In piazza Karlovo Náměstí n. 502/40, nel centro di Praga, sorge un edificio enigmatico e affascinante, il Faustův Dům, noto come la Casa di Faust. Questo luogo non è soltanto un esempio di architettura barocca, ma è soprattutto un simbolo di mistero, leggende e storie inquietanti che hanno affascinato generazioni di abitanti e visitatori della capitale ceca.
Con certezza si può affermare che hanno vissuto in questo posto diversi alchimisti e studiosi di scienze naturali, perfettamente ambientati nella Praga magica e occultista che ebbe il culmine nel XVI-XVII secolo con l’impero di Rodolfo II.

Il dottor Faust che vendette l’anima al diavolo
La prima leggenda narra del dottor Faust, Faust avrebbe vissuto in questa casa durante la sua permanenza a Praga. La casa sarebbe stata teatro di esperimenti alchemici e pratiche occulte, attirando un alone di mistero che perdura ancora oggi. Si narra che Faust fosse solito evocare il diavolo proprio nelle stanze di questo edificio e che il pavimento dell’ultimo piano porti ancora i segni lasciati dalle sue invocazioni. Faust avrebbe venduto l’anima al diavolo, per cercare di carpire i segreti alchemici e raggiungere il successo.
Si racconta che una notte Faust fu trascinato all’inferno attraverso un buco nel soffitto. Questo buco, secondo la leggenda, non fu mai completamente riparato: ogni tentativo di chiuderlo risultava vano, come se la casa stessa fosse marchiata dal tocco del soprannaturale.
Edward Kelly, il conte Mladota e il parroco Jaenig – i personaggi che alimentarono le leggende
Nel 1590 la casa fu acquistata dall’alchimista, spia e ciarlatano Edward Kelly che visse alla corte di Rodolfo II. Kelly vi installò un laboratorio e condusse vari esperimenti alchemici, principalmente era alla ricerca della ricetta alchemica per trasformare il piombo in oro.
Nel 1591, infrangendo l’editto imperiale sui duelli, uccise un borghese di Praga. Fu quindi imprigionato nel castello di Křivoklát a pochi km da Praga, da dove tentò presto di fuggire. In quella fuga fallita, si ferì così gravemente a una gamba che dovette essere amputata e sostituita da una protesi di legno. Il governatore ebbe pietà di lui e lo graziò dopo questo incidente. Nonostante questo, però, finì in disgrazia. In seguito perse l’altra gamba, fuggì da Praga nella città di Most, che si dice abbia maledetto, e infine si suicidò a Hněvín a Most (all’età di 42 anni).
Un altro proprietario, che contribuì anch’egli alla misteriosa reputazione della casa, fu il conte Ferdinand Antonín Mladota di Solopysk, un uomo strano che possedeva diversi dispositivi realizzati secondo i principi dell’ottica, dell’elettricità e del magnetismo, o manichini che si muovevano su corde tese, oltre ad altre cose inspiegabili all’epoca, che davano l’impressione che fosse in combutta con il diavolo.
Negli anni successivi, il parroco Karl Jaenig, proveniente dalla vicina chiesa di San Giovanni Nepomuceno di Skalka, si stabilì lì. Pur essendo un ecclesiastico di professione, anche in questo caso era un uomo strano. Si dice che avesse una vasta collezione di oggetti funerari legati alla morte. Le storie che circolano lo incarnano talvolta nel ruolo di vampiro, che dorme in una bara in un interno circondato da teschi di ogni tipo, ossa e persino pezzi di forca.
Il Faustův dům narrato da Alois Jirásek
Il racconto narrato dallo scrittore Alois Jirásek, nel suo libro “Gli antici racconti cechi” pubblicato per la prima volta nel 1894, parla di uno studente molto povero, che ebbe il coraggio di entrare nel Faustuv dům, nonostante la popolazione locale temesse la presenza del diavolo e di spettri che impedivano di frequentare questo stabile.
Il povero giovane, gradualmente prese possesso di questa casa, pur ritrovando oggetti e libri tipici della magia nero, ma soprattutto iniziò a trovare ogni giorno una moneta (il tallero) d’oro che gradualmente gli permise di migliorare il suo stile di vita e di condurre una vita agiata frequentando le birrerie. La bramosia del denaro e della ricchezza prese il sopravvento, e l’unica attività che esercitò divenne quella di leggere gli antichi libri alchemici ed esoterici presenti in casa. Un giorno, il ragazzo sparì e quando i suoi amici andarono a cercarlo, non trovarono che un buco sul soffitto e segni di lotta.
Il giovane vendette l’anima al diavolo che era venuto evidentemente a domandare il conto.

Alcune curiosità che alimentano le leggende
Il sito dell’attuale palazzo era un tempo un luogo di sacrificio pagano. Lungo il sito correva un’importante strada che collegava il Castello di Praga e Vyšehrad ed era anche il percorso dei cortei di incoronazione.
Nelle finestre ad angolo della Casa Faust, durante la ricostruzione, sono state trovate preziose pitture murali. Sotto la scala a chiocciola adiacente si pensa che ci sia una sorgente mitica. Nel soffitto della scala è stato trovato un buco costruito con pali, abbastanza grande da poter essere attraversato da un uomo adulto (una possibile fonte della nota leggenda). Altri ritrovamenti includono un soffitto splendidamente dipinto, scarpe per bambini murate e resti scheletrici di sette gatti.
Nel corso della sua storia, l’edificio ha subito diverse aperture nel tetto. L’ultima è stata creata alla fine della II. Guerra mondiale da una bomba americana inesplosa.
Oggi la casa di Faust é parte del complesso ospedaliero dell’ospedale Karlova e ospita una farmacia, nel rispetto delle tradizioni passate. Non sono consentite visite allo stabile.
