fu molto più limitata, sia perché le consolle di videogiochi erano merce rara, ed inoltre avevano costi proibitivi. Nello stesso periodo trovarono diffusione anche i videogiochi tascabili. In Cecoslovacchia si diffusero i giochi tascabili prodotti in Unione Sovietica dal titolo “jen počkej zajíci” (in italiano “aspetta coniglio”) che vedevano come protagonista un lupo, impegnato in varie attività ludiche.

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