Il “cimitero degli italiani” di Milovice

Il cimitero militare di Milovice

conosciuto anche come „il cimitero degli italiani“

Milovice e´ una cittadina che si trova a circa 50 chilometri a nord est di Praga.

Durante la I guerra mondiale, nei pressi di Milovice esisteva un campo di prigionia (Mladá) che per le scarse condizioni igienico sanitarie e alimentari ha visto morire molte persone (alcune fonti parlano di una  media di 36 morti al giorno) e complessivamente il numero di prigionieri sarebbe stato di oltre 20.000. Per ovvi motivi, fu indispensabile adibire una zona nell´area cittadina che consentisse di sepellire un numero cosí elevato di persone, poiché i cimiteri civili si dimostrarono subito insufficienti. Nacque cosí un cimitero militare che fu utilizzato fino al 1945.

Il cimitero militare, che oggi si trova in via Italská (via Italia), é un luogo importante per la storia d´Italia in quanto sono stati seppelliti i corpi di 5.276 italiani per lo piú in fosse comuni (alcuni fonti parlano anche di 7 mila italiani) che furono prigionieri di guerra. La maggior parte dei connazionali affluí dopo la battaglia di Caporetto (nota come una delle maggiori disfatte dell´esercito italiano) avvenuta nell´autunno del 1917.

I morti italiani furono certamente i piú numerosi, e da qui nasce la denominazione di „cimitero degli italiani“, ma non furono gli unici: in questo luogo sono stati sotterrati anche i corpi di 527 russi, 60 serbi, 323 militari austro ungarici (224 cechi, 49 ungheresi, 40 polacchi, 4 austriaci e 2 infermiere ceche). Il cimitero ha continuato a svolgere la sua triste funzione anche nel primo dopoguerra, fino al 1945. Pertanto si sono aggiunti i corpi di 49 soldati cechi, 61 tedeschi  e 12 russi.

Ogni anno, i primi giorni di novembre, l´Ambasciata italiana ed altre istituzioni organizzano eventi commemorativi e messe in loco. E´ frequente la presenza di associazioni del corpo degli alpini e dei bersaglieri.

In prossimitá del cimitero e´ presente anche un  piccolo museo istituito nel 1996, e curato dall´Ambasciata d´Italia.

Per dovere di cronaca, diverse fonti sostengono che gli italiani morirono non solo di malattie dovute alle scarse condizioni igienico sanitarie, ma anche per fame. Il campo di prigionia, infatti, era anche un campo di lavoro ed i pasti erano molto poveri con apporti calorici modestissimi. Una parte della critica sostiene che da questo punto di vista, l´Italia non fu in grado di garantire approvigionamenti sufficienti per i propri prigionieri all´estero (pratica consentita da accordi internazionali), cosa che invece altri stati furono in grado di fare. Altre fonti sostengono che i problemi furono nell´incapacitá di recapitare i rifornimenti in una terra distante e difficilmente raggiungibile. Il dato di fatto, purtroppo, e´ che il numero dei morti italiani fu davvero incredibilmente elevato ed oggi non resta che rendere onore alla loro memoria.

La zona del campo di prigionia, denominata Mladá, e´ rimasta zona militare fino al 1991. Creata ancora ai tempi dell´impero austroungarico, nel 1904, dopo l´occupazione del 1968, vide la presenza di oltre 100.000 soldati sovietici con relative famiglie. Dal 1968 al 1990, oltre alle abitazioni civili, furono costruiti un aeroporto, 44 hangar per attrezzature militari e carri armati, una stazione dei treni (si dice che ogni giorno vi fosse un treno speciale proveniente da Mosca), ospedali, asili e scuole, negozi e luoghi di svago per i militari e relativi familiari sovietici. Oggi la zona viene gradualmente riconvertita ad usi civili.

Un pensiero su “Il “cimitero degli italiani” di Milovice

  1. Ferdinando Tagliafierro

    il mio nome E’ Ferdinando Tagliafierro ed abito a Vancouver Columbia Britannica Canada. Il mio nonno, il padre di mia Mamma Pio Mercantile e’ seppellito in quell miserabile Cimitero, io lo ho visitato 3 volte la prima volta nel 2005 dopo che feci delle ricerche per cercare di trovare dove era seppellit non grazie all’ Ambasciata Italiana ma grazie all’ Ambasciata Canadese.ho sempre cercato come mai certe sepulture sono adornate con una croce fatta di Marmo e certe come la salma del mio nonno, tomba #5 e ancora una croce fatta a cemento che fa vedere la sua eta’. l’ ultima volta che sono stato li in pezzo era staccato daun vincolo della croce ed era a terra, ora lo tengo qui con me in Vancouver. Grazie Italia per aver tenuto a cuore coloro che hanno dato la vita per te.

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