Gli italiani a Praga – il PCI, i partigiani ed altre vicende del secondo dopoguerra.

L´Europa, dopo la devastante II guerra mondiale, fu sostanzialmente spartita in zone di influenza tra le potenze vincitrici, gettando le basi dei patti militari (Nato e Patto di Varsavia) ed economici che presero concretezza a partire dagli anni 50.

La fine della guerra, non rappresento´ tuttavia un periodo di calma per i singoli stati europei: nuovi equilibri politici esterni e situazioni interne alle soglie della guerra civile, proseguirono anche negli anni successivi al 45.

La Cecoslovacchia nel 1948 vide definitivamente l´ascesa del partito comunista filosovietico. Ebbe inizio il periodo di progressiva imposizione dei diktat di regime con una emarginazione a volte anche violenta degli oppositori, mentre l´Italia, tra tante contraddizioni e problematiche socio economiche, dopo aver decretato la fine della monarchia, lentamente si avviava verso una repubblica parlamentare, non in grado di accontentare tutte le parti politiche.

La fine della guerra, aveva infatti portato in Italia un periodo di instabilitá sociale tipico dei cambiamenti di regime – da una parte i dirigenti e impiegati del periodo fascista, che comunque ricoprivano ancora ruoli istituzionali importanti, dall´altra tante persone che avevano abbracciato gli ideali socialisti-comunisti, che negli anni della guerra avevano combattuto come partigiani e in generale come oppositori. Le aspettative delle persone, delle varie fazioni erano diverse, e la disorganizzazione post bellica aveva portato a regolamenti dei conti, scontri fisici e tensioni in diverse parti d´Italia che poi diventarono oggetto di omicidi, arresti, processi e polemiche politiche molto aspre.

Il Partito Comunista italiano ricopriva un ruolo molto importante, era saldamente il secondo partito politico italiano, era in grado di esprimere dirigenti e politici preparati, forte di un consenso di massa solido. L´Unione Sovietica aveva interesse a sostenere questi partiti, l´organizzazione internazionale comunista che riguardava tutti i  partiti comunisti anche occidentali, prevedeva scuole di formazione che riguardavano non solo coloro che sarebbero poi divenuti i leader di partito, ma anche una formazione delle semplici persone, una sorta di indotrinizzazione agli ideali socialisti e comunisti. Il PCI raggiunse i primi degli anni ´50 un accordo con il Partito Comunista Cecoslovacco per consentire l´espatrio di vari esponenti (che in alcuni casi erano stati reputati colpevoli dalla giustizia italiana) e di giovani leve, sul territorio cecoslovacco, utilizzando anche falsi nomi e documenti. Si parla di centinaia di persone che arrivarono sul territorio cecoslovacco, specie nei primi anni cinquanta.

Lo scopo, oltre al preservare queste persone e proteggerle anche dagli effetti di una giustizia che non veniva ritenuta oggettiva,  era quello di creare anche una adeguata rete di informazioni che in qualche modo potesse essere utile anche in Italia. Contemporaneamente, la Cecoslovacchia, e in particolare Praga, era considerata paese di confine e pertanto non estremamente distante fisicamente dall´Italia.

Molte persone furono recrutate per lavorare a RADIO PRAGA, la radio antagonista di Radio Europa Libera. Alcune lavorarono anche al progetto radio di Oggi in Italia, la radio di propaganda diretta al popolo italiano. Altre andarono a lavorare nelle fabbriche statali e presso le cooperative agricole, affrontando situazioni di vita difficili.

Gradualmente, gli italiani espatriati rientrarono per la maggior parte in Italia negli anni successivi, al mitigarsi degli effetti del dopo guerra e della ripresa economica. Tuttavia, é certo che vi siano diverse decine di persone che decisero di restare in Cecoslovacchia, principalmente per il fatto che nel frattempo avevano creato famiglie ed i legami con l´Italia si erano affievoliti. Una figura di rilievo che spesso viene citata, oltre al politico Francesco Moranino che ha abitato a Praga per diversi anni tra gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, é il personaggio di Giulio Paggio, che visse e morí a Praga nel 2008, la cui storia é contraddittoria e fonte di diverse interpretazioni politiche.

Esiste una discreta letteratura su questi avvenimenti, a volte di parte. Un celebre romanzo é “Uomini Ex” di Giuseppe Fiori, che narra le vicende di italiani emigrati in Cecoslovacchia. Massimo Recchioni, scrittore e politico, ha pubblica diversi libri narrando le storie umane e politiche di diversi personaggi. Lo scrittore Rocco Turi ha ripreso le storie di questi partigiani emigrati, nel suo libro “Storia segreta del PCI. Dai partigiani al caso Moro”.

 

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