Impossibile dimenticare le tonnellate di caffè alla turca (turecká káva) che venivano consumate in Cecoslovacchia durante il regime e negli anni successivi alla rivoluzione di velluto. Oggi, il caffè alla turca è ormai una rarità nel centro di Praga, soppiantato dai caffè espresso o dai caffè americani. Tuttavia, la tradizione persiste nelle vecchie generazioni e nelle campagne, che considerano questo modo di preparare la bevanda come quello vero e originale, che fa sentire il gusto del caffè.
In questo post, oltre a scrivere di questa bevanda, accenno anche alle caffetterie praghesi, dove la nobiltá e la cultura si incontravano per gettare le basi della odierna repubblica Ceca.

Modo di preparazione
Nella tazza si versa uno o due cucchiaini di caffè macinato e poi si annaffia con acqua calda. La vera capacitá sta nel sapere attendere, prendere il giusto tempo, affinchè i microgranuli di caffè si vadano a posare sul fondo della tazza.
Naturalmente, uno dei rischi principali è rappresentato dal mescolare con il cucchiaino la bevanda. L’entusiasmo non trattenuto nel bere potrebbe portare ad un effetto piuttosto problematico: il riempimento della bocca di fondi. Una sensazione pessima, come avere la sabbia in bocca.
Ricordo di aver visto bevande chiamate cappuccino con caffè alla turca, un vero schock per noi italiani. La mia fidanzata si mise addirittura a piangere nella prima visita a Praga quando ricevette questo speciale cappuccino. Era ovviamente italiana.
La tradizione
In Boemia, il caffè divenne bene di consumo durante il periodo dell’impero austroungarico, indicativamente nel XVIII secolo. Considerato inizialmente un medicinale, divenne gradualmente una bevanda molto diffusa, accompagnata da dolci e torte tipiche della pasticceria viennese (la famigerata torta sacher, per esempio).
Durante il periodo comunista, nei negozi di alimentari spesso mancavano alcuni alimenti pregiati (come la carne o la frutta), ma era sempre presente un macchinario per macinare direttamente i chicchi di caffè diffondendo nell’aria un buonissimo profumo. Non ricordo di aver visto mancare il caffè, tuttavia ho qualche dubbio sul livello qualitativo, con il senno del poi.

Le caffetterie di Praga
Alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, la vita da caffè a Praga fioriva, popolata di locali che fungevano da fulcro culturale, artistico e intellettuale. Alcune di queste caffetterie, rimaste intatte nel corso dei decenni, conservano ancora oggi un fascino irripetibile. Stanno gradualmente scomparendo, purtroppo.
Ne segnalo alcune che a mio avviso meritano una visita:
Slavia (Národní třída)
- Fondata nel 1881 all’interno del palazzo Lažanských alla fine della via Národní, all’angolo con la via Národní e di fronte al teatro nazionale.
- Tanti protagonisti della scena politica e culturale, da Bedřich Smetana a Václav Havel, si riunivano tra i suoi tavolini in marmo.
- L’attuale ingresso su Národní třída e l’arredamento Art Déco risalgono agli anni Trenta.

Café Louvre (Národní třída)
- Inaugurata nel 1902, è stata centro culturale e sociale di rilievo. Si trova al secondo piano, circa a metá di via Národní.
- Qui aveva sede il primo salotto femminile di Praga e vi fu fondato il PEN Club ceco; tra gli ospiti anche Albert Einstein.
- Chiusa durante il regime comunista come simbolo borghese, venne riaperta nei primi anni Novanta, conservando elementi storici. Non é solo caffetteria, ma anche un buon ristorante.

Kavárna Obecní dům (Náměstí Republiky)
- Situata nell’edificio Art Nouveau dell’Obecní dům, costruito tra il 1905 e il 1911. Si trova accanto alla Torre delle polveri, all’inizio della via Celetná.
- Conserva arredi originali: pannelli, pareti divisorie, booth in mogano con tappezzeria in pelle, e lampade restaurate disegnate da František Křižík.
Mánes (lungofiume Masarykovo nábřeží)
- Caffè e ristorante in edificio funzionalista del 1930, costruito dal gruppo artistico Mánes.
- Subito divenne punto di riferimento per pittori, attori, musicisti e poeti affini per visione e valori; oggi continua a essere un vivace centro dove sono esposte alcune opere di artisti a rotazione.