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Večerníček: 60 anni di sogni per tutti i bambini

Da 60 anni, la favola della sera trasmessa ogni giorno nella serata dalla televisione ceca, allieta i piccoli prima di andare a dormire. Ad aprire questo momento, una sigla iconica, con appunto il personaggio di Večerníček.

Si tratta di un rituale quotidiano amato dai genitori e dai bambini cechi, e tanto amato da essere sopravvissuto a cambiamenti politici, tecnologici e culturali.

Ecco il cortometraggio che viene trasmesso dalla Česká Televize in occasione dei 60 anni di trasmissione.

Il personaggio di Večerníček

La attuale sigla di Večerníček

Il primo episodio fu trasmesso il 2 gennaio 1965 dalla televisione cecoslovacca che allora aveva un solo canale. Inizialmente venne trasmesso una volta alla settimana, dal 1967 si passò a tre giorni alla settimana per poi passare negli anni successivi ad una programmazione quotidiana.

La prima trasmissione fu ovviamente in bianco e nero, e solo a partire dal 1973 Večerníček fu regolarmente trasmesso a colori. Oggi viene trasmesso tutti i giorni alle 18:45 sul programma ČT 2 (la televisione di stato ceca).

Questo strano personaggio con un capellino di carta di giornale vola tra le stelle, cavalcando un cavallo a dondolo, guidando un’automobilina e distribuendo fogli. La sua struttura è rimasta invariata per decenni: una sigla animata – divenuta leggendaria – introduce un episodio autoconclusivo o parte di una miniserie solitamente animata, della durata di circa 10 minuti. Alla fine, la stessa sigla “al contrario” saluta i bambini con il classico gesto del cappellino.

La sigla del 1965 in bianco e nero

L’animazione fu opera di Radek Pilař, noto grafico e illustratore ceco, mentre la voce originale del saluto “Dobrý večer!” fu fin dall inizio quella dell’attore Michal Pavlata.

La musica, semplice e sognante, è parte della memoria collettiva ceca e slovacca. In effetti, nonostante la separazione della Slovacchia dalla Repubblica Ceca nel 1993, il programma ha mantenuto lo stesso nome e concetto anche nella televisione slovacca.

I cortometraggi animati ed i personaggi iconici

I personaggi più amati includono Krtek (la talpa), Maxipes Fík, Pohádky z mechu a kapradí, Rákosníček, Broučci, Pat a Mat, Křemílek a Vochomúrka, Mach a Šebestová, Krkonošské poháky, Ferda mravenec, Bob a Bobek, Rumcajs e cosí via. E’ impossibile stilare una classifica dato che ogni generazione ha avuto i propri eroi.

La talpa (Krtek) trasmesso anche in Italia negli anni Ottanta

Večerníček infatti ha ospitato centinaia di miniserie animate, molte delle quali realizzate con tecniche diverse: stop-motion, disegno classico, gomma, ritagli di carta e marionette. I principali attori cechi hanno fornito le voci ai tanti personaggi, tra questi anche la mitologica Jiřina Bohdalová.

La storia di Mach a Šebestová con la loro cornetta magica ha invece visto il passaggio da cartone animato a film, al quale hanno partecipato alcuni noti attori cechi.

Mach a Šebestová

Nel 1974 furono trasmesse i primi 20 episodi di Krkonošské pohádky (le favore di Krakonoš), che divennero estreamente popolari. Negli anni Ottanta, i cortometraggi iniziarono a divenire un fenomeno internazionale che collezionava premi di categorie in vari festivalal cintematrografici internazionali.

Alcuni personaggi arrivarono anche in Italia trasmessi in Rai tra gli anni Settanta e Ottanta: la talpa (krtek), creata da un famoso disegnatore e illustratore chiamato Zdeněk Miller, Maxipes Fík, oppure Rakosníček.

Il ponte tra generazioni

Večerníček è una leggenda che ha resistito nel tempo, che ovviamente ha subito qualche influsso ideologico nel periodo comunista, ma che fortunatamente ha mantenuto l´innocenza tipica dei bambini rendendo magica l´attesa per questo momento, specie per i piú piccini.

Nel 2005, quando la tv ceca propose di rimuovere Večerníček dal palinsesto e cambiarne l’orario, oltre 70.000 persone firmarono una petizione per mantenerlo com’era.

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Di RM

Vivere in un altro Paese non è immediato.
È una serie di adattamenti quotidiani.
Alcuni piccoli, altri decisivi.
Dopo un po’, ti accorgi che le cose che per te sono normali,
per altri non lo sono affatto.
E viceversa.
Questi sono appunti.
Appunti da Praga.

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