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Storia

Praga – l’alluvione del 2002

Breve cronostoria dell’alluvione del 2002, un evento rimasto impresso nella storia della città di Praga.

Nell’agosto del 2002, Praga visse giorni che nessuno dimenticherà.


Piogge torrenziali avevano colpito l’Europa centrale per oltre una settimana. I fiumi, gonfiati oltre ogni limite, iniziarono a riversare la loro forza verso valle. La Moldava (in ceco Vltava), che di solito accompagna la città con un flusso tranquillo, diventò un fiume di potenza impressionante. Certamente, in passato non erano mancati momenti di piena, ma un complesso flusso di regolamentazione della portata del fiume ha sempre funzionato, portando a qualche straripamento sporadico nelle campagne lungo il letto del fiume che poi sfocia nell’Elba. In questo caso, tuttavia, le previsioni furono peggiori delle aspettative per diversi giorni e anche il sistema di gestione del volume delle acque del fiume andò fuori controllo.

Nella notte tra il 13 e il 14 agosto 2002, le sirene della città suonarono per segnalare una situazione di estremo pericolo: quartieri interi come Karlín, Holešovice, Libeň, Malá Strana furono invasi in parte dall’acqua. In poche ore, oltre 50 000 persone vennero evacuate.

La metropolitana si fermò: diverse stazioni finirono allagate. Si ricordanto in particolarequelle di Malastrana e Staroměstska, la cui chiusura prolungata per mesi tagliò in due parti la città, con binari sommersi e interi tunnel che richiesero una lunga manutenzione.

Le immagini fecero il giro del mondo: barche e canotti che navigavano in strade normalmente affollate, il Ponte Carlo sorvegliato da barriere di protezione, il Castello che vegliava su una città plumbea quasi irriconoscibile. La piena del fiume che sembrava non fermarsi mai, con continui bollettini che andavano oltre le più pessime previsioni.

Il problema principale era rappresentato dal fatto che la piena del fiume trascinava alberi, oggetti e detriti che rischiavano di danneggiare i ponti – come avvenne nel settembre 1890: una grande piena del fiume Moldava comportò al crollo di tre arcate centrali del Ponte Carlo e fu necessaria una ricostruzione che durò circa due anni.

Alla fine, il bilancio fu pesante: 17 vittime in tutta la Repubblica Ceca e danni per miliardi di corone. Ma da quell’evento nacque una nuova consapevolezza: Praga si dotò di imponenti barriere anti-alluvione, muri di contenimento e sistemi di pompaggio capaci di proteggere la città anche da piene che si verificano statisticamente una volta ogni 500 anni. Molti palazzi storici videro i loro scantinati riempirsi d’acqua. Al termine delle piogge, l’umidità e il caldo lasciarono delle situazioni da risanare molto complesse, oltre alla necessitá di organizzare sgomberi di materiali irrecuperabili. Le collezioni della Biblioteca Nazionale e della Biblioteca Municipale subirono danni severi; archivisti e bibliotecari intervennero congelando i volumi appena recuperati, per proteggerli dall’umidità e dalla muffa.

Oggi, guardando indietro a quelle foto e a quei giorni, vediamo non solo la fragilità di una città, ma anche la sua forza di rialzarsi. Restano impresse nella memoria collettiva le immagini dello splendido giardino zoologico di Praga, dove purtroppo alcuni animali persero la vita, ma la maggior parte furono salvati con gesti quasi eroici. Ancora oggi, nello zoo sono presenti bacheche a ricordo di queste giornate che misero in crisi tutto la città.

🐾 Lo zoo di Praga nell’alluvione del 2002: storie di salvataggi e perdite

Nell’agosto 2002, lo Zoo di Praga divenne uno dei luoghi simbolo dell’alluvione. Situato nella zona di Troja, fu colpito in pieno dalla piena cinquecentennale della Vltava: la parte bassa del parco venne quasi interamente sommersa.

  • Gaston – Il leone marino che, trascinato via dall’acqua, nuotò per oltre 100 km fino in Germania. Fu ricatturato vicino a Dresda, ma morì per sfinimento durante il rientro. Oggi una statua allo zoo ne ricorda la storia.
  • Slávek – L’ippopotamo ritrovato vivo al primo piano delle stalle, affacciato a una finestra, divenne un simbolo di speranza e resilienza.
  • Kadir(a) – L’anziano elefante che non poté essere evacuato in tempo e che i guardiani dovettero sopprimere per evitargli sofferenze estreme.
  • I gorilla – Un giovane maschio, Pong, morì annegato. Gli altri furono sedati e portati in salvo su zattere o trasferiti temporaneamente in altri zoo.

In totale, lo zoo perse oltre 130 animali, ma salvò centinaia di esemplari grazie al coraggio e alla rapidità del personale. L’evento portò alla creazione di nuovi piani di emergenza e sistemi di protezione, utili anche nelle piene successive.

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Di RM

Vivere in un altro Paese non è immediato.
È una serie di adattamenti quotidiani.
Alcuni piccoli, altri decisivi.
Dopo un po’, ti accorgi che le cose che per te sono normali,
per altri non lo sono affatto.
E viceversa.
Questi sono appunti.
Appunti da Praga.

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