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14.2.1945 – Praga sotto le bombe: un ricordo doloroso della II. Guerra Mondiale

Esattamente ottant’anni fa, la città di Praga subiva un bombardamento aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, che causò la morte di centinaia di persone e la distruzione di numerosi edifici civili, sebbene l’obiettivo primario fossero le infrastrutture militari e industriali. Il 14 febbraio 1945, sessanta aerei alleati B-17 sganciarono oltre 150 tonnellate di esplosivo in meno di cinque minuti.

Contesto storico e la sorpresa

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Praga era sotto l’occupazione nazista, in quanto parte del protettorato tedesco. Praga, centro culturale e politico, rappresentava un obiettivo strategico per gli Alleati, che miravano a indebolire il regime nazista e supportare la resistenza ceca. La guerra terminò per Praga l’8 maggio 1945, quindi questa azione rappresentò un ulteriore passo verso l’indebolimento del regime dittatoriale, purtroppo con pesanti conseguenze per la popolazione civile innocente.

In realtà, Praga fu relativamente risparmiata dalle ondate di bombardamenti alleate che colpirono. Altre città come Dresda e Norimberga, dove i morti furono decine di migliaia e furono praticamente rase al suolo. Per questo motivo, l’attacco violento del 14 febbraio 1945 colse di sorpresa gran parte della popolazione civile.

I racconti dei testimoni storici narrano che le sirene dell’allarme antiaereo, che suonavano frequentemente in quel periodo, furono sottovalutate da molte persone, e questo contribuì al tragico bilancio di circa 700 morti e oltre 1200 feriti. Alcune fonti non confermate sostengono che gli aerei alleati abbiano addirittura confuso Praga per Dresda, il che spiegherebbe la violenza dell’attacco. Tuttavia, questa ipotesi non ha mai trovato riscontri ufficiali.

Obiettivi colpiti

I bombardamenti avevano lo scopo di distruggere le fabbriche di armamenti situate a Praga e di interrompere le linee di comunicazione tedesche. Tuttavia, a causa della scarsa precisione dei lanci, molte bombe caddero su aree residenziali e monumenti storici, causando gravi danni e perdite di vite civili.

Il bombardamento del 14 febbraio causò la distruzione e il danneggiamento di edifici storici, tra cui l’ospedale, la Casa dei Telefoni e il Faustův dům in Karlovo Náměstí, la chiesa di Emmaus nella zona limitrofa e circa 500 tra case e palazzi. Tra questi, il palazzo dove sorge oggi la famosa “Casa Danzante” fu completamente abbattuto, e l’odierna costruzione risale al 1996. Altre zone colpite furono Praga 2, in particolare la zona di Namesti Miru, il teatro di Vinohrady, la via Vinohradska e il parco di Grebovka, dove si trovava la sede dell’organizzazione giovanile nazista Hitlerjugend.

I bombardamenti ebbero un impatto profondo sulla popolazione di Praga. Molti testimoni ricordano ancora oggi la paura, il caos e la disperazione di quei giorni. Le testimonianze dei sopravvissuti offrono uno spaccato toccante sulla realtà della guerra e sulla resilienza della popolazione ceca.

Gli altri bombardamenti su Praga e la memoria odierna

Oltre al bombardamento del 14 febbraio, Praga subì un altro attacco aereo durante la Seconda Guerra Mondiale. In particolare, il 25 marzo 1945, un altro bombardamento causò ulteriori danni e vittime, concentrandosi maggiormente sulle zone industriali di Praga 10 (Vrošovice) e Praga 5.

    Il ricordo dei bombardamenti di Praga è ancora vivo. Ogni anno, il 14 febbraio, vengono deposte corone di fiori nei luoghi colpiti e dove sono presenti lapidi commemorative per ricordare le vittime e ribadire l’importanza della pace.

    Presso l’ospedale in Karlovo náměstí, per la precisione sulla Všeobecné fakultní nemocnice, si trova una lapide commemorativa creata nel 2015 dallo scultore Petr Císařovský a ricordo del bombardamento del febbraio 1945, costruita con i residui delle bombe cadute sulla città. Non lontano da questa località si trovava uno dei più grandi rifugi antiaerei, che fu colpito da una bomba provocando la morte di oltre 130 persone, prevalentemente donne e bambini.

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    Anthropoid – l’attentato a Heydrich da parte dei paracadutisti cecoslovacchi nel 1942

    In via Resslova n. 9 a Praga, si trova l´accesso alla cripta della Cattedrale di San Cirillo e Metodio: si tratta di una meta visitata da migliaia di turisti.

    La lapide in memoria del gruppo dei paracadutisti che fecero l’attentato a Haydrich nel 1942 è sempre accompagnata da candele e fiori.

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    Sono i luoghi dove si svolse la drammatica vicenda che portò alla morte di tantissime persone, ma che rappresentò un duro colpo per il regime nazista che aveva instaurato il protettorato in Boemia e Moravia dal 1938.

    Parliamo dell’operazione Anthropoid, una operazione militare che ebbe lo scopo di programmare e realizzare l´attentato al Reinhard Heydrich, nominato nel 1941 governatore del Protettorato della Boemia e Moravia.

    Heydrich fu un gerarca nazista, molto vicino a Himmler e Hitler stesso. Si ritiene sia stata una persona chiave nella programmazione dello sterminio sistematico degli ebrei. Una figura spietata, che fu nominata al fine di reprimere la ribellione che continuava a manifestarsi nei boemi in seno al protettorato creato dal 1938.

    L’organizzazione dell´attentato vide la collaborazione tra le autorità inglesi, ceche e la resistenza nazionale ceca.

    Furono i paracadutisti cecoslovacchi appositamente addestrati in Scozia che entrarono in azione progressivamente dal dicembre 1941.

    Josef Bublík, Jozef Gabčík, Jan Hrubý, Jan Kubiš, Adolf Opálka, Jaroslav Švarc, Josef Valčík – questi i nomi dei sette patrioti, che organizzarono e realizzarono l´attentato a Heydrich il 27 maggio 1942. Il temuto governatore morì nei giorni seguenti, il 4 giugno 1942, nonostante alcuni inconvenienti sorte in fase di realizzazione dell´attentato che ne fecero dubitare la riuscita.

    Subito dopo l’attentato, i sette militari si nascosero nella Chiesa Ortodossa di San Cirillo e Metodio, che si trova nel centro di Praga, coperti dal silenzio dei partigiani della resistenza e dei sacerdoti stessi.

    La Gestapo nei giorni seguenti all´attentato scatenò una repressione importante, uccidendo varie persone anche innocenti  – celebre è la strage di Lidice, il 10 giugno1942, in cui furono uccise 340 persone – con lo scopo di trovare gli attentatori ed instaurare un regime di terrore.

    In breve tempo, i nazisti scoprirono il luogo dove si erano rifugiati i paracadutisti  – vi fu il tradimento di un militare, chiamato Čurda, che era a conoscenza degli autori dell’attentato e delle persone che avevano aiutato il gruppo militare.

    Il 18 giugno 1942 scatenarono l´azione volta a scovare i traditori. Furono impiegati vari corpi militari, oltre ottocento persone, nella chiesa la battaglia durò ben 7 ore. Gradualmente, i paracadutisti furono uccisi, i rimanenti decisero di suicidarsi con l’ultimo colpo a disposizione.

    Terminata l’operazione, i nazisti imprigionarono nei giorni seguenti 262 persone ritenute vicine ai paracadutisti. Tutti furono trucidati nell´ottobre del 1942 nel campo di sterminio di Mauthausen.

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    Non ultimo, una nuova rappresaglia fu compiuta nella cittadina di Ležáky – dove i paracadutisti si rifugiarono nel momento del loro arrivo sul territorio boemo – dove furono uccisi 33 uomini e 11 bambini furono inviati alle camere a gas.

    Questa operazione é stata oggetto di un film denominato proprio Anthropoid, che riprende la vicenda di questi paracadutisti, oggi considerati eroi nazionali.